Le donne ed il multitasking: capiamo meglio il “superpotere” al femminile

L’8 marzo si festeggia la festa delle donne. Analizziamo la capacità del multitasking, spesso associata a loro.

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Oltre a tutte le altre caratteristiche femminili invidiate dalla popolazione maschile ce n’è una particolarmente interessante e che viene spesso associata alle donne, quasi come un superpotere: il multitasking, ovvero l’incredibile capacità di fare più di una cosa contemporaneamente.

La verità sul multitasking

Ma il multitasking inteso letteralmente come realizzare più azioni simultaneamente, è effettivamente possibile? Rispondendo in maniera molto secca e chiara, no. Più precisamente, ne è capace soltanto una piccolissima parte di popolazione, ovvero il 2,5% circa.

Quando ci sembra di essere in un regime di lavoro “multitasking” in realtà non stiamo facendo altro che passare velocemente da una determinata attività ad un’altra, in una rapida successione. Per questo motivo sarebbe meglio definire questo fenomeno “task-switching”.

Possiamo quindi classificare 3 tipi di multitasking:

  1. Multitasking, ovvero provare a fare più cose simultaneamente (fallendo);
  2. Cambio di contesto (context switching), ossia continuare a cambiare compiti, passando da un’attività ad un’altra, per poi ritornarci e ripetere il processo;
  3. Attenzione residua, quindi svolgere più compiti in rapida successione.

Un superpotere al femminile

Non vi è soltanto la credenza che il multitasking esista, ma anche che questo sia una capacità prettamente femminile. Ciò è stato dimostrato da alcuni ricercatori della Brunel University di Londra nel 2015, che, prendendo come campione 488 persone da diversi paesi, scoprirono che più del 50% dei partecipanti credeva vi fossero differenze basate sul sesso nelle abilità di multitasking, 80% dei quali era convinto che queste fossero in favore delle donne.

Come abbiamo già appurato in precedenza, il vero multitasking non esiste, ma parlando di task-switching, potremmo affermare come queste credenze potrebbero non essere del tutto sbagliate. Dei ricercatori britannici nel 2013 hanno condotto un esperimento nel quale venivano messe a confonto queste abilità in una popolazione maschile e femminile.

Furono organizzati due tipi di esperimenti: il primo basato sulle risoluzione in “regime task-switching” di diversi compiti al computer, mentre il secondo prevedeva lo svolgimento, sempre in rapida successione, di attività proprie della vita di tutti i giorni.

Nel primo esperimento le performance di entrambi i gruppi subirono un rallentamento, rispetto a quando le attività venivano svolte separatemente, anche se negli uomini questo rallentamento risultava molto più evidente. Nel secondo esperimento le differenze non furono così notevoli, ma le donne in un determinato compito mostrarono di riuscire ad elaborare strategie più efficaci per svolgerlo, forse indizio di una maggiore lucidità nel “multitasking”.

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L’efficacia del multitasking

Il multitasking non è così efficace come potrebbe sembrare. Il continuo spostamento della nostra attenzione da un’attività all’altra rappresenta per la nostra mente un carico cognitivo non indifferente, capace di diminuire la nostra produttività del 20% per ogni compito che andiamo ad aggiungere.

Gli altri svantaggi sono molteplici:

  • Porta ad un aumento dell’ansia, in quanto “prosciuga” la mente di tutte le energie;
  • Inibisce il pensiero creativo: quando ci si concentra su una sola attività si riesce ad entrare in uno stato definito “flow”, che permette non solo di lavorare più facilmente e fluentemente, ma anche di apprezzare il processo ed avere più idee, essere più creativi;
  • Causa più errori e fa diminuire la produttività: può addiritturà far crollare il punteggio IQ di 10 punti in media, paragonabile all’effetto di una notte insonne.

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Concludendo, ci potremmo chiedere: ne vale realmente la pena? Anche se le donne sembrano essere molto più portate per il multitasking, perché dovrebbero continuare ad utilizzare un metodo inefficace e poco produttivo? In poche parole: “take your time, e vedrete che tutto vi riuscirà meglio”.

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