L’arte dell’insegnamento: ecco 5 modalità per coinvolgere gli studenti in un apprendimento efficace

L’insegnamento richiede spesso creatività e immaginazione, il che ci porta a considerarla un’arte. Non tutti i docenti però, hanno la capacità di saper coinvolgere e far appassionare alla propria materia.

Cosa più importante, è coinvolgere gli studenti e renderli auto-efficaci. Ciò significa, non limitarsi ad esporre la lezione da insegnare, ma proporre diverse fonti da quelle scolastiche, suscitare curiosità e interesse, rendere l’ambiente di apprendimento stimolante attraverso materiali ed attività pratiche sempre differenti.

1. Apprendere attraverso l’appropriazione

È inevitabile progettare una lezione senza considerare questa modalità. Essa consiste nel semplice ascolto di una lezione, di un podcast, video o di un documentario. La spiegazione attraverso questi materiali è un porto sicuro per gli studenti, i quali hanno una struttura rigida delle idee, da consultare nel momento del bisogno. Il compito dell’insegnante è quello di fornire svariate fonti diverse, suggerendo grafici, organizzatori, riassunti, schemi e mappe.

Tutti questi vantaggi danno un sostegno non indifferente alla comprensione di un testo: infatti è possibile utilizzare uno o più dei materiali (elencati precedentemente) assieme a versioni verbali di una seconda lingua, come ad esempio glossari oppure diagrammi per spiegare un sistema. È possibile rendere la lezione ancor più interessante attraverso animazioni o presentazioni grafiche, rendendo il tutto più dinamico attraverso simboli e brevi e concise spiegazioni.

 

2. Apprendere attraverso l’indagine

Attraverso questa modalità gli studenti non sono limitati a studiare le pagine di un libro, tutto viene reso più stimolante attraverso la ricerca di approfondimenti riguardo un tema. In questo modo, essi imparano ad utilizzare fonti e testi, per arrivare a comprendere i concetti; perciò impareranno mentre trovano il materiale per imparare, facendo propri i concetti.

A giudicare poi, il loro operato, sarà comunque l’insegnante, che dovrà valutare la conformità dei risultati. Ma un docente come può organizzare un’attività d’indagine?

Prima di tutto, bisogna presentarlo come un compito sfidante, che possa mettere in discussione tra di loro gli studenti, creando dibattiti sulla disciplina in questione. L’insegnante deve proporre le risorse che i ragazzi potranno utilizzare: documenti, libri, oggetti, ricordi, racconti. Ed è proprio tra le fonti, che ritorna utile internet, il quale se usato bene, diviene una finestra sul mondo. Infine, è necessario dare delle indicazioni più precise, cioè esplicitare se dovrà essere un lavoro di: ricerca e approfondimento, interpretazione di un testo, progettazione di uno schema o presentazione (power point etc.), o risoluzione di un problema.

Così com’è importante, che i ragazzi imparino il concetto che si intende far apprendere, lo sono anche gli obbiettivi che vengono raggiunti durante l’attività. Gli studenti imparano a porsi delle domande e informarsi autonomamente; acquisiscono l’abilità di discutere su un qualsiasi argomento; se l’attività è svolta in gruppo, comprendono l’importanza di dividere i compiti in un team e collaborare rispettando le proposte altrui; ed infine, cercando informazioni altre possono riscoprire interesse per una determinata materia.

3. Apprendere attraverso la discussione

L’alternativa valida ad una noiosa lezione frontale: proporre una discussione tra pari. La discussione tra pari può avvenire in molti modi differenti: con o senza la presenza del docente, condotto dall’insegnante o dallo studente, in gruppi (grandi o piccoli), strutturato oppure a tema libero, integrato ad altri metodi o utilizzato singolarmente

Certo, è facile che diventi un momento di gioco e di “ricreazione” se questo non viene gestito nel giusto modo. Infatti, nella maggior parte dei casi, si preferisce che l’insegnante dia il suo contributo, moderando la discussione, altrimenti non avviene alcuna comprensione cognitiva. Per Vygotsky e Piaget è importante il ruolo della comunicazione nell’ambiente di apprendimento, per un sano sviluppo cognitivo.

L’obbiettivo di questo metodo di apprendimento è quello di sviluppare negli studenti un pensiero critico personale, il quale devono esprimere in modo corretto, ma soprattutto devono essere pronti a rivalutarlo nel momento in cui si confrontano con gli altri.

Per una buona discussione in classe è necessario che il docente:

fornisca i giusti materiali da analizzare e poter poi discutere;

consigliasse di informarsi in anticipo sul tema generale, per avere le idee chiare da discutere;

ordinasse a tutti di parlare, nessuno escluso (è bene stabilire che tutti hanno delle opinioni da esporre);

valutasse l’operato e la partecipazione di ogni studente (se uno di essi è particolarmente eloquente nel modo di esporre, lascia spazio alle idee altrui e si nota un evidente lavoro di indagine precedente, è giusto premiare e valutare).

4. Apprendere attraverso la pratica

“Imparare facendo” è la modalità in cui si valuta non la competenza teorica, ma pratica, dello studente. È una delle modalità più gettonate per i più piccoli, in quanto, attraverso le esperienze pratiche e manuali o di imitazione, è facile che rimanga impresso il ricordo del concetto da far apprendere.

La parola chiave di questo metodo è autonomia: infatti, non è necessario che intervenga il docente a correggere gli errori commessi in un’attività pratica, in quanto l’alunno capirà da solo, dopo diversi tentativi se l’attività funziona oppure no. Perciò un ambiente ben progettato ai fini di questo apprendimento è quello che permette allo studente di imparare senza aiuto e senza insegnamento.

Il gioco di ruolo è una delle attività pratiche più utilizzate. Gli studenti si servono di una scena definita dai tutor per esplorare e interpretare risorse e informazioni, usando poi le loro analisi per realizzare una risposta che definisca la tematica, il problema o la domanda. Il docente deve definire la scena adeguata con il “cliente” e deve condurre lo studente attraverso una sequenza di eventi. Le risorse possono essere mappe, immagini, documenti, fornite dagli stessi docenti. L’obiettivo è quindi far immergere lo studente in questo ambiente allestito e lasciare che si informi con documentazioni autentiche.

5. Apprendere attraverso la collaborazione

Si tratta di una situazione in cui due o più persone imparano qualcosa insieme. Il lavoro di squadra permette ad ogni componente di collaborare con una specifica attività di cui si prende le responsabilità. È importante che tutti, sin da bambini imparino a lavorare in gruppo, in quanto: è possibile imparare dagli altri, quindi dai pari; gli studenti imparano da se stessi e dalle proprie ricerche e elaborazioni; infine, i bambini/ragazzi sono più motivati, spinti dalla responsabilità che hanno verso tutto il gruppo.  Qual è il lavoro del docente in questo caso?

Come prima cosa, spetta a lui, pianificare il tema della lezione e dividere già i compiti da assegnare agli studenti;

il prossimo passo è quello di dividere la classe in gruppi, per evitare che qualcuno rimanga fuori, e organizzarli in modo tale che possano imparare l’uno dall’altro;

dopo aver avviato il lavoro di gruppo, il docente non deve e non può occuparsi di altro, ma deve avere il compito di monitorare e di incoraggiare gli studenti, scandendo tempi e scadenze ed evitando che diventi un momento di ricreazione e di gioco libero;

allo stesso modo, deve vigilare e controllare di tanto in tanto i prodotti, rispondere ad eventuali domande e assicurarsi che stia avvenendo un processo di apprendimento;

infine, è necessario che il prodotto e l’intero processo di lavoro venga valutato, attraverso i giusti mezzi.

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