L’alterazione cromatica della realtà: dalla pittura di Paul Gauguin al daltonismo

Colore e realtà: due concetti lontani dall’oggettività

Paul Gauguin, pittore francese post-impressionista scrisse: ‘’ L’occhio dell’ignoranza assegna un colore fisso e immutabile alle cose’’ Il suo intento, oltre a quello di stupire e regalare opere d’arte anticonformiste, fu quello di rivoluzionare la concezione dell’artista e del colore.

La concezione del colore e la sua evoluzione nel tempo

Il colore è la percezione visiva della varie radiazioni elettromagnetiche comprese nello spettro del visibile e, nell’antichità, i greci e altri popoli non erano soliti chiamare i colori così come noi oggi facciamo, ma li distinguevano in base alla loro limpidezza o tenebrosità.

I colori fondamentali, quindi, erano soltanto due: il bianco ed il nero. Con il passare del tempo e con i progressi in ambito artistico, si è man mano sviluppata la tendenza al mescolamento dei cosiddetti colori primari ( rosso, giallo, blu) per dare vita a pigmenti variegati ai quali è stato attribuito un nome.

Nel medioevo e nel Rinascimento, il colore ha avuto un ruolo predominante nella simbologia religiosa, per poi diventare l’unica vera essenza dell’arte impressionista, molti secoli dopo.

Un solo aspetto del colore era rimasto inalterato fin dopo l’Impressionismo: la sua oggettività.

‘’Giarasoli e pere’’ di Paul Gauguin

La rivoluzione del colore: Paul Gauguin

Gauguin si ritrovò a vivere in un’epoca ricca di nuovi ideali politici, nuove tendenze anticonformiste e di rigetto verso la tradizione neoclassica, focalizzata sulla forma e sulla compostezza, piuttosto che sulla spontaneità. La sua formazione artistica si è realizzata nel cuore dell’Impressionismo Francese, dal quale, poi, insoddisfatto, si distaccherà.

La sua anima inquieta cercherà pace viaggiando alla ricerca delle semplicità, delle piccole cose, senza riuscire a trovare mai un vero posto in cui sentirsi felice. Sebbene il suo viaggio non gli abbia fatto raggiungere la sua ‘’isola della libertà’’, lo ha condotto sulla strada della sperimentazione e dell’autoscoperta artistica.

Sebbene gli altri artisti suoi contemporanei, cercassero ancora di fare arte restando, però in parte legati all’eclettico Impressionismo, Gauguin decise di stravolgere il panorama della pittura rivoluzionandone uno degli aspetti centrali: il colore.

Come possiamo definire un colore oggettivo?

Paul Gauguin, prima di altri, aveva capito quanto questa concezione fosse retrograda e completamente assurda. Disegnare un cielo rosso vivo, come nel quadro ‘’ Visione dopo il Sermone’’ non è segno di una errata concezione della realtà, ma della sua volontà di stravolgere la realtà, di alterarla a livello cromatico.

Perché tutto questo? Per rivoluzionare, per cambiare, per compiere un passo avanti verso la pittura più personale e meno oggettiva, verso quella forma di arte che non deve più soddisfare i borghesi parigini, ma le anime inquiete ed anticonformiste.

Esiste una sola realtà? No, esiste la realtà che percepisco e, subito accanto a lei, quella che voglio percepire, quella che immagino, quella che voglio vedere.

‘’Cristo Giallo’’ di Paul Gauguin
‘’Cristo Giallo’’ di Paul Gauguin

Una realtà alterata: il Daltonismo

Il Daltonismo, anche detto Discromatopsia, è nella maggior parte dei casi un difetto genetico legato al cromosoma X, in ambito clinico la possiamo definire, quindi, una malattia recessiva x-linked. Ciò significa che, una madre eterozigote, ovvero che presenta un cromosoma X sano e uno con la mutazione per la patologia in questione, qualora dovesse trasmettere alla progenie maschile proprio il cromosoma X mutato, gli individui sarebbero fenotipicamente daltonici.

Il daltonismo è stato scoperto solo nel 1794 dal chimico inglese John Dalton perche egli stesso ne era affetto. La patologia può essere più o meno grave: parliamo di Dicromatismo quando è completamente assente la funzione di una sola delle tre varietà di coni, o fotorecettori ( rosso, verde e blu), mentre nel caso di Acromatopsia quando la cecità al colore è totale, data la mancanza di tutti e tre i coni sopra citati.

L’eziologia del daltonismo è correlata ad alterazioni di tipo genetico ed ereditario dei coni e , in alcuni. casi a danni alla retina in seguito a traumi o danneggiamento della corteccia cerebrale.

Essendo una malattia genetica legata al cromosoma X, sono i maschi ad esserne prevalentemente affetti, in quando mancano del secondo cromosoma X ( avendo genotipo XY), mentre nelle femmine si ha la patologia solo quando il padre è affetto e la madre portatrice sana o, anche lei, daltonica.

Purtroppo, per questa malattia, al momento, non è disponibile alcuna terapia.

Mettere a confronto un artista che volontariamente ha deciso di alterare a livello cromatico il mondo circostante e chi, effettivamente, percepisce una realtà alterata, significa voler sottolineare come esistano più punti di vista, più idee, più angolazioni che non possono essere giudicate corrette o meno poichè strettamente personali.

 

Come un daltonico vede un semaforo

 

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