Lato oscuro e chiaro della forza in “Star Wars”, compariamoli con magia cerimoniale e naturale

In “Star Wars” sentiamo parlare di lato oscuro e chiaro della forza, nel Medioevo abbiamo magia cerimoniale e naturale. 

Vedremo la duplicità della magia e della forza in “Star Wars”; da una parte la contrapposizione tra magia naturale e cerimoniale, dall’altra assistiamo alla lotta tra lato chiaro e lato oscuro della forza, in questo dibattersi tra bene e male.

Lato oscuro e lato chiaro della forza in “Star Wars”

Per tutti i film di “Star Wars” vediamo la contrapposizione tra il lato chiaro della forza, la strada seguita dai maestri Jedi, e il lato oscuro della forza, quello perseguito dai Sith. Questa dualità tra bene e male viene sempre evidenziata e gli stessi personaggi alternano tra una posizione e l’altra; lampante è l’esempio di Anakin Skywalker. Anakin passa dall’essere un allievo Jedi, fino a diventare uno dei più grandi signori dei Sith; questo suo cambiamento è dovuto all’amore e al potere. Anakin vuole accumulare sempre più potere a causa dell’amore, al fine di salvare sua moglie, Padme, dalla morte; la sete di potere però ha la meglio e lo soggioga completamente fino a portarlo al famoso lato oscuro. Questa parte “sbagliata” della forza gli assicurava certamente un potere maggiore rispetto al lato chiaro. La differenza tra queste due fazioni sta nei pensieri e nelle emozioni che le alimentano; se per il lato chiaro abbiamo emozioni positive e tranquille, per il lato oscuro abbiamo odio e rabbia. Due facce della stessa medaglia, una negativa e l’altra positiva; guardiamo questa differenza anche nella magia.

Magia cerimoniale e naturale nel XII secolo

Facciamo una preliminare specificazione. La magia cerimoniale è quella negativa, che fa ricorso al patto con i demoni per ottenere il potere; quella naturale invece è quella positiva, questa fa ricorso alle forze della natura per ottenere qualcosa in cambio e si tiene ben lontana dalle forze demoniache. La magia in questo periodo inizia ad essere condannata e sempre più assimilata all’interno dell’eresia, ma dobbiamo fare le giuste distinzioni. La magia cerimoniale è condannata, in quanto per avere certezza del futuro e per ottenere determinati benefici si fa ricorso ad un patto con i demoni; questa magia è quindi definita “eretica”. La magia naturale è lecita, perché per l’appunto fa ricorso alle forze della natura e queste sono create da Dio e messe a disposizione dell’uomo. Un esempio importante di persona che parla di magia naturale è Ildegarda di Bingen. Ildegarda vive tra XI e XII secolo e a 38 anni diventa badessa, quindi parliamo di una persona che si muove all’interno della cristianità. Abbiamo alcuni suoi scritti e vediamo come lei descrive piante e utilizzi particolari di queste; un esempio è la mandragora. Secondo Ildegarda la mandragora è una pianta che può procurare benefici all’uomo, ma va utilizzata nella giusta maniera; prima di tutto va battezzata, secondariamente è possibile farci un infuso per ottenere delle cure. Ildegarda parla anche delle virtù delle gemme e riconosce che la magia può essere sia lecita che illecita, tutto dipende dal fine che le si attribuisce.

Magia demoniaca e dotta nel XV secolo

Nel XV secolo ritorna in auge la magia naturale, anche chiamata magia dotta; alcuni esempi di questo tipo di magia sono l’alchimia e l’astrologia. Siamo nel periodo del rinascimento e dunque anche del recupero delle conoscenze del passato; tra le conoscenze recuperate abbiamo anche documenti che parlano di questa forma di magia. Due esponenti importanti e famosi della magia dotta sono Marsilio Ficino e Pico della Mirandola. Marsilio Ficino sosteneva che il mago utilizzasse gli influssi degli astri per avere benefici, parla anche di farmaci e pozioni e descrive anche dei talismani; di questi ci dice che sono importanti perché dato che ricreano qualcosa che assomiglia al divino, allora permettono di combattere le potenze demoniache. Probabilmente le distanze sono dovute alla paura di rischiare la scomunica da parte della chiesa di Roma. La magia dotta non attirava l’attenzione della chiesa, probabilmente perché si muoveva all’interno delle leggi della natura e le sue conoscenze si attenevano a scopi pratici. Un altro esponente fu Pico della Mirandola. Pico nel 1486 scrisse 900 tesi in cui parlava anche dell’importanza della magia naturale e avrebbe dovuto discuterle pubblicamente; l’anno dopo Papa Innocenzo VIII vietò il dibattito e condannò 13 di quelle tesi. Pico della Mirandola fuggì in Francia per evitare il processo inquisitoriale e nel 1493 fu assolto da Alessandro VI. Vediamo che nella magia la differenza tra bene e male sta sul filo di un rasoio, basta poco a cadere dalla parte sbagliata e “passare al lato oscuro”.

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