L’adrenalina e le sue funzioni: grazie al film “Crank”, ecco spiegato come agisce nei pesci

L’adrenalina è un composto estremamente importante negli organismi, la cui azione si esplica su diversi organi in particolare nelle condizioni ambientali sfavorevoli.

“Crank” è un film d’azione datato 2006 in cui il protagonista, un noto sicario, in seguito al mancato rispetto dei suoi compiti, viene punito attraverso l’iniezione di una sostanza in grado di rallentare il battito cardiaco fino a fermalo. L’unico modo che il protagonista ha per sopravvivere è sottoporsi a continui stimoli per avere una sufficiente produzione di adrenalina per mantenerlo in vita. Allo stesso modo, l’adrenalina (i cui effetti sono opposti a quelli della noradrenalina) risulta essere un ormone estremamente importante nella vita dei pesci in quanto consente di innescare tutte quelle reazioni per far fronte alle situazioni sfavorevoli nel mondo acquatico, come ad esempio la presenza di predatori o la caccia.

CELLULE CROMAFFINI

I pesci non possiedono una ghiandola paragonabile alla surrenale dei mammiferi e, pertanto, la produzione dell’adrenalina e della noradrenalina è deputata a cellule di derivazione neuroectodermica dette cellule cromaffini. Queste cellule vengono definite “cromaffini” in quanto all’interno presentano dei granuli in grado di colorarsi con l’acido cromico. Queste cellule, nei pesci, si presentano come aggregati in prossimità del rene o del tessuto della vena cardinale posteriore. Inoltre, le cellule cromaffini si dividono in due gruppi: nel primo, i granuli presentano una colorazione scura e producono noradrenalina, mentre nel secondo i granuli sono chiari e contengono adrenalina. Questi ormoni, adrenalina e noradrenalina, appartengono al gruppo delle catecolammine e la loro sintesi si verifica a partire dalla tirosina, ovvero un amminoacido. Questo viene convertito in diidrossifenilalanina che, a sua volta, attraverso processi di decarbossilazione viene convertita in dopamina. A questo punto, la dopamina verrà convertita in noradrenalina e, una parte di questa, verrà accumulata nelle cellule cromaffini che presentano granuli scuri, mentre la restante parte verrà indirizzata verso le cellule cromaffini con granuli chiari dove, attraverso processi di metilazione, verrà convertita in adrenalina.

FUNZIONI DELL’ADRENALINA

Il rilascio delle catecolammine si verifica in seguito ad un’opportuna stimolazione delle fibre nervose in comunicazione con le cellule cromaffini. Questa stimolazione permette il rilascio di un neurotrasmettitore che determina l’apertura di canali per lo ione calcio. Questo ione penetrerà all’interno delle cellule cromaffini e determinerà il riversamento delle catecolammine nel torrente circolatorio per poi raggiungere rapidamente il proprio sito di azione. L’adrenalina esplica la propria azione legandosi ai recettori adrenergici presenti negli organi bersaglio. Questi recettori vengono principalmente distinti in α e β ma, nonostante questa differenza, la risposta da parte delle cellule/organo bersaglio, dipenderà dalla densità dei recettori stessi sul tessuto e dall’affinità dell’adrenalina per i sottotipi recettoriali (β1, β2, β3 e α1, α2). L’adrenalina attraverso l’interazione con i recettori β1 determina una potente vasocostrizione nel distretto renale, mentre attraverso l’interazione con altri recettori può determinare vasodilatazione. Nei pesci, l’adrenalina è in grado di aumentare il pH sanguigno aumentando di conseguenza l’affinità dell’emoglobina per l’ossigeno, rendendo quindi disponibile per l’animale un maggior quantitativo di ossigeno.

AZIONI DELL’ADRENALINA E NORADRENALINA

Gli effetti di adrenalina e noradrenalina a livello di sistema nervoso, risultano essere opposti. L’attivazione del sistema nervoso autonomo ortosimpatico determina la stimolazione delle cellule cromaffini con conseguente liberazione delle catecolammine. In questo caso, l’azione delle catecolammine determina vasocostrizione con aumento della pressione sanguigna e del battito cardiaco, aumentando di conseguenza l’afflusso di sangue ai muscoli scheletrici e al cuore. In questo caso, l’organismo viene preparato alle situazioni di “lotta o fuga” ed è in grado di sostenere un’intensa attività fisica. La stimolazione del sistema nervoso autonomo parasimpatico determina invece la liberazione di noradrenalina che va invece a favorire tutte quelle azioni di riposo e digestione. In questo caso si verifica quindi il rallentamento del battito cardiaco e la diminuzione della pressione arteriosa.

 

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