Il Superuovo

L’arte evocatrice di sensazioni: la psicologia dell’arte

L’arte evocatrice di sensazioni: la psicologia dell’arte

L’arte. Evocatrice di sensazioni ed emozioni. L’arte non intesa solo come pittura ma comprendente una miriade di sfaccettature e ambiti. Tra questi rientrano la musica, la fotografia, il cinema, il teatro. Lo scopo principale della psicologia dell’arte è comprendere quali sono i processi mentali coinvolti nella produzione artistica, ma anche quei processi psicologici che caratterizzano l’apprezzamento di una determinata opera, canzone o produzione cinematografica.

L’apprezzamento estetico dell’arte e i sentimenti coinvolti

Una bella produzione cinematografica per aver successo deve essere un’opera d’arte, o quantomeno assomigliare ad un’opera d’arte. Deve evocare determinate sensazioni, introdursi nell’animo dello spettatore violentemente. La stessa cosa può avvenire con un’opera d’arte come un quadro o una statua. Una particolare musica dalle sonorità peculiari. Un libro eccezionale. Una fotografia. O un’opera teatrale. Anche creare un’opera d’arte è un’esperienza assurda, una speciale forma di sublimazione dei conflitti consci e inconsci del soggetto. L’arte ha una funzione terapeutica in quanto l’artista riesce a ‘sublimare‘ i propri conflitti attraverso la sua opera. é la creatività la vera protagonista della produzione artistica. Quello che viene definito come una sorta di ‘mascheramento‘. Infatti, l’interesse nei confronti della produzione artistica serve a comprendere meglio la psiche umana. Gli istinti e i complessi dell’artista sono il fulcro delle sensazioni evocate dalla produzione artistica. L’artista è capace di trasmettere alla sua opera e plasmare la sua opera con il suo mondo transpersonale. Il percorso artistico dell’autore è un percorso quasi psicoanalitico e  di recupero. Viene recuperata la memoria, vari frammenti di vita dispersi. Tutto questo può avvenire dolorosamente, attraverso un processo graduale e complesso. Per disfarsi e riscattarsi da quella dimensione persecutoria che invade l’artista di emozioni negative e positive. Prendiamo come esempio Maria Bonaparte. Ella si interessò ad Edgar Allan Poe e questo evidenzia come la storia personale dell’artista influisca sull’interessamento di temi orridi e tenebrosi. Oppure Munch. Grazie alla sua opera egli dà vita al proprio dolore. Un’opera che testimonia perdita, assenza, sentimenti negativi. La memoria diviene il nocciolo dell’opera d’arte. Nell’opera vengono stravolti lo spazio e la prospettiva poichè lo spettatore venga oltrepassato da quelle sensazioni angosciose generate dall’artista.

L’arte nella psicoanalisi

La psicoanalisi si è sempre occupata di arte. Molte opere sono state lette in chiave psicologica, sia prestando attenzione all’autore che al fruitore. E a tutte le sensazioni evocate dalla produzione artistica e le sfumature che la compongono. Un viaggio alla scoperta dei sentimenti più profondi. L’arte è come un sogno. é la spiegazione più accurata e profonda dell’inconscio umano. La parte manifesta, che può essere rappresentata da un quadro, una musica o una poesia, nasconde la parte latente. La parte oscura, nascosta e profonda. Quasi inafferrabile. L’opera d’arte riattiva emozioni, sensazioni, contenuti sommersi. Grazie ad essa è possibile conoscere sé stessi. é per questo che in molte sedute psicoanalitiche il paziente viene invitato a cimentarsi in qualche forma artistica come la pittura, il teatro, la musica. In questo tipo di arte il linguaggio verbale  viene affiancato da un linguaggio di tipo non verbale come simboli, gesti, metafore. L’opera d’arte permette al soggetto di identificarsi con le proprie emozioni. Di scoprirle ed esplorarle. L’arte figurativa rappresenta una forma di psicoanalisi efficace soprattutto dal punto di vista introspettivo. Permette al soggetto di riappropriarsi di una conoscenza profonda e veritiera di se stesso, attraverso un’esperienza intensa di sublimazione quasi trascendentale.

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