Le donne possono avere figli dopo un tumore ovarico? Nuove ricerche confermano questa ipotesi

Un team di ricercatori al Karolinska Institutet ha dimostrato che, trattando con una particolare terapia delle donne che soffrivano di tumore ovarico, si riusciva a preservarne la fertilità.

Alcune forme di tumore ovarico sono ereditarie. I principali geni responsabili di queste trasmissioni genetiche sono BRCA1 e BRCA2.

La tecnica utilizzata dall’equipe medica viene detta FSS, acronimo che sta per Fertility Sparing Surgery. Questa metodica viene spesso fornita come opportunità a quelle pazienti che si trovano in uno stadio di tumore non avanzato e che desiderano fortemente avere una gravidanza nella loro vita.

Tumore all’ovaio e gravidanza: nuove ricerche

I ricercatori svedesi hanno concentrato la loro analisi sul loro paese, ricavando importanti dati epidemiologici dalle più importanti strutture sanitarie sul territorio. Ogni anno, circa 700 donne in Svezia sviluppano un tumore ovarico di cui, fino al 20% del totale, sono BOT, ossia tumori borderline. Si definisce “borderline” perché la massa neoplastica è al confine fra una lesione tumorale benigna e maligna. Spesso se ne hanno due forme differenti, una intestinale (che potrebbe presentarsi anche all’ovaio) ed una endocervicale. Il team svedese ha pertanto analizzato i dati relativi alle pazienti scegliendo chi, nel periodo 2008-2015, si era sottoposto a FSS per trattamento di un BOT. Successivamente, analizzando i registri di nascita, hanno visto quante pazienti hanno partorito o erano in gravidanza in seguito all’intervento. Il risultato sorprendente è che su 213 pazienti, il 23% di loro aveva dato vita a 63 bambini e un altro 9% aveva scelto la IVF (fertilizzazione in vitro), fornita gratuitamente dallo Stato alle donne under 40. Inoltre, è stato stimato anche il parametro di sopravvivenza delle donne trattate con FSS per il tumore ovarico e non si è evinta nessuna differenza statistica fra questo gruppo sperimentale e quello di donne che sono state trattate con la classica chirurgia d’asportazione che non preservava l’utero per un’eventuale futura gravidanza.

Immagine al microscopio di tumore ovarico borderline a carattere mucinoso.

Tumore ovarico: principali cause e fattori di rischio

Esistono differenti tipi di carcinoma ovarico, in base al particolare tessuto dell’organo che viene colpito. In linea generale distinguiamo tumori epiteliali (associati all’endometrio, circa il 90% dei casi), stromali (legati ai tessuti che producono ormoni, circa 7% dei casi) e delle cellule germinali (associati agli ovuli, circa il 3% dei casi totali). Esistono numerosi fattori di rischio che possono influenzare il decorso di vita di una paziente, a partire dall’età, visto che la maggior parte dei casi si verifica fra i 50 e i 60 anni. Inoltre, bisogna tenere conto all’atto dell’anamnesi della possibilità di una malattia ereditaria. Esistono infatti delle condizioni tumorali ovariche portate avanti da mutazioni in specifici geni che possono essere ereditate dai genitori. Un gene importante è BRCA1 (ma anche BRCA2), coinvolto anche in forme ereditarie di carcinoma mammario. Altri parametri da tenere in considerazione sono lunghe terapie a base di estrogeni, spesso controindicate in pazienti che presentano lievi anomalie al pap-test o che in generale potrebbero essere suscettibili per altri motivi a trasformazioni neoplastiche della struttura uterina, e la finestra di età fertile. Con questo termine si indica il periodo di tempo fra menarca e ultima mestruazione, prima dell’inizio della menopausa. Avere un menarca troppo precoce o andare in menopausa troppo tardivamente potrebbe essere un fattore di rischio per l’insorgenza di un tumore ovarico.

Dati epidemiologici relativi all’incidenza del tumore ovarico in base alla fascia di età delle pazienti.

Fertility-sparing surgery: come funziona?

Con il progredire delle tecniche chirurgiche, si presta sempre più attenzione al benessere del paziente. In questo caso, per quanto riguarda i tumori ovarici, si cerca di effettuare interventi poco invasivi che non vadano a ledere il diritto della donna ad avere una futura gravidanza. Le tecniche utilizzate in questi casi, come accennato precedentemente, sono dette FSS. Tuttavia, queste procedure non possono essere sempre utilizzate siccome sono una valida opzione solo se il tumore è stato diagnosticato nelle fasi iniziali, prima che le cellule neoplastiche si siano diffuse bilateralmente ad entrambe le ovaie. Tra le differenti opzioni possibili, in base ovviamente alla localizzazione della massa tumorale, esistono i seguenti principali approcci microinvasivi:

  • Conizzazione della cervice = rimuovere una porzione conica dalla cervice uterina;
  • Cistectomia ovarica = mediante tecniche laparoscopiche, si rimuovono specificamente le cisti lasciando intatto tutto il resto del tessuto sano;
  • Trachelectomia radicale = si rimuove tutta la cervice, una porzione di rivestimento nota come parametrio e una porzione di vagina. Tuttavia, ovaie e utero restano perfettamente integri e funzionanti;
  • Salpingo-ooforectomia unilaterale = rimozione unilaterale di tuba e ovaio;

 

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