L’amore si fa in silenzio: ascoltate Calvino e guardate Dolan

Sia Italo Calvino ne “gli amori difficili”, che Xavier Dolan in “Les amoures imaginaires” ci offrono un punto di vista alternativo sull’amore, fatto da sguardi e silenzi.

scena tratta da “Les amoures imaginaires” di Dolan

 

 

Per Umberto Saba la rima fiore- amore è la più difficile del mondo, e Calvino e Dolan sarebbero sicuramente d’accordo con lui. L’amore è una cosa difficile, che richiede impegno e sensibilità, che è desiderata da tutti ma ottenuta da pochi. Mediante un film e un libro, Dolan e Calvino reinterpretano il concetto di amore, esplorandolo e scandagliando a fondo le ragioni dell’animo che ci spingono ad amare.

 

Italo Calvino e l’incomunicabilità dell’amore

È il 1970 quando Einaudi pubblica per la prima volta “Gli amori difficili” di Italo Calvino, ormai già scrittore affermato e noto al pubblico. Si tratta di una raccolta di 15 racconti brevi, che seguono il file rouge dell’amore e dell’incomunicabilità del sentimento, divisi in due sezioni: “Gli amori difficili” e “La vita difficile”. Ma che c’è poi di così difficile nell’amore? Calvino ci dimostra che una relazione si fonda su un principio di incomunicabilità, sulla difficoltà di approcciare l’altro, sul disagio verso sé stessi che si percepisce al momento del contatto con l’altra persona. Soffocati dalla brevità dei racconti, i protagonisti del romanzo hanno poche azioni. Calvino ne descrive i piccolissimi particolari, i gesti banali, sui quali però si fonda il rapporto amoroso. Molte volte questi personaggi rimangono impigliati nelle trame strette dei loro disagi, che non portano mai a niente, ma si lasciano spegnere in silenzio. Il sentimento amoroso viene visto come un’emozione transitoria o addirittura come una sorta di lungo viaggio, fisico o anche solo mentale, verso l’oggetto dei propri desideri.

È un’indagine lunga quella di Calvino, che non porta a niente, se non ad una sensazione di piacere durante tutta la durata del suo studio. È nei silenzi che non diventano parole, negli sguardi desiderosi e timidi, nei gesti casuali per attirare l’attenzione, che ritroviamo l’amore effimero, puro, e che ci complica- ma forse ci migliora anche- la vita.

 

Xavier Dolan: dare forma al desiderio

Ha 21 anni Xavier Dolan quando gira “Les amoures imaginaires”, meglio noto come “Heartbeats”. L’enfant prodige apre con questa citazione di Alfred De Musset la sua seconda opera:

“Il n’y a de vrai au monde que de déraisonner d’amour”

Non si può parlare che d’amore, e sin da quando inizia il film Dolan delimita il campo di visione e riflessione, smentisce qualsiasi ipotesi di approccio emozionale pacatamente razionale, ne proclama nonostante ciò la verità, che è intima e bruciante. Ancora una volta nella sua produzione ci troviamo di fronte ad  un’opera in prima persona, un’autoanalisi caotica e frammentaria che guarda allucinata i fantasmi d’amore che infestano ogni formazione sentimentale.

“Les amours imaginaires” da voce non all’amore vero e proprio, ma alle sue proiezioni evanescenti, all’idea dell’amore che prescinde dalla persona amata, ricreata a proprio piacimento- con tutti i rischi che ne derivano quando la fragile immagine così accuratamente composta si frantuma in mille taglienti pezzi.

 

Una scena del film di Xavier Dolan

 

 

Amarsi in silenzio

Opera esile, dalla trama semplice ma efficace, adorabile e detestabile, dove silenzi ed inquadrature ristrette si alternano per rendere l’idea dell’incomunicabilità del sentimento e della claustrofobia del batticuore, Les amours imaginaires sbanda e indugia, gira a vuoto perché non può fare altrimenti, si macera in un masochismo narcisista che dice però chiaro e tondo che l’amore c’è ma non si vede. Eppure è sempre lì, è causa efficiente di ogni azione dei protagonisti, loro obiettivo ultimo mai raggiunto, che riempie le giornate dei 3 ragazzi al centro di questo piccolo capolavoro emozionale.

Silenzi, sguardi, carezze, piccoli gesti. L’essenza dell’amore sta nella sua volatilità, nella sua non comunicabilità. Il sentimento è condiviso solo quando i due si capiscono senza bisogno di parole. C’è una magia condivisa, ma invisibile agli occhi degli altri, che condividono gli amanti. Xavier Dolan e Italo Calvino indagano, con i propri mezzi, le difficoltà che incorrono quando si prova ad instaurare una relazione, e a mantenerla viva. Le loro analisi sono innovative, irriverenti ed intime, ma non ci sono manuali d’istruzione su come amare: bisogna impararlo da sé.

 

 

 

 

 

 

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