fbpx
L’arte e la politica di Frida Kahlo: nazionalismo, marxismo e femminismo

La vita di Frida Kahlo ha una forte impronta politica che viene confessata attraverso le sue opere. Sappiamo come Kahlo spesso disse alla gente di essere nata nel 1910, l’anno in cui i disordini politici diffusi in Messico culminarono nello scoppio della Rivoluzione messicana. Marxista, nazionalista, femminista: sono parole che descrivono la vita, le convinzioni politiche e anche le opere di Frida. 

IMG_1383.jpg

Dopo circa dieci anni di conflitti, la rivoluzione messicana ha provocato un drammatico cambiamento nella politica e nella cultura messicana. Vicissitudini hanno cambiato la costituzione e hanno portato a radicali rifornme e leggi sulla paritá di retribuzione per le donne e per le correnti socialiste nel panorama poltico del paese. 

L’artista rivoluzionaria

Crescendo nel pieno della Rivoluzione messicana, Frida si é sentita sempre profondamente ispirata dalla rinascita dell’orgoglio nazionale e dalle idee progressiste che seguirono. La sua opera Mosé esemplifica molti di questi atteggiamenti sociali e politici. Vale a dire, il fulcro centrale del murales é la simbolizzazione degli organi riproduttivi femminili insieme al sole e alla pioggia come donatori universali della vita. Ci sono simboli dedicati alla cultura Azteca indigena del Messico con rappresentazioni dell’antica civiltá egizia, della religione greca, ebraica e cristiana dell’antichitá classica. Al di sotto del livello degli dei c’era spesso la convizione che c’erano grandi personaggi storici: Stalin, Lenin, Marx, Gandhi e Cristo. É interessante l’inclusione ironica di Hitler, che l’artista chiamava, “il bimbo perduto”, all’interno di questo gruppo. Al livello inferiore del quadro si nota una grande massa che vuole indicare l’evoluzione umana e sociale. 

Il viaggio di Frida negli Stati Uniti 

Seguendo la Rivoluzione messicana, la piú grande fonte di ispirazione nella vita dell’artista fu il suo partner a vita, Diego Rivera. I due artisti si sposarono nel 1929 e si trasferirono negli Stati Uniti l’anno successivo. Suo marito era spesso impegnato a dipingere delle serie di opere commissionate, mentre lei divenne sempre piú nostalgica e infelice nel corso del loro soggiorno di tre anni. Al livello politico questo periodo gli Stati Uniti incarnavano la nascita dell’industrializzazione e del capitalismo di sfruttamento. 

IMG_1384.jpg

Il suo autoritratto tra Messico e Stati Uniti illustra chiaramente le differenze dei due paesi. Le immagini messicane rappresentano la natura, la storia, il patrimonio culturale. Mentre il paesaggio di opache fabbriche e inquinamento predominato il clima della grande cittá. Una parte molto importante dell’illustrazione é caratterizzata dal generatore di energia che si unisce alla natura del paesaggio del Messico, l’artista voleva rappresentare quanto i vicini meridionali fossero sfruttati dagli USA. 

IMG_1385.jpg

Mentre la carrierea di Diego Rivera cresceva quanto la sua fama nel nuovo paese, tanto da aver la commissione di dipingere Man At the Crossroads, un murale che elogia il progesso industriale per il Rockefeller Center. Frida esprime i suoi giudizi negativi tramite un altro murales, il vestito rappresentato sopra si blocca e prende la forma di un disordinato collage di pubblicitá commerciali, cultura di celebritá e disordini sociali sul fondo di una giungla di cemento in cui i moderni grattacieli di mescolane alle strutture greche e ad una chiesa medievale. Infatti l’unica cosa autentica e ordinata di questa rappresentazione sembra proprio l’abito tradizionale Tehuana dell’artista, il punto focale dell’opera. 

Frida e la morte ideologica del partito filo-stalinista

Nonostante sia stato uno dei membri dell’alto rango del Partito comunista messicano, per diverso tempo nel suo tour negli Stati Uniti, Diego ebbe dispute ideologiche con gli altri membri del comitato centrale, fino al suo mandato di esilio nel 1929. In solidarietá con il marito, Frida lasció anche il partito filo-stalinista ed insieme Diego e Kahlo iniziarono a seguire l’esiliato come loro, Leon Trorsky nel corso degli anni a seguire. 

Nel 1937 riuscirono a concedere a Tronsky e a sua moglie l’esilio in Messico traimite il governo di sinistra del presidente Lázaro Cárdenas ed invitarono la coppia a La Casa Azul, la casa di famiglia di Frida Kahlo. 

Tuttavia, la scoperta di Rivera che Trosky e Kahlo stavano avendo una relazione, obbligó la coppia esiliata a trovare un altro rifugio. La coppia trovó un altro posto dove stare ma i due erano sempre schedati dagli agenti sovietici, tanto che nell’agosto del 1940, Leon Trosky morí assassinato a Cittá del Messico. 

Una rivoluzionaria fino alla fine

Nonostante la morte di Trostky e il crescente movimento comunista internazionale, Kahlo rimane dedita ai suoi ideali rivoluzionari per il resto della vita. Dopo la morte anche di Stalin nel 1953, Kahlo inizió a lavorare su un dipinto in suo onore. 

Il suo ritratto con il “Grande leader” porta Stalin in una posizione di importanza quasi religiosa, per quasi un trentennio di governo nell’Unione Sovietica. Nonostante il suo principio, Kahlo non riuscí a dipingere il ritratto con la precisione e la chiarezza che la contraddistinguevano, poiché i suoi forti dolori l’hanno costretta ad assumere farmaci sempre piú forti che la colpivano nei tempi tecnici come artista.