Il Superuovo

Stereotipi e pregiudizi combattuti dall’Accademy: le nuove norme degli Oscar favoriscono davvero le minoranze?

Stereotipi e pregiudizi combattuti dall’Accademy: le nuove norme degli Oscar favoriscono davvero le minoranze?

Ultimamente il mondo del cinema è stato scosso dalle nuove norme di candidatura all’Oscar, che hanno suscitato diverse critiche e riflessioni sulla natura della discriminazione.

Qualche giorno fa l’Accademy di Hollywood ha comunicato le nuove norme che dovranno rispettare i film per potersi candidare a partire dal 2024 alla cerimonia degli oscar, muovendosi apparentemente a favore delle minoranze, ma siamo davvero sicuri che non sia una mossa dettata da una più sottile modalità di discriminazione? E gli effetti che porterà saranno sicuramente positivi?

Stereotipi, pregiudizi e discriminazione

La discriminazione è un tipo di comportamento basato sul trattamento ingiusto di determinati gruppi di persone spesso minoritari e basato sul pregiudizio, un atteggiamento sfavorevole e ostile nei confronti di un gruppo e dei suoi membri caratterizzato da un uso abbondante di stereotipi.
Ad esempio, mettiamo che siete ad una festa e conoscete delle persone, tre di loro sono egoiste e prepotenti e tutte e tre indossano una maglietta rossa, allora potreste pensare che chi porta la maglietta rossa sia sempre egoista e prepotente, e così nasce in voi lo stereotipo negativo. Continuando il nostro esempio, col passare del tempo potreste iniziare a sviluppare un atteggiamento negativo in presenza di persone che indossano una maglietta rossa poiché credete siano tutte egoiste, avreste cioè un pregiudizio, ma esso diventerà discriminazione solo una volta che decidereste di isolarli dal vostro gruppo di amici.

Inclusione forzata

Giorno 10 settembre l’Accademy di Hollywood ha stabilito che i lungometraggi, per poter essere candidati all’Oscar come miglior film, a partire dal 2024, debbano avere uno degli attori protagonisti appartenente a qualche minoranza etnica o, in alternativa, il 30% del cast dovrà essere composto da due tra le diverse categorie presentate: donne, afroamericani, ispanici, membri della comunità LGBTQ o disabili. Nonostante le dichiarazioni del presidente e del CEO dell’Accademy si muovano nel territorio della non discriminazione, sembra più che altro che questa inclusione forzata delle minoranze non possa portare con sé nulla di positivo, e anzi, possa essere classificata come discriminazione inversa.
Secondo lo studioso Daniel Fajardo la discriminazione inversa consiste in un’azione o decisione che ha l’obiettivo di favorire i membri di un gruppo, nei confronti dei quali si hanno forti pregiudizi, in misura maggiore rispetto ai membri degli altri gruppi. Essa si lega al concetto di tokenism, che consiste in una minima concessione positiva fatta in favore di una minoranza che permette a chi la fa di apparire come privo di pregiudizi.

Né più né meno

Numerosi studi mettono in evidenza come la discriminazione inversa e il tokenism, nonostante portino ad effetti positivi a breve termine, possono avere conseguenze disastrose nel lungo periodo. Infatti i membri del cast che sapessero di essere stati assunti solo per soddisfare le nuove norme, e quindi non per la loro bravura o il loro valore, ma perché facenti parte di una determinata minoranza, avrebbero pesanti ricadute nella soddisfazione relativa al lavoro e nell’autostima, sia nel caso di una svalutazione che di una sopravvalutazione. Oltre tutto, questo atteggiamento nei confronti delle minoranze tende a creare, secondo numerosi ricercatori, un maggior clima di odio nei confronti delle stesse minoranze che vengono viste dai soggetti con pregiudizi come avvantaggiate, e quindi, non riduce gli atteggiamenti pregiudiziali di fondo. L’Accademy dovrebbe, forse, capire che forzare ad assumere soggetti solo perché appartenenti a comunità minoritarie non aiuta alla causa di queste ultime, che più che essere trattate come persone speciali ambiscono ad essere riconosciute al pari di tutte le altre, senza discriminazioni o concessioni di alcun tipo.

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