Il Superuovo

L’arte riesce a farti trovare il tuo posto nel mondo : Pollock in J’ai tué ma mère

L’arte riesce a farti trovare il tuo posto nel mondo : Pollock in J’ai tué ma mère

Omosessualità, ribellione giovanile, difficile rapporto tra una madre divorziata ed il figlio adolescente, amicizia tra insegnante e studente: questi sono gli elementi che contraddistinguono J’ai tué  ma mère.

 

Si tratta di un film del 2009, prodotto in Canada, ha come regista il giovane Xavier Dolan ( Montréal, 20 marzo 1989), che all’età di diciannove anni intraprende la produzione di questo suo primo lungometraggio. Il film fu selezionato nel 2009 per la Quinzaine des Rèalisateurs al Festival di Cannes dove vinse tre premi : premio Art Cinéma, premio SACD e premio Regards Jeunes.

Di cosa tratta J’ai tué ma mère?

Il protagonista è Hubert Minel, un ragazzo canadese di diciassette anni, cresciuto con sua madre Chantale con cui ha un rapporto turbolento che va dall’amore all’odio, portandolo a volersi distaccare da lei, poiché trova nella sua figura la colpa della sua costante frustrazione e rabbia. Inoltre da tre mesi ha una relazione con un suo compagno di classe, Antonin. Hubert ama l’arte e la poesia ed in queste riesce a trovare una valvola di sfogo contro tutto quel turbinio di emozioni contrastanti tipiche dell’adolescenza, come la costante sensazione di sentirsi incompreso o la paura di non trovare un posto nel mondo. Tutto sembra peggiorare proprio quando la madre, inizialmente favorevole, impedisce al figlio di trasferirsi da solo in un appartamento, ritenendo Hubert troppo giovane per  vivere da solo.

Hubert e il Dripping

Hubert è un aspirante pittore, nella composizione dei suoi quadri utilizza la tecnica pittorica del dripping  che consiste nel far cadere o far sgocciolare il colore con movimenti,  più o meno , rapidi del braccio coinvolgendo anche tutto il corpo,   liberando  da un pennello  il colore. Spesso  si utilizza smalto liquido o vernici dal tubo o dal barattolo che vengono rovesciati   direttamente sulla tela posta ,il più delle volte, a terra lasciando che il colore si espanda liberamente . Il protagonista  si serve di  questa tecnica per esprimere se stesso, per liberarsi da tutto ciò che non riesce più a reprimere.

Action painting

Il dripping è una tecnica caratteristica dell’Action painting americana,  indirizzo artistico sviluppatosi nel primo decennio del dopoguerra, genericamente definita come  espressionismo astratto . Con il termine Action painting si indica una pittura che si libera da ogni schema, forma o modello precostituito, immediata e spontanea nella sua esecuzione. Il maggiore esponente è lo statunitense Jackson Pollock ( 1912-1956) , artista inquieto, ribelle e dedito all’alcol. L’artista si oppone ad una pittura statica,realista e precisa,  utilizzando  tecniche già esaminate dai Surrealisti, ma riesce a sfruttarne le massime potenzialità. Nelle sue opere è possibile notare come lo spazio non ha un centro ben delineato e l’immagine rappresentata sulla tela si compone soprattutto di una distesa di filamenti, presentando una possibile continuazione che va oltre i bordi della medesima tela. L’opera rappresenta uno stato d’animo insito nella propria interiorità o proveniente dal mondo esterno. La tela non viene più utilizzata come spazio su cui realizzare  un progetto e a cui l’artista successivamente vi avrebbe lavorato. Con l’Action painting non vi è più l’ideazione di un progetto ben definito ma si lascia agire l’inconscio. L’avvicinamento di Pollock all’inconscio non è casuale poiché nel 1937, poco meno che trentenne, essendo affetto da alcolismo si sottopose a terapie psicoanalitiche.

Pali blu

Pali blu è un’opera realizzata da Jackson Pollock nel 1953. La composizione dell’opera consta di diversi procedimenti che vedono inizialmente   il colore venire schizzato con l’ausilio di batuffoli di cotone a cui seguono schizzi provocati dall’utilizzo di pennello da verniciatore e da pezzi di legno, utilizzando colori ad olio, smalti e vernici. Il titolo proviene dalla presenza di otto segmenti inclinati in maniera eterogenea lungo la tela. Ciò che l’artista vuole suscitare è la potenza dell’irrazionalità che supera la ragione, testimoniando un sentimento di angoscia, inoltre Pollock ritiene che all’interno di questo groviglio di colori sia lecita la possibilità che ogni  spettatore ne possa dare una sua libera interpretazione.Alcuni critici hanno avanzato l’ ipotesi che questi pali ,con cui si denomina l’opera, possano  richiamare la metropoli americana nella quale vi si concentra un numero ampio di individui che generano un sentimento  di caos, altri invece ritengono che sia volta ad evocare la parte più profonda dell’interiorità umana dove sono collocati incubi e tabù.

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