La Washington University inventa una sorta di telepatia: collegati i cervelli di 3 persone

Tra Italia e States: cervelli malleabili

Collegare i cervelli di tre persone, facendole comunicare fra loro attraverso il pensiero per risolvere un gioco al computer simile al famoso Tetris. È quanto sono riusciti a fare per la prima volta nella storia tre neuroscienziati negli Stati Uniti, tra cui anche l’italiano 42enne Andrea Stocco — alla guida del progetto — professore alla Washington University di Seattle, che già in passato aveva fatto parlare di sé per il collegamento tra due cervelli. Ora, con la sua squadra, è riuscito ad aggiungerne un terzo.

I due ricercatori utilizzati come “cavie”. Sulla destra, litaliano Andrea Stocco (fonte: medical xpress)

Telepatia? No, solo il frutto di una tecnologia modulare basata su due tecniche principali: elettroencefalogrammi (EEG), la registrazione non invasiva dell’attività elettrica dell’encefalo tramite elettrodi rappresentata da una serie di onde riprodotte su uno schermo e poi stampate su carta o trasferite su un supporto elettronico. E stimolazione magnetica transcranica (TMS), appunto una stimolazione elettromagnetica di determinate aree cerebrali, per studiare la validità delle connessioni interneurali.

Nel 2014, Stocco si era già cimentato in uno studio del genere collegando 2 encefali tra loro (fonte: University of Washington)

L’esperimento

La chiave sta nel fatto che le persone possono influenzare i segnali prodotti dal proprio cervello in maniera relativamente semplice, sfruttando stimoli esterni. Per esempio, guardare una luce con frequenza di n hz fa sì che il cervello emetta un forte segnale elettrico alla stessa frequenza. Per l’esperimento si utilizzano due led: uno a frequenza di 15Hz, un altro a 17Hz. Questi cambiamenti vengono intercettati dall’EEG. La stimolazione magnetica intracranica invece manipola l’attività del cervello inducendo attività elettrica in certe aree specifiche: in questo caso, indurre un impulso magnetico sulla corteccia occipitale provoca il fenomeno visivo detto fosfene, ovvero la sensazione di aver visto puntini luminosi anche se ci si trova in assenza di luce.

A distanza di circa 4 anni l’evoluzione: collegare 3 cervelli tra loro (fonte: SlashGear)

Combinando i due sistemi si ottiene BrainNet: una rete composta da 3 persone, due delle quali sono in grado di inviare impulsi tramite l’EEG, mentre le terza li trasmette tramite TMS. Le due persone che inviano i segnali possono vedere lo schermo di gioco, mentre la terza – che riceve i loro segnali e deve decidere se ruotare il blocco o menovede solo la metà superiore della schermata di gioco (da cui scendono i blocchi). I due “mittenti” devono quindi inviare l’impulso corretto per vincere la partita: possono farlo fissando alternativamente i due LED posizionati ai lati del loro schermo, uno a frequenza 15 Hz (che indica di ruotare il blocco) e uno a 17 Hz (che indica di non ruotarlo). Il sistema trasforma gli impulsi e li trasmette al destinatario: se il blocco va girato, il ricevente percepirà un fosfene, altrimenti no.

Umberto Raiola

 

Lascia un commento