L’amant, un’autobiografia per raccontare quella che sarà la Cambogia di Pol Pot

L’autobiografia più famosa di Marguerite Duras non è solo un romanzo d’amore, ma getta le basi per capire come mai la dittatura di Pol Pot sarebbe stata tanto rovinosa.

La scrittrice Marguerite Duras

È uscito due giorni fa sul Giornale un articolo che racconta degli orrori di Pol Pot, famigerato dittatore cambogiano. In particolare, il focus è su di un mattatoio dove venivano torturati i prigionieri e su come essi venissero torturati. Si tratta di una delle dittature più terribili dopo la seconda guerra mondiale (e purtroppo non è l’unica) e nonostante ciò, in Europa si tende a saperne pochissimo. Così come si sa pochissimo della storia della Cambogia, che faceva parte del vecchio domani francese dell’Indocina fino al 1953. Nel caso remoto in cui a scuola si riesca ad andare avanti con i programmi oltre la Seconda Guerra Mondiale, è comune non sapere nulla del destino del vecchio impero francese, anzi, a malapena si sa dove sia la Cambogia. Per aiutarci, magari, sarebbe utile leggere uno dei pochi libri che racconta in maniera approfondita la situazione prima della fine del colonialismo, anzi, magari non solo uno, ma almeno tre delle opere di Marguerite Duras, scrittrice francese nata e vissuta sul Mekong. In particolare, il suo libro L’amant della Chine du Nord, che mostra chiaramente come funzionasse la società coloniale a quel tempo. Al di là della storia d’amore, l’altro fulcro su cui il romanzo è incentrato il romanzo è l’ambiente, la descrizione dei “contorni” e di quanto succede in secondo piano, ed è proprio questo che ci fa capire quella che era la vecchia società indocinese.

Marguerite e l’Amant de la Chine du Nord

 

Pol Pot e i disastri in Cambogia

A livello di cultura generale si sa che c’è stata la guerra del Vietnam, si sa che quella che i francesi chiamavano Indocina è un territorio che si è poi separato. Ma di solito, di più generalmente non si sa. Non si intende qui fare una predica sulla mancanza di conoscenze geografiche dell’ex Indocina, né chiedere, come in un’interrogazione a scuola, dove siano i confini del Laos, della Cambogia e del Vietnam, gli Stati che si sono formati dalle macerie del vecchio impero coloniale. E’ tuttavia evidente che si sa poco di quanto è accaduto in Oriente dopo la Seconda Guerra Mondiale. Quali che siano i motivi, un articolo su Il Giornale due giorni fa a di nuovo portato alla luce la questione dei massacri in Cambogia. In un periodo che va dal 1976 al 1979 il Primo Ministro cambogiano, così chiamato nonostante non fosse che un vero e proprio dittatore, uccise dai 2 milioni ai 3 milioni di persone, donne, anziani e bambini compresi. Tre milioni di vittime è il numero dichiarato attualmente dalla Cambogia, ma alcuni studi dimostrano che si aggirino intorno ai 2 milioni. L’incertezza sul numero di morti dimostra diverse cose: uno che a livello storiografico non si è ancora in grado di fare un’analisi precisa perché molti non sono ancora stati ritrovati e, in maniera consequenziale, che si è trattato di un vero e proprio sterminio di massa. L’articolo continua spiegando come volendo realizzare un perfetto sistema comunista Pol Pot abbia pensato di sterminare un’intera nazione, basandosi sul principio di voler partire da zero e non avere problemi di nessun tipo con i possibili dissidenti. Gli stermini spesso avvenivano in vecchie scuole, collegi o strutture costruite dai francesi, in quel momento riadattate a carceri e camere di tortura.

L’Amant de la Chine du Nord

La parola Amant va proprio in maiuscolo perché è il nome che nel romanzo viene usato per identificare il protagonista maschile. Egli si chiama così, l’Amante, perché è davvero l’amante di Marguerite, che chiama se stessa semplicemente l’Enfant (la Bambina). L’opera è autobiografica e riprende la storia del libro precedente di Marguerite, denominato solo L’Amant, raccontando la stessa storia solo in chiave cinematografica, cioè come se stessimo leggendo un copione di un film. Marguerite, tra l’altro fu una regista e sceneggiatrice (uno dei suoi lavori come sceneggiatrice fu Hiroshima mon amour, per esempio). Nel libro sono infatti presenti istruzioni di regia: primo piano sul viso dell’Enfant, musica di sottofondo, macchina da presa che inquadra verso il basso etc. Sono indicazioni che al tempo stesso disorientano il lettore perché non si trova di fronte a una stesura lineare e immediatamente comprensibile, ma al tempo stesso garantiscono al narratore una narrazione assolutamente oggettiva, senza intromissioni di sorta, come se di fatto egli non ci fosse ma ci fossero solo il pubblico e la storia. Il romanzo racconta la vita di Marguerite, nata nel 1914 a Saigon e vissuta con la famiglia a Vĩnh Long. Dal titolo si evince che le pagine descrivono la sua storia d’amore con un ricco uomo cinese di 28 anni avuta quando lei ne aveva solo 14 (per questo si auto-nomina “enfant”). E’ una storia particolare che lei descrive come più bella che brutta, anzi, si capisce quanto lei fosse affezionata a quel ricco uomo cinese, che tra l’altro era imparentato con la dinastia imperiale cinese. Il libro L’Amant, edito nel 1984, vinse tra l’altro il prestigioso premio Goncourt (l’equivalente del nostro Premio Strega)lo stesso anno.

Il 17 aprile 1975 e Marguerite Duras

La storia narrata da Marguerite non ha unicamente il pregio di essere una storia d’amore singolare rispetto a quelle che si possono trovare nei soliti romanzi. La ricerca di un’estrema oggettività nel voler raccontare la vicenda ha portato l’autrice a descrivere minutamente anche ciò che stava all’esterno dei personaggi, cioè la situazione della Cambogia in quel momento, come vivevano le persone, quali fossero i fermenti politici che si respiravano. La storia è ambientata ancora in pieno dominio francese, si svolge tra il 1929 e il 1930, ma sono presenti piccoli indizi che, con il nostro senno di poi, ci fanno capire che la ribellione nelle regioni dell’Indocina ci sarebbe stata. Innanzitutto Marguerite proveniva da una famiglia povera, la sua stessa madre a partire dai 13 anni le aveva proposto di iniziare a fare la concubina per uomini fatti, molto più grandi di lei e molte delle sue compagne di classe in prima liceo lo facevano. Marguerite descrive quindi con molta freddezza la competizione sulle strade o sul Mekong tra queste baby – prostitute. Descrive anche la condizione degli abitanti della Cambogia, di come i fermenti di rivolta nei bar e nelle strade ci fossero, di come si iniziava a sussurrare che in Russia ora c’era un nuovo regime che poteva funzionare, che avrebbe salvato i poveri finalmente. Dalle parole dell’Amante si comprende anche un poco della politica cinese: gli sfuggono, infatti, dure parole sulla guerra civile che era a quel tempo in corso in Cina, tra il Kuomintang e il Partito Comunista Cinese. Non che il libro sia da interpretare come anticipatore totale di quello che sarebbe successo il 17 aprile di 45 anni fa, cioè quando gli Khmer Rossi imposero la dittatura del popolo, tuttavia esso rappresenta una voce fuori dal coro riguardo a ciò che succedeva veramente in Indocina prima delle Guerre e fa capire quale fosse il vero status, come vivessero la maggior parte delle persone nelle provincie del dominio coloniale francese.

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