L’amore platonico è “per due che come noi non si sono persi mai”

Nella società di oggi siamo capaci di amare o ci ostiniamo a cercare qualcuno solo per la paura di rimanere dannatamente soli? 

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L’amore passa attraverso realtà parallele, e non si può negare che questo sentimento sia l’oggetto di discussione preferito dai filosofi. In passato l’amore ha fatto nascere appassionanti rappresentazioni teatrali, canzoni e poesie; ma, tralasciando il lato artistico, questo sentimento è ancora oggi l’unica cosa che madre scienza non riesce a spiegare.

IL BANCHETTO DI AGATONE E L’AMORE PLATONICO

Secondo Aristofane, massimo rappresentante della commedia attica “antica”, in principio l’uomo era un androgino. La sua riflessione o visione sulla nascita dell’amore è tenuta all’interno di uno dei più famosi dialoghi di Platone: il Simposio. La vicenda si svolge durante un banchetto organizzato dal poeta tragico Agatone, e tutte le perplessità e le supposizioni che vengono fuori durante la discussione si basano sull’amore. Più specificatamente il colloquio si svolge su Eros, Dio dell’amore e componente fondamentale del pensiero platonico. Quindi è come se Platone avesse inscenato una situazione in cui sono presenti dei personaggi che parlano al suo posto, esprimendo il suo pensiero filosofico. Tornando a parlare dell’affascinante versione che Aristofane dà dell’origine dell’amore, si può dire che tutto ciò che si è citato finora appartiene prevalentemente ad un’ottica di spiritualismo e non di materialismo. Cioè il pensiero di Platone, e di conseguenza dei personaggi del suo dialogo, non è del tutto ideale; c’è la componente fisica, ma il concetto in sé è per lo più legato all’anima. Secondo il commediografo, in principio l’essere umano era un essere mitologico formato da due parti: l’uomo e la donna. Secondo questa visione non esisteva una separazione di genere, esisteva solo questa figura con le sue diverse forme (distinte tra quelle maschili e femminili). Successivamente l’uomo, come individuo, si divise, o meglio, fu diviso da forze supreme. Lo spaccamento dei corpi che Zeus decise di fare avvenne a causa di antipatie presenti all’epoca tra gli uomini e gli dèi. Questo secondo la tradizione mitologica.

Come detto in precedenza, l’amore Platonico non è un amore che necessità di contatto perchè rappresenta la necessità fisica e spirituale di stare insieme. Quindi la ricerca continua della cosiddetta “anima gemella” non è un fatto dovuto solo a un’esigenza fisica e sessuale, ma è anche un’esigenza di completezza. Quindi amare o almeno provare ad amare è una delle forme più nobili e gratificanti  che un individuo possa fare a sé stesso. Tra le tante frasi ne troviamo una che esprime appieno questo significato:

Così io sostengo che Amore è il più antico fra gli dei, il più meritevole d’onore e quello che è più padrone di spingere gli uomini, da vivi e da morti, all’acquisto della virtù e della felicità

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DARIO BRUNORI E LA QUOTIDIANITÀ DELL’AMORE

Brunori Sas, pseudonimo di Dario Brunori, è il celebre cantante italiano che con le sue canzoni ritmate ha tirato fuori il meglio di noi. L’artista varia tra brani più pop e brani più semplici, tant’è vero che ai suoi concerti porta con sé solo la sua amata chitarra. È un artista a tutti gli effetti che con i suoi brani porta alla luce tematiche attuali legate al mondo ma soprattutto al paese in cui è nato, scrivendo anche molto spesso della sua amata Calabria. Brunori Sas è quel cantante che ascolti in radio mentre vai al mare, in metropolitana o quando ti senti dannatamente solo. La sua canzone “canzone contro la paura” è fatta di parole vive, vibranti e così sincere che sembra quasi che una vocina dentro di noi ci stia parlando. Recentemente Brunori ha scritto un album interamente incentrato sull’amore intitolato “Cip”; non che prima non avesse mai parlato d’amore, ma questo disco parla del sentimento in tutte le sue sfaccettature. Per quanto riguarda la canzone “per due che come noi” Brunori racconta un amore quotidiano e non si riferisce particolarmente a una fascia d’età, né a uomini o donne, o bambini. Parla in generale: parla con tutti e con nessuno allo stesso tempo. Canta le difficoltà di un amore duraturo, ma anche della forza che un amore durato quarant’anni ha rispetto a un amore fresco e giovane. Colpisce in particolare una frase della canzone:

Ma non confondere
L’amore e l’innamoramento

frase che esplicitamente dice “non confondere un amore giovane o una cotta con una relazione familiare durata tanti anni”. Che poi non afferma il fatto che stare insieme per molto tempo significhi stare bene, e non dice che le relazioni occasionali siano sbagliate o più sane di alcune relazioni tossiche. Brunori parla per lo più della potenza che si può creare tra due persone e di come la quotidianità non sia sinonimo di noia ma è ciò che permette di essere tutt’uno con una persona con cui si vive da tanti anni. Si raggiunge un’intesa tale che restare dopo tanti anni senza la “propria persona” è difficile. Strano come nasciamo soli ma ritornare soli dopo tanti anni sia così disumano.

E chi se ne frega se è sesso o se è amore
Conosco la tua pelle tu conosci il mio odore

Stare tanto tempo con una persona, amarla, condividerne spazi e odori ecco cos’è per Dario l’amore.

FREUD E PLATONE: DISCORSO SU EROS E LIBIDO

Sappiamo già che Eros è il nome del Dio dell’amore che secondo Platone rappresentava bellezza e ricerca di passione; non si può di certo dire lo stesso per il termine libido, di cui ora vedremo la definizione. Secondo la definizione Treccani il termine latino libido, “desiderio”, è usato in psicoanalisi con accezioni diverse; in Freud, indica una forma di energia vitale che rappresenta l’aspetto psichico della pulsione sessuale, suscettibile di venire investita, ossia diretta, verso sé stessi o un oggetto esterno. Per chi ha già studiato Freud non può certo non ricordare che egli è il padre della psicanalisi. Per chi ancora non l’ha incontrato, scoprirà presto che il comportamento umano è estremamente complesso. Riassumendo i contrastanti pensieri di Platone e Freud, vediamo che il primo riesamina ciò che diceva Socrate, considerando l’amore come una “follia positiva” che porta benefici nella vita dell’essere umano e vede la bellezza nel divino e non nel corpo. Il corpo entra in scena solo quando l’uomo va alla ricerca della sua anima gemella, con lo scopo di ricomporre l’unità originale (visione di Aristofane). Il pensiero di Freud è una contestazione a questa visione poiché, secondo lui, il corpo è l’unico strumento che permette di far andare avanti la passione amorosa. Una volta cessato il desiderio sessuale, l’amore svanisce. Sicuramente il grande psicanalista ci saprà dare poi maggiori spiegazioni, ma il frutto del discorso è questo. Avendo visto le due contrapposizioni tocca agli abitanti di questa terra scegliere da che parte schierarsi.

Rispondendo alla domanda iniziale: una persona per amare deve amare prima sé stesso. Non è la paura di rimanere soli che ci spaventa, ma è perdere quella persona con la quale stando insieme si tira fuori il meglio di sé, una parte di noi che sola non esisterebbe nemmeno.

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