Il Superuovo

L’amore cortese è ancora attuale? Mimì, Beatritz de Dia e i loro sentimenti tormentati ⁩

L’amore cortese è ancora attuale? Mimì, Beatritz de Dia e i loro sentimenti tormentati ⁩

Due donne vissute ad otto secoli di distanza si ritrovano a condividere la passione e le infinite attese dell’amore.

Vida di B. de Dia

La Contessa di Dia è una trovatrice del XII secolo che, se fosse attestata la veridicità della vida, sembrerebbe essere stata moglie di Guglielmo IX ed amante di Raimbaut d’Aurenga. I suoi componenti sono canzoni del disamore in quanto tematicamente improntate sulle sofferenze causate dalla freddezza con cui l’amato risponde alle manifestazioni d’amore della donna. Una situazione analoga è quella narrata da Mia Martini, di cui lo scorso 12 maggio è stato ricordato il venticinquesimo anniversario dalla prematura morte. In Minuetto, la cantautrice canta del suo amore tormentato e delle sofferenze di quell’anima fragile costantemente ubriaca di malinconia.

 

Raffigurazione iconografica della Contessa di Dia

L’amore della dama

Nel vers A cantar m’er de so q’ieu no volria l’io lirico è rammaricato a causa della freddezza dell’amato, di colui che non riesce a dar valore al pregio, alla bellezza e al senno della donna che si sente tradita ed ingannata. La trobairitz si compiace dell’intensità del sentimento che prova in quanto indirizzato verso il suo amic colmo di valore. L’uomo si mostra amabile e gentile verso le altre persone ma estremamente orgoglioso nei confronti della dama nel cui animo abita il terribile dubbio che possa esserci un’altra donna poiché le eminenti qualità dell’amato non possono passare inosservate. Con amara nostalgia esorta l’amato a pensare all’inizio della loro storia e a saper riconoscere la più raffinata ricordando il patto che li unisce. Il sentimento amoroso la pervade: ciò che prova è paragonato ad amori esemplari ben noti nelle corti occitane medievali come quella di Seguis e Valensa, protagonisti di un romanzo perduto, e la celebre relazione di Biancifiore, divenuta poi protagonista del Filocolo di Boccaccio. In Estat ai in greu cossirier la sofferenza dilania l’animo della donna che arde di passione per l’amato ormai lontano. La Contessa di Dia rende esplicito il desiderio di averlo per una notte nudo tra le sue braccia, di scambiarsi un bacio d’amore e di giacere con lui. La donna è disposta a porlo in luogo del marito se solo il cavaliere le permettesse di fare tutto ciò che vuole, sottendendo un pizzico di malizia. Le canzoni della trobairitz sono caratterizzate da un intensità di passione, sensualità e sensibilità superiore a quello dei trovatori di sesso maschile ma non è da interpretarsi come una norma a cui rigidamente attenersi. L’inclinazione da parte di io lirici femminili verso un maggiore trasporto emotivo e fisico è una tendenza generale ma non si esclude la presenza di trivatori altrettanto addolorati come Bernard de Ventadorn che, deluso dalle donne, sceglie di rinunciare per sempre al canto e all’amore, due aspetti interdipendenti ed ontologicamente connessi. Ci sono giunte testimonianze di trivatori esplicitamente passionali che contemplano l’adulterio e il concedersi carnalmente come Guglielmo IX in una canzone in cui si finge un pellegrino muto per poter giacere indisturbato con due dame. Beatritz de Dia rappresenta la veemenza con cui una dama è capace di amare e di mettersi in gioco per assaporare l’agognato amore che però si dimostra sordo ai suoi richiami.

 

 

Mia Martini

Ti ho cercato

Un grido straziante che continua a rimbombare nelle coscienze, un sussurro disperato e lacerante di una delle donne più tormentare della musica italiana. Mia Martini ha affrontato un percorso personale e professionale molto complesso, animato da innumerevoli delusioni. In Minuetto la cantante mostra tutta la sofferenza di una donna in costante attesa di un amore che possa salvarla dall’emarginazione e dalla profonda solitudine in cui è precipitata. Cuore e corpo combattono, si contendono le scelte di un io lirico fragile ed innamorato: priva di certezze, arginata ad una condizione di stallo “pari ad un’agonia”. La debolezza di una donna consapevole dell’impossibilità che quel “maestro” di seduzione possa mai ricambiare un simile sentimento. Mimì canta di un uomo astuto e sfuggente, abile nell’usare come oggetto di passione quella donna che cerca di colmare i vuoti di una solitudine che aumenta sempre più ad ogni suo abbandono. La donna si definisce troppo ingenua per poter essere felice, troppo fragile per poter opporsi al desiderio ma lucidamente conscia di non aver mai incontrato l’amore vero, quello che sprigiona quei sorrisi sinceri a lei costantemente preclusi. Il tempo passa portando con sé la giovinezza e troppi anni di quella vita tormentata. Il bisogno di amore, il bisogno di elemosinare piccoli gesti che possono conferirle attimi di gioia, la fugace illusione di un dolce affetto da parte di chi avrebbe dovuto prendersi cura di lei e non lo ha mai fatto.

Miniatura raffigurante B. de Dia

Un’unica colpa: l’eccesso d’amore

Mia Martini e la Contessa di Dia condividono uno stato d’animo tormentato legato ad un amore non ricambiato. La contrapposizione tra la passione e il sentimento della donna ed il distacco emotivo dell’uomo danno vita ad una condizione di attesa in cui mille dubbi si accavallano nella mente di colei che ricerca le responsabilità di tanta freddezza. Di chi è la colpa? La trovatrice è rea confessa di non aver tenuto conto della mezura, di quella maniera equilibrata secondo cui è opportuno concedersi all’amato: lei è colpevole di aver amato troppo e di aver dato troppo poco. Nell’altra canzone realizza, però, di non aver commesso errori e che è dunque inspiegabile un simile comportamento orgoglioso. La dolce Mia si addossa le colpe legate alla consapevolezza di un mancato amore: avrebbe dovuto lasciare andare via il bruto approfittatore, liberandosi della relazione tossica e invece, nelle notti in cui il vuoto sembrava inghiottirla, lo ha cercato. Numerosi secoli dividono le due donne ma il sentimento è tanto forte da riproporsi sempre allo stesso modo. L’amore dilania il cuore e la mente di due anime coraggiose e dal gran pregio ma irrimediabilmente impotenti rispetto ad uno dei sentimenti più travolgenti.

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