Le creature del film “Tremors” esistono davvero? Forse possiamo trovarle nei fondali oceanici

Gli enormi vermi striscianti che tormentano gli incubi dei personaggi di “Tremors” sembrano creature fantascientifiche. E se invece qualcosa di simile esistesse davvero da qualche parte nel mondo?

 

La fantasia spesso prende spunto dalla realtà e, seppur con grande esagerazione, è il caso dei Graboids che hanno uno stile di caccia molto simile ad un affascinante polichete che vive infossato nei fondali oceanici: Eunice aphroditois

Chi è Eunice Aphoditois?

Eunice aphroditois è un anellide polichete che vive nelle profondità oceaniche, infossato nel substrato mobile. È un organismo sedentario e la maggior parte del corpo, circa due o anche tre metri dell’animale, è fissato nel terreno dentro una tana scavata dall’animale stesso con le chete presenti lungo tutta la sua lunghezza; fuoriesce solamente il capo, la trappola mortale delle sue prede. La testa presenta cinque appendici sensoriali, con le quali percepisce le ombre che passano sopra la sua testa, unico meccanismo di riconoscimento degli stimoli che possiede, essendo completamente privo di organi che somiglino ad occhi o orecchie.

Magnifiche e perfettamente disegnate, due tenaglie (mandibole) estroflettibili si aprono nell’appendice boccale e restano pazientemente aperte in attesa di qualcosa che le attraversi, per poi chiudersi di scatto nel momento della presa. È un organismo carnivoro e il suo mimetismo con il fondale è sempre efficace e funzionale. Può servirsi anche di una tossina che inietta nelle prede, forse per stordirle o per accelerare la loro morte.

Stile di caccia dei Graboids

Nel film degli anni ’90 “Tremors”, che ebbe un successo tale da diventare anche una serie televisiva, i Graboid sono vermi che strisciano sotto la sabbia e uscendo dal terreno afferrano la loro preda di sorpresa dal basso per poi portarla giù nelle profondità delle loro tane. Eunice fa proprio così, ma in maniera più sofisticata: invece di strisciare nel terreno rimane ferma nella sua tana e aspetta pazientemente la prossima vittima che passi sopra la sua trappola, per poi velocissima sollevarsi e chiudere rapidamente le tenaglie che spesso tagliano le prede a metà, senza lasciare loro alcuno scampo. E vengono così trascinata giù, giù in profondità sottoterra senza vedere più la luce.

I Graboid sono enormi e possenti, diversi metri di animale devono in qualche modo essere sostenuti da una dieta ricca, nel caso del film, anche di umani terrorizzati. Eunice, il cui aspetto non incuterebbe affatto timore ad un essere umano, si accontenta di animali vagili che nuotano nei fondali, anche di dimensioni spesso notevoli. Ad Eunice, infatti, non sfugge niente: pesci piccoli, medi, molluschi cefalopodi, può ingerire di tutto e non disdegna nulla, l’importante è che sia in movimento. Sì, perché, mentre i Graboid venivano stimolati dai rumori e dai “tremori” (tremors, infatti) in superficie che facevano scattare il loro istinto predatorio, Eunice è stimolata dalle ombre, o meglio, dall’alterazione del debole fascio di luce che recepisce con i suoi sensori, e la risposta allo stimolo è immediata e scattante e, quasi sempre, altamente letale.

Ovviamente lo stimolo che si è evoluto evita che si attivi inutilmente la trappola, in modo da limitare sprechi energetici e che, a causa della sua fuoriuscita ed esposizione, gli animali intorno scappino. Le mandibole sono attivate solo quando lo stimolo può essere riconducibile ad una preda che passa di lì.

Ecco una breve dimostrazione di cosa può fare, tratta dal magnifico documentario di Smithsonian Channel:

Paura e pericolosità

Dobbiamo avere paura di questo polichete come dovremmo averne dei Graboid? Assolutamente no. È un animale innocuo e non velenoso per l’uomo e neanche aggressivo se non stimolato. Sicuramente un morso da quelle tenaglie così potenti non è un’esperienza piacevole e gradita, e il suo corpo lungo diversi metri desta un po’ di timore considerando la lunghezza degli anellidi a noi più noti, come quelli che troviamo nel terreno o nella sabbia del litorale. Ma a parte ciò, è solamente un grande polichete estremamente affascinante e misterioso, che vive in un mondo completamente diverso dal nostro e che ha evoluto degli adattamenti unici e peculiari, che persino nei film hanno voluto riproporre.

L’idea che ci sia qualcosa che abiti luoghi così profondi e distanti da noi, che nascosto furtivamente caccia le sue prede trascinandole ancora più in profondità fino a sparire, dovrebbe affascinarci più che spaventarci. Esistono organismi che sanno far cose incredibili e sorprendenti, molte delle quali sono ancora da scoprire. Non bisogna neanche andare troppo lontano: Eunice vive anche qui, nel nostro Mar Mediterraneo, l’avreste immaginato?

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