L’arte di Adolf Hitler: il museo incompiuto del Führer a Linz

Adolf Hitler é uno dei dittatori piú famosi della storia. Dopo essere salito al potere come Führer della Germania nazista, ricordiamo come lui e i suoi seguaci furono responsabili della morte di milioni di persone e dei piú grandi furti e distruzione di opere d’arte inestimabili. Tuttavia ció che potresti anche conoscere di Hitler é che sognava da giovani di essere un artista e di fatto creava arte, principalmente dipinti. 

La determinazione e la dedizione intravista nell’arte di Hitler ci forniscono scene che possiamo interpretare come visioni dello stato purificato su cui ha fantasticato. Il Museo di Hitler- originariamente chiamato Führermuseum- per fortuna é un museo d’arte non realizzato dallo stesso che doveva trovarsi nella cittá austriaca di Linz. 

La passione per l’arte 

Fin da piccolo Hitler, cresciuto a Linz in Austria, sapeva che voleva essere un artista. Ha anche ricevuto un sostanziale incoraggiamento da sua madre. Tuttavia, la vita dell’artista stereotipata non é quella in cui la maggior parte dei genitori vuole vedere cadere i propri figli. Mentre trovava appoggio totale dalla madre, Hitler veniva picchiato spesso dal padre che si rifiutava di riconoscere le ambizioni artistiche del figlio. Nel tentativo di mettere Adolf in un percorso di vita piú stabile, lo iscrisse ad una scuola tecnica. Pochi anni dopo il programma il padre di Hitler morí e probabilmente c’era da parte sua la volontá di lasciare il programma ma al contrario lo completó con un record medio. Si laureó nel 1905 e rimase a Linz per prendersi cura della madre malata fino alla sua morte nel dicembre del 1907. 

Il potere in Germania 

Dopo essere salito al potere in Germania, Hitler avrebbe dovuto raccogliere e distruggere gran parte della sua arte. Tuttavia, ci sono ancora diverse collezione in tutto il mondo. Quattro dei suoi acquarelli sono ora di proprietá dell’esercito degli Stati Uniti sopo essergli stati confiscati dalla seconda guerra mondiale. Inoltre il Museo Internazionale della Seconda Guerra Mondiale ospita una delle piú grandi collezioni d’arte di Hitler. 

In Germania oggi é legale vendere opere dalla firma del dittatore purché non raffigurino simboli nazisti. Molti non sono d’accordo con la vendita delle opere del dittatore o di offetti direttamente collegati ad un periodo o ad una figura cosí oscura e inquietante, la casa d’aste comunque ha difeso la propria decisione di continuare le vendite sotendendo l’importanza storica delle opere. Il portavoce della casa d’aste Kloss ammise che i prezzi elevati e l’interesse dei media che circondano le opere di Hitler sono semplicemente dovuti al nome firmato sulle opere, quindi che le opere non hanno un valore storico o artistico cosí elevato. 

Hitler continuó a dipingere come Führer ma mantenne tutti i suoi lavori privati. Nel suo libro Spott scrive che Hitler aveva talento artistico ma mancava di tecnica di uno studente qualificato e spesso non riusciva a catturare la passione nel suo lavoro. Indipendentemente da ció rimase il suo hobby e gli piaceva davvero e rimase sempre molto informato della storia dell’arte. Non era cosí ipocrita o folle in modo certificabile per quanto riguardava l’arte. Ci sono raccolte illustrate in libri che rendono abbastanza chiara la serietá e la dedizione di Hitler per l’arte. 

Il piano per il museo d’arte di Hitler  

Supponeva di essere il più grande museo (sia in termini di dimensioni che di raccolta) del mondo. Questo è il motivo per cui il più grande saccheggio dell’arte nella storia umana iniziò nel 1939. Nella maggior parte dei casi, i pezzi di arte furono confiscati o rubati dai nazisti di tutta Europa durante la seconda guerra mondiale. Il distretto culturale doveva far parte di un piano generale per ricreare Linz, trasformandolo in una capitale culturale del Terzo Reich e uno dei più grandi centri d’arte d’Europa. Il piano era quello di mettere in ombra Vienna, per la quale Hitler aveva un disgusto personale, soprattutto a causa della sua incapacità di ottenere l’ammissione all’Accademia di Belle Arti di Vienna.

La data prevista per l’apertura del museo era il 1950, ma con la caduta del Terzo Reich non fu mai completato il progetto. Hitler come pittore incompiuto, continuava ad amare l’arte. Giá nel 1925 aveva ideato una “Galleria nazionale tedesca”. Ma dopo aveva concepito l’idea di costruire il museo dei suoi sogni non in Germania, ma in Austria proprio a Linz nella sua cittá natale. E divenne ossessionato da questa idea.  Il museo doveva includere un teatro dell’opera, un hotel, un campo da parata, una biblioteca e naturalmente con la sua facciata del piede con colonnati in stile neoclassico fascista. Il piano comprendeva circa 36 chilometri di gallerie che doveveno contenere circa 27.000 oggetti d’arte. Piú Hitler vedeva la sconfitta della Germania piú si fissava sul modello del museo che stava progettando, divenne il suo unico sollievo trascorrendo le sue giornate nel bunker sotto la Cancelleria del terzo Reich. 

La collezione per il museo in programma a Linz é stata raccolta attraverso varie strategie. Lo stesso Hitler invió in principio i suoi soldati in viaggio in Italia e Francia per acquistare, a sue spese, opere d’arte di inestimabile valore. 

Le spedizione dei soldati per questo scopo furono moltissime anche in Oriente. Le opere d’arte furono restituite agli stessi musei dopo la guerra. 

Il circolo d’arte di Hitler contava circa venti specialisti: curatori di dipinti, stampe, monete e armature, bibliotecari, architetti, amministratori, fotografi e restauratori.  Hitler riceveva regolarmente album fotografici con annotazioni dell’arte confiscata. Sono stati preparati un totale di 31 album e 19 sopravvivono oggi.

Oggi si stima che circa cinque milioni di oggetti culturali furono saccheggiati, persi o maltrattati durante la guerra. Per Hitler, il su progetto museale a Linz era un vero affare, una vera prova della sua megalomania. 

 

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