
La Rivoluzione francese ha cambiato la nostra concezione di Stato in maniera indelebile. Interessante e studiare questo grande evento a partire da una prospettiva capace di intrecciare storia ed economia.
La data cruciale
A Parigi, la rivoluzione scoppiò il 14 luglio con celebre data che ogni anno viene commemorata, ovvero quella della presa della Bastiglia. Il carcere della Bastiglia viene assalito da una folla inferocita. E La svolta epocale avvenne poco più di sei settimane dopo, il 26 agosto 1789, quando fu sancita la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, enunciazione delle libertà fondamentali, di pensiero, parola e stampasu tutti. Furono però presenti senza dubbio principi come l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, che poi si ritrovarono nelle numerose costituzioni successive. Si trattò dunque dell’evento che più di tutti rappresentò punto di svolta per la storia francese e mondiale. I disordini a Parigi erano già scoppiati già alcuni giorni prima. Il sentimento di avversione nei confronti dell’Ancien régime fu la causa chiave. Appare impossibile ignorare la voglia di giustizia del popolo e una crisi economica galoppante. Nella prima metà del XVIII secolo il sovrano incarnava la nazione, detenendo nelle sue mani i poteri esecutivo, legislativo e giudiziario per diritto divino.

L’analisi storico-economica
La rivoluzione francese rappresenta oltre che una data storica tra le più importanti anche un laboratorio di indagine storica che ci consente di analizzare le rivoluzioni borghesi e gli effetti che hanno avuto nella storia europea e mondiale dei secoli successivi a questo evento. Uno dei numerosi studiosi che ha dedicato la propria vita allo studio di questo evento rivoluzionario è lo storico Ernest Labrousse, che ci insegna uno dei segreti chiave di ogni analisi storica, ovvero la nostra posizione privilegiata rispetto agli eventi. sono infatti passati più di duecento anni da allora e sebbene sussistono ancora una pluralità di vedute e di letture differenti riguardo a questo evento storico, è innegabile che possediamo la serenità e la quantità sufficente di dati che ci permettono di avere un quadro realmente preciso. Per capire che cosa accade nel 1789 occorre partire dalla Francia del XVII secolo e fare un confronto con le altre nazioni, soprattutto con l’Inghilterra, allora attraversata da un’altra rivoluzione, quella industriale.

Le due rivoluzioni
Interessante sarebbe riflettere, e non manca chi l’ho già fatto, riguardo a queste due importanti ma diverse rivoluzioni. Ovvero come mai la rivoluzione industriale avvenne proprio in Inghilterra e la rivoluzione borghese in Francia? Una risposta più razionale sarebbe quella che cerca di ricostruire i prerequisiti economici e politici che permisero ai due paesi di fare la propria rivoluzione. Dall’altro affascinante sarebbe anche una lettura nazionalista che mette in primo piano lo spirito dei popoli inglese e francese, esaltando il progresso britannico e la ribellione francese. Alla vigilia della rivoluzione, la popolazione francese supera i 26 milioni, un dato nettamente superiore a quello inglese, fermo a 8 milioni. E tuttavia, la produzione media pro capite vede l’Inghilterra in netto vantaggio. Insomma, potenzialmente numericamente la Francia aveva tutti i requisiti per surclassare l’Inghilterra, ma nei fatti accade il contrario. Osservando i dati relativi al commercio internazionale, la Francia sembra reggere bene il confronto, grazie soprattutto alle sue colonie. Inizia così una serie di dati comparativi che intrecciano la prospettiva economica con quella sociale e politica, che consentono di avere un quadro ben delineato. Però non può essere tutto racchiuso nei numeri, poiché riprendendo una formula hegeliana, la storia appare come un grande mattatoio.