Il Superuovo

Svevo e Caparezza ci spiegano come si è evoluta nel tempo la concezione dell’eroe

Svevo e Caparezza ci spiegano come si è evoluta nel tempo la concezione dell’eroe

All’interno della letteratura italiana ed internazionale la concezione dell’eroe è cambiata radicalmente nel corso del tempo. Dall’antichità all’età contemporanea infatti vi sono state continue revisioni riguardanti questo tema, dovute alle evoluzioni socio-culturali dell’Europa.

Nel seguente articolo, dopo un breve preambolo riguardante l’evoluzione della figura dell’eroe lungo la storia della letteratura italiana, attuerò un confronto fra il personaggio di Luigi delle Bicocche descritto da Caparezza nel brano “Eroe” e Zeno Cosini, l’antieroe protagonista della Coscienza di Zeno di Italo Svevo.

La figura dell’eroe lungo la letteratura italiana

La figura dell’eroe in letteratura è mutata con il passare del tempo, soprattutto viste le continue evoluzioni sociali e culturali dell’Europa. Partendo dall’antichità possiamo rintracciare gli ideali dell’eroe nei due poemi omerici. Questi doveva essere un uomo forte e coraggioso, ma oltre alle doti fisiche venivano anche apprezzate le qualità morali. Nel medioevo la cultura degli antichi viene dimenticata dagli intellettuali laici. Bisogna però ricordare che venne ripreso il modello dell’eroe omerico, un eroe moralmente impeccabile, che verrà poi ripreso da molti autori tra il 1400 e il 1500. Successivamente Ariosto nell’Orlando furioso delineò l’immagine di un eroe ispirato alla classicità ma arricchito da una serie di componenti innovative, come quella dell’ironia, che caratterizza le vicende vissute dai personaggi. Alla fine del XVIII secolo Foscolo, fondendo gli ideali patriottici con quelli della cultura romantica delinea l’eroe del suo tempo e decide di farne un modello di vita. All’eroe romantico si contrappone il modello offerto dalla letteratura del 1900, che rompe definitivamente con la cultura classica. Ne è un esempio Zeno Cosini, protagonista della Coscienza di Zeno di Italo Svevo.

La coscienza di Zeno

Nel 1923 Italo Svevo pubblica il suo terzo romanzo, la Coscienza di Zeno, il quale venne ignorato in Italia, ma ebbe molto successo in Europa, grazie anche ai buoni rapporti che intercorrevano tra Svevo e Joyce. La grande novità culturale è la psicoanalisi, alla quale si sottopone il protagonista, l’antieroe Zeno Cosini. Dopo un preambolo riguardante l’infanzia del protagonista il memoriale si suddivide in grandi capitoli: il vizio del fumo, il matrimonio con Augusta, la vita coniugale, la vita lavorativa, il rapporto con il cognato Guido Speier ed il capitolo finale intitolato la psico-analisi, dove Zeno termina il rapporto con l’analista convinto di essere guarito. Lo stile utilizzato da Svevo è colloquiale e antiretorico, lontano dalla tradizione della prosa, ma sempre controllato, al fine di evitare il monologo interiore tipico di Joyce.

“Eroe” di Caparezza

Il 28 Marzo 2008 Caparezza pubblica come primo estratto dal suo quarto album “le dimensioni del mio caos” il brano “Eroe”. Il pezzo tratta della storia di Luigi delle Bicocche, un operaio precario che, nonostante le tentazioni dei video poker e degli usurai, riesce a mantenere la propria famiglia. Caparezza utilizza un linguaggio diretto ma mai sconcio delineando un quadro generale della società e della condizione dei ceti meno abbienti. Il brano inoltre contiene un gran numero di riferimenti a fatti realmente accaduti, come Erich Priebke, che venne definito << ex SS novantatreenne>> o la vicenda del casinò di Campione d’Italia che coinvolse Vittorio Emanuele di Savoia.

 

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