Il Superuovo

Le onorificenze al Merito della Repubblica: 5 personalità che non dovremmo dimenticare

Le onorificenze al Merito della Repubblica: 5 personalità che non dovremmo dimenticare

Anche quest’anno il Presidente della Repubblica conferisce le onorificenze ad alcuni cittadini. 

In un anno buio come questo, ritrovarsi nei gesti buoni degli altri è una dolce carezza. L’empatia, il calore umano, il darsi all’altro sono alcune delle cose di cui il 2020 ci ha reso poveri, facendocene forse comprendere sempre di più la necessità attraverso la mancanza. Per questo leggere belle storie emoziona ancora. Storie di donne e di uomini che in modo diverso hanno donato un po’ di se stessi agli altri, insegnandoci l’altruismo, la forza e a volte anche la disperazione. Chi è riemerso dalle ceneri e chi invece le ha scelte per conoscerle e capire cosa fosse stato davvero bruciato : è questo quello che ci raccontano le vite  dei nuovi cittadini che hanno ricevuto dal Presidente Sergio Mattarella un’onorificenza al merito della Repubblica e che non possono che farci ritrovare, anche nel periodo di incertezza che stiamo vivendo, un po’ di speranza, ancora di più notando l’alta percentuale di nomi femminili presenti nell’elenco.

1)Enrico Pieri

Aveva 12 anni Enrico quando durante l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema vide uccidere per mano nazista tutta la sua famiglia in modo brutale. Oggi ne ha 86 e davanti alla telefonata del Quirinale versa qualche lacrima. Enrico non ha dimenticato e per questo è stato premiato. Ha trasformato la casa dove avvenne il crudele episodio in un luogo di cultura, di incontro , di scambio, per tutti coloro i quali custodiscono la conoscenza storica non come cenere di un passato burrascoso, ma come fiamma che sarà luce per il futuro.

2)Nicoletta Cosentino

Una donna al fianco di altre donne. Nicoletta Consentino si vede premiata per la sua lotta contro la violenza domestica sulle donne, vero cancro della società. Lei che ha messo la sua storia fatta di dolore a disposizione di tutte le donne, oggi spera di poter essere uno stimolo, un esempio per chi crede di meritare il male, attraverso il progetto le cuoche combattenti, che si propone di aiutare economicamente e psicologicamente chi non riesce ad uscire dal tunnel della violenza di genere.

 3)Angela Buanne

Una mamma, come tante. Non c’è niente di più straziante per un genitore se non sopravvivere al proprio figlio. Angela conosce questo dolore perché sua figlia Livia pochi anni fa è stata vittima di un incidente stradale causato dal fidanzato, guidatore in stato di ebrezza. Da quel giorno ha deciso di girare per le scuole d’Italia, avviando una collaborazione con diverse associazioni  per sensibilizzare i giovani a prestare attenzione alla guida.

4) Vittoria Ferdinandi

Numero zero si trova a Perugia e  non è un ristorante come tutti gli altri, ma un luogo di inclusione, incontro , attenzione. Laureata in Filosofia e Scienze Tecniche e Psicologiche la direttrice del ristorante ha scelto di includere nel personale vari ragazzi e ragazze che soffrono di malattie psichiche. Il progetto mira alla cura delle persone molto spesso emarginate, attraverso l’integrazione in un posto di lavoro e il rapporto e la condivisione con i clienti.

5) Anna Fiscale

Trasformare le vulnerabilità in valore aggiunto. È questo che la sua cooperativa Quid si propone di fare: riciclare stoffe in eccesso, provenienti da rimanenze di grandi marchi dando però lavoro a donne svantaggiate e a persone con fragilità. Un’impresa sociale che mira più che al profitto , alla persona che imprime la propria esperienza di vita nel prodotto che acquisisce così unicità. Quid come molte altre imprese, ha risentito della pandemia, ma per il futuro si auspica una fioritura di questo ambizioso progetto.

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