Il Superuovo

Flags dei Coldplay lancia lo stesso grido di Pirandello: giù la maschera!

Flags dei Coldplay lancia lo stesso grido di Pirandello: giù la maschera!

Luigi Pirandello è universalmente famoso per la sua idea della maschera che ognuno di noi indossa. I Coldplay, nel loro ultimo brano, hanno esposto un concetto analogo.

I Coldplay (fonte: Calabriamagnifica)

Flags è il più recente singolo dei Coldplay, uscito il 21 Dicembre scorso, e con toni onirici e visionari idealizza ed esalta la costruzione di sé senza alcuna bandiera, criticando velatamente chi fa l’opposto. In questo è molto simile al pensiero che Pirandello ha inserito in quasi tutta la sua produzione.

Flags è un inno all’individualità

Con questo pezzo i Coldplay sostengono con forza e immagini molto evocative come la felicità arrivi senza etichette, bandiere o, per dirla con Pirandello, maschere. Fin dalla prima strofa si mette ben in chiaro quale sia l’idea che si porta avanti: “the one recurring theme, the one recurring dream they had was to be whatever they wanted to be” si dice riferendosi a due esempi precedenti che intendono però rappresentare tutte le persone. Il ritornello riprende e rafforza questo tema, dicendo che non c’è bisogno di bandiere che mettano in guardia sulla natura della persona, perché ognuno vuole solo essere ciò che è. Nel secondo ritornello Chris Martin rincara la dose, sostenendo che il Sacro Romano Esercito, che qui pare indicare la Chiesa (istituzione già criticata altrove nei brani della band) ma che può essere anche una metafora per ogni società rigidamente organizzata, cercherà di usare l’etichetta di essere umano per l’omologazione. “The Holy Roman Army said your heart beats like everyone else” è un modo per indicare come si cerchi di non dare peso alle differenze individuali e si tenda a costruire bandiere per mettere ognuno al proprio posto. In realtà per i Coldplay questo non è necessario per affermarsi e per eludere questo sistema basta avere il coraggio di essere se stessi. Con la splendida immagine dell’aura che hanno gli altri, che splende quando non è costretta da etichette e bandiere, si chiude questa canzone, inno ad amare le persone per quel che sono.

Luigi Pirandello (Fonte: Focus Junior)

Pirandello studia le maschere umane

Luigi Pirandello, premio nobel per la letteratura nel 1943, è passato nella conoscenza generale dei lettori per le sue novelle, romanzi e drammi in cui un tema ricorrente è quello della maschera. Per l’autore siciliano la maschera è quella che ognuno di noi, consapevolmente o meno, indossa di fronte agli altri, quasi costretto dai dettami della società. Ed è così che Rosario Chiarchiaro, nella novella “La patente”, cerca di essere accreditato ufficialmente come iettatore, perché a causa di questa maschera affibbiatagli ha perso il lavoro; Giustino, coprotagonista del romanzo “Suo marito” deve costruirsi la maschera di agente che ha portato al successo la moglie scrittrice Silvia, per non passare in una posizione socialmente inaccettabile al suo tempo; ne “Il giuoco delle parti”, infine, Leone Gala, un marito tradito dalla moglie, sfida a duello un tale che ha offeso la consorte, delegando però l’amante a battersi e consegnandogli quindi la maschera di marito che nella logica del racconto gli aveva sottratto. Si potrebbe andare avanti a lungo a elencare personaggi e maschere di Pirandello e si giungerebbe alla conclusione che, salvo pochi e rari casi, i protagonisti sono infelici o insoddisfatti. Ma esiste per Pirandello un modo per venir fuori da questa situazione?

Le risposte che Pirandello e i Coldplay danno sono diverse

A prima vista il gruppo britannico e lo scrittore Agrigentino danno una risposta quasi uguale alle difficoltà di cui parlano: essere se stessi. Approfondendo però, vediamo come per i Coldplay si tratti di un atto naturale, semplice e immediato dopo che ci si è resi conto delle proprie priorità. È anche un gesto ben accetto dagli altri, che lo vedranno come una virtù e come un punto a favore dell’individuo che si è staccato dal gregge. Per Pirandello ci troviamo di fronte a tutto un altro paio di maniche: essere sé stessi, “capire il giuoco” molte volte non è conveniente. Un esempio eclatante è quello di Vitangelo Moscarda, protagonista di “Uno, nessuno e centomila”. Vitangelo si accorge che la percezione che hanno gli altri di lui, ossia di perfido usuraio, non corrisponde a quello che lui realmente è. Decide allora di dedicarsi ad clamorose opere di bene, ma tutto il paese finisce per credere che sia impazzito. Il risultato per Pirandello è che è impossibile levarsi la maschera, se non accettando di essere presi per folli. Essere se stessi rimane per entrambi gli artisti un omaggio alla vita: per i Coldplay perché celebra la diversità, per Pirandello perché l’autore ha capito che la vita non può essere imbrigliata da alcuna etichetta.

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