La fortuna non esiste, esisti solo tu! Te lo spiegano Emma e Alberti

Dall’Umanesimo di Leon Battista Alberti all’energia di Emma: il rapporto tra uomo e fortuna.

Emma Marrone, cantante.

Fortuna” è il nome del nuovo disco di Emma Marrone, pubblicato lo scorso venerdì dopo un periodo non felice per la cantante. È anche però il nome della canzone che apre l’album: un brano carico di positività scritto da Emma stessa.

“Fortuna”, canzone di Emma Marrone

“Fortuna” è un brano energico e positivo, e il messaggio che l’artista vuole comunicare ai suoi ascoltatori, nell’album che corona i suoi dieci anni di carriera, è un invito ad essere determinati e a godere a pieno di ogni momento. Emma non crede nell’esistenza della fortuna, e riferendosi all’album dice: “Fortuna sono io“. In effetti è lei che vestita di argento domina la copertina del disco e i banner pubblicitari sparsi per le città di Italia, e il messaggio che vuole comunicare è alquanto profondo.

Fra tutte le cose che vi vorrei dire
come un fiume in piena che parte dal cuore…
si vince e si perde, ma vale la pena anche solo provare!
La fortuna non esiste
esisti solo tu
e la voglia che hai dentro di dare, di dare, di dare…
sempre di più!”

Non esiste la fortuna, e in maniera analoga è possibile negare anche l’esistenza della sfortuna. Ognuno di noi può rappresentare la propria fortuna, se solo ha voglia di concedersi alla vita e di accogliere ogni piccolo segnale che questa ci offre. Esistono le coincidenze e le possibilità, ma siamo noi a decidere se coglierle o meno. È sempre bene tentare, ne vale sempre la pena…afferma la cantante in un’intervista. Se poi il tentativo finisce per dare un esito negativo, è compito nostro riuscire a stare bene ugualmente:

Fortuna che io sono fatta così…
mi hai lanciata su una buona stella!
fortuna che
se cado è lo stesso, vivo bene lo stesso
vado bene così.
Più gira male e più mi va bene!”

“Fortuna sono io!” – Emma Marrone

L’Umanesimo di Leon Battista Alberti

Il messaggio di Emma rimanda fortemente a uno degli scritti che meglio descrivono la concezione della fortuna durante l’Umanesimo.

All’inizio del Quattrocento si diffonde una visione del mondo fortemente antropocentrica. L’uomo viene rivalutato, e con lui le sue virtù e le sue creazioni. Viene rivalutata la cultura antica in ogni forma, e si tenta l’imitazione delle antiche opere greche e latine, di autori che vengono scelti come modelli.

Si usa il termine Umanesimo per indicare il movimento culturale e letterario di questo periodo, e tra gli intellettuali umanisti che rappresentano le maggiori voci di questo periodo si trova Leon Battista Alberti, di importanti origini fiorentine. La sua opera più importante è il dialogo Della Famiglia, che in volgare fiorentino illustra come portare a compimento il bene della famiglia, che è alla base del bene della società.

Nell’opera ha grande rilevanza il Prologo, in cui l’autore rivolgendosi alla sua discendenza affronta la tematica del rapporto con la fortuna. Secondo Alberti, la fortuna si prende gioco solo di chi si sottomette a lei: per non lasciare che avvenga, dunque, basta non rassegnarsi al semplice corso degli eventi.

Non è potere della fortuna. Non è, come alcuni sciocchi credono, così facile vincere chi non voglia essere vinto.” Leon Battista Alberti

Homo faber fortunae suae

A vincere la fortuna c’è dunque la virtù dell’uomo, artefice del proprio destino: questa è la convinzione che prevale nell’Umanesimo, semplificata nel celebre motto latino homo faber fortunae suae (l’uomo,artefice della propria sorte). Emma sembra pienamente d’accordo, e con il brano che apre il suo disco invita tutti ad unirsi alla sua positività:

“più gira male e più mi va bene
più gira male e più mi va bene
più dite male e più mi va bene
va bene va bene va bene così
!”

 

 

 

 

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