Le più grandi favole Disney sono ormai sul grande schermo, ma come nasce la favola?

I live action delle più belle favole Disney sono ormai in tutte le sale cinematografiche ma la favola ha una tradizione molto antica

Le favole che tutti noi conosciamo e vediamo oggi al cinema provengono dalla nostra antica cultura, nata probabilmente in oriente e diffusa successivamente ai nostri antenati greci e latini i cui rappresentanti sono rispettivamente Esopo e Fedro.

Come nelle favole

La favola è un genere letterario di antichissima tradizione, tramandato inizialmente in forma orale e successivamente in forma scritta, è probabilmente nato in oriente e poi diffusosi ai padri della nostra cultura in Grecia con l’aiuto della mediazione ionica. Questo genere letterario è sopravvissuto fino ad oggi regalandoci grandi storie che nell’ultimo periodo stanno conquistando le sale cinematografiche grazie ai live action targati Disney come per esempio “Il re leone”, “Lilli e il vagabondo”, quest’ultimo ancore in programmazione, e tanti altri. La struttura della favola prevede una prima parte che introduce la situazione di cui si andrà a raccontare, una parte centrale che contiene il racconto vero e proprio e una parte finale in cui viene espressa una morale e il suo simbolico significato. I protagonisti di questo tipo di racconto sono per lo più animali parlanti con caratteristiche antropomorfe ma possono essere presenti anche elementi naturali e vegetali ma anche uomini e divinità.

Esopo

Esopo, vissuto a Samo in Grecia, è il personaggio che ci è stato tramandato come inventore del genere della favola, vissuto probabilmente intorno al VI secolo era uno schiavo disprezzato per la sua condizione ma molto sapiente. I personaggi delle sue favole sono per lo più animali parlanti che assumono comportamenti tipici dell’uomo. Solitamente animali come lupi, volpi, leoni e rapaci rappresentano, nelle sue favole, gli individui potenti del contesto storico-sociale in cui lo scrittore è vissuto mentre altri animali considerati più miti come pecore e buoi vengono solitamente, nelle sue storie, maltrattai e sfruttati dagli animali più forti e rappresentano gli oppressi della sua società. Le morali che tendono a venir fuori dai suoi racconti mostrano spesso simpatia per le vittime ma allo stesso tempo la necessità da parte del più debole a adattarsi alla legge del più forte. Ad oggi ci sono arrivati circa cinquecento delle sue favole tra cui alcune molto famose anche oggi, basti pensare a “La volpe l’uva” che recita:

“Una volpe affamata, come vide dei grappoli d’uva che pendevano da una vite, desiderò afferrarli ma non ne fu in grado. Allontanandosi però disse fra sé: «Sono acerbi!». Così, anche fra gli uomini, c’è chi, non riuscendo, per incapacità, a raggiungere il suo intento, ne dà la colpa alle circostanze”.

Fedro


Fedro è invece il rappresentante latino del genere favolistico vissuto durante il primo secolo. Il suo lavoro prende ispirazione dal suo collega greco Esopo e vanta di aver scritto più di cinquecento fabulae di cui arrivate fino a noi solo novantatré. Anch’egli arriva a Roma come schiavo appartenente alla famiglia di Augusto e poi successivamente reso libero. La struttura che utilizza per i suoi scritti è uguale a quella spiegata precedentemente qui sopra ma più caratterizzata dalla brevitas che consiste nell’utilizzo di poche parole e concetti chiari. La sua è una visione pessimistica della vita generata dall’idea che l’allora società fosse divisa in ricchi e potenti che sfruttano e maltrattano i poveri ed è proprio su questo che si basano, come in Esopo, le morali delle sue favole infatti nei suoi finali il debole perde sempre o cerca un compromesso con il più forte. Citando Fedro: “Ora perché sia nato il genere della favola in breve ti spiegherò. La schiavitù, ai padroni soggetta, non osando dire ciò che avrebbe voluto, traspose le sue opinioni in brevi favole, ricorrendo, per schivare le accuse di calunnia, a scherzose invenzioni.”

Lezioni di vita

Il senso delle favole è quello di comprendere attraverso allegorie e similitudini il mondo che ci circonda e capire le molteplici visioni dei punti di vista e dei fatti. Esse hanno un forte valore educativo e di fine critica sociale che aiuta e aiuterà sempre anche i più piccoli a comprendere meglio il mondo in cui siamo stati catapultati.

Perniola Enrico

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