Una scoperta entusiasmante per gli astronomi

Una squadra di astronomi guidati dall’Università di Leeds hanno recentemente scoperto una stella binaria molto particolare. Le due stelle in questione sono molto massicce, molto giovani e distano tra di loro ‘solamente’ 30 unità astronomiche (ossia la distanza che separa il Sole e Nettuno, di circa 4.5 miliardi di km). La Dr.ssa Evgenia Koumpia, la guida dello studio, afferma che questa scoperta è molto entusiasmante per la comunità scientifica. Ma per i ‘non-astronomi’ cosa importa sapere che due stelle girano insieme ad una distanza ridotta? Perché è così importante guardare il cielo alla ricerca di queste luci che ci sembrano così piccole e insignificanti?

Stella binaria

Una stella binaria è un sistema stellare in cui due stelle orbitano insieme attorno al loro comune centro di massa. Per determinare la presenza di queste due giovani stelle, chiamate PDS 27 e PDS 37, gli astronomi hanno utilizzato lo strumento PIONIER sul Very Large Telescope Interferometer (VLTI) dell’ESO, in grado di risolvere sistemi binari così ravvicinati, nonostante la grande distanza dalla Terra. Stelle così giovani, massicce e poco distanti sono molto difficili da trovare nell’universo perché hanno una vita media abbastanza breve. Esplodono in supernove nel giro di pochi milioni di anni e sono pertanto molto rare da individuare. Studiare e simulare questi sistemi stellari nei loro primi stadi di formazione rappresenta una sfida non indifferente per l’astronomia moderna. Il sistema binario scoperto rappresenta dunque un ‘laboratorio’ unico nel suo genere per poter testare le teorie sulla formazione delle stelle e per avere una maggior comprensione sulla natura di questi oggetti incandescenti. Le stelle con massa elevata esercitano anche un effetto molto significativo sull’ambiente cosmico dove si trovano. I venti stellari e le energie delle esplosioni in supernove hanno un impatto nella formazione di altre stelle e di molte galassie.

Stella binaria (fonte: astronomynow)

 

Perché studiare queste stelle?

I sistemi binari, o più in generale i sistemi stellari multipli, sono più interessanti delle stelle solitarie. Un esempio di stella binaria è quella formata da Mizar e Alcor che si trovano nella famosa costellazione del Grande Carro. Siamo portati a supporre che le stelle siano per lo più solitarie avendone solo una nel nostro Sistema solare. In realtà da circa un terzo alla metà delle stelle fanno parte di un sistema stellare multiplo. La famosa stella polare, chiamata anche Polaris, è un sistema stellare triplo. Conoscere la massa di una stella è molto importante. Da quest’unica informazione si possono conoscere molte caratteristiche di una determinata stella. Possiamo calcolare quanto è grande, quanto brilla e perfino per quanto vivrà. Il calcolo delle masse stellari risulta molto semplificato se abbiamo un sistema stellare multiplo. Bastano informazioni come le traiettorie e distanze dalla Terra delle stelle per tirar fuori le loro masse dalle equazioni della gravitazione. Le stelle contengono poi la maggior parte della massa osservabile dell’universo. Questo significa che la somma dei loro effetti gravitazionali influisce sulla dinamica delle galassie, ossia come si muovono e come cambiano la loro forma nel tempo. Non è dunque un’esagerazione dire che la scoperta dei sistemi stellari multipli ha aperto un nuovo campo scientifico dell’astrofisica. Questo ha sicuramente portato oggi a una più profonda comprensione delle leggi che governano l’universo. Niente male!

Le stelle sono importanti per noi

È dunque abbastanza semplice capire perché è importante studiare questi oggetti luminosi. Influenzano la formazione di galassie, dunque dei pianeti e infine della vita. Ci fanno capire meglio come il nostro sistema solare si è formato, come il pianeta Terra ha avuto origine e quindi come la vita in essa è nata. Molti scienziati affermano che nei suoi primissimi momenti di vita l’universo era costituito da pochi elementi, principalmente idrogeno ed elio. Tuttavia osserviamo oggi moltissimi altri elementi come l’ossigeno, il carbonio, l’azoto. Gli elementi più pesanti dell’idrogeno e dell’elio nascono da un processo che tiene acceso le stelle, cioè la fusione nucleare. Studiare le stelle vuol dire anche studiare come hanno avuto origine gli elementi che compongono noi stessi. Capire le stelle vuol dire capire noi. Per questa ragione possiamo dire davvero che siamo figli delle stelle.

La nostra galassia, la Via Lattea (timeshighereducation)

Kerby Dimayuga

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