Il Superuovo

L’attentato di Nashville riporta sulla scena internazionale il tema del terrorismo

L’attentato di Nashville riporta sulla scena internazionale il tema del terrorismo

L’esplosione di un’autobomba richiama numerosi altri scenari passati, ricordandoci che il fenomeno del terrorismo è lungi dall’essere sconfitto.

Skyline di Nashville

Nel corso dei decenni il panorama internazionale ha mosso diversi passi in direzione di un approccio unitario per fronteggiare il terrorismo. Ciononostante il tema rimane alquanto dibattuto a causa delle diverse posizioni a riguardo.

All’alba di Natale

Il 25 dicembre di questo 2020 già di per sé infausto è stato ancora più terribile per gli abitanti di Nashville, nel Tennessee. Infatti nel corso delle prime ore della mattinata un camper è esploso nei pressi di una delle vie commerciali più trafficate della città. Fortunatamente, data l’ora e le restrizioni dovute alle norme in vigore per contrastare il Covid-19, non ci sono state vittime. Le fonti parlano solamente di tre feriti, probabilmente tra le fila delle forze dell’ordine che erano state allertate e mandate sul posto in seguito a delle segnalazioni di alcuni residenti. I danni sono stati perlopiù materiali e hanno coinvolto abitazioni, esercizi commerciali e vegetazione. La vittima potrebbe essere l’attentatore stesso, i cui presunti resti sono stati ritrovati tra i detriti dell’esplosione. Le autorità e i media americani non hanno esitato nel comunicare l’intenzionalità dell’atto: probabilmente una simile azione aveva dunque uno sfondo terroristico. Questo ci conduce al ricordo di uno spettro che in questi tempi dominati dalle notizie sulla pandemia avevamo quasi dimenticato ma che rimane presente.

Il frutto dei trattati anti terrorismo: la situazione attuale

Per atto terroristico si intende qualunque azione che coinvolga l’uso di violenza illegittima al fine di incutere terrore ai membri di una comunità, destabilizzandone l’ordine. Secondo il diritto internazionale gli atti terroristici sono una delle massime espressioni della violazione dei diritti fondamentali e per fronteggiare questo pericolo esiste un modello normativo che emerge dagli accordi presi dai vari Stati. Dall’intrecciarsi degli accordi anti terrorismo si notano tre tendenze generali che sono alla base del modo in cui approcciare il fenomeno. La prima tendenza riguarda il trattamento di eventuali terroristi arrestati, per i quali vige il principio aut dedere aut judicare. In sostanza in caso di cattura di un terrorista lo Stato che lo tiene in custodia ha soltanto due possibilità, vale a dire quella di processarlo per i crimini commessi o quella di estradarlo verso altri Stati che ne facciano richiesta, sempre a fini processuali. Questo primo set di azioni deriva concettualmente da un altro comportamento richiesto dai vari accordi internazionali, il quale sancisce l’obbligo di prevedere il terrorismo come reato all’interno del codice penale nazionale, con annesse delle pene severe. Infine gli Stati sono tenuti ad adoperarsi allo scopo di prevenire atti terroristici attraverso un sistema di controlli e vigilanza su ogni livello.

Consiglio di Sicurezza dell’ONU riunito

Il dibattito sulla definizione di terrorismo

Nonostante poc’anzi sia stata data una definizione di terrorismo, questa è utile solamente a definire il problema a livello concettuale. Per poter organizzare un framework internazionale ed efficiente che coinvolga in modo unitario tutti gli Stati la definizione dovrebbe essere approvata come parte di un accordo internazionale che soddisfi tutte le parti in causa. Finora questo è accaduto in contesti regionali più ristretti come l’Unione Europea, in cui la Decisione quadro del Consiglio sulla lotta contro il terrorismo pur non dando una vera e propria definizione è riuscita nell’intento di armonizzare le varie legislazioni nazionali proiettandole in una direzione comune nel contrasto al terrorismo. Tale Decisione è stata recepita e costituita negli articoli 31 e 34 del Trattato sull’Unione Europea, rendendola perciò vincolante per gli Stati membri quanto al risultato da ottenere, salve restando la competenza delle autorità nazionali in merito alla forma e ai mezzi. Sul piano internazionale più ampio una simile norma è difficile da formalizzare attraverso un trattato, a causa delle numerose divergenze politiche ed ideologiche riguardanti l’individuazione della condotta illecita da punire. Basti pensare che le Nazioni Unite hanno iniziato negli ormai lontani Anni 70 a ragionare su una convenzione per contrastare il terrorismo da far valere per tutti i membri dell’ONU: da quel momento (complici gli attriti dell’epoca dovuti al periodo di piena Guerra Fredda) non si sono fatti grandi passi avanti. La speranza va riposta nella succitata Decisione quadro, la quale potrebbe fornire un’ottima base di partenza per una futura convenzione.

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