Il caso del glifosato ha creato molto scalpore negli ultimi mesi. L’enorme attenzione mediatica ha messo in luce la tossicità di questo composto chimico, sottolineando anche la presenza di molti pareri contrastanti. Ma come si determina la pericolosità di una sostanza?

Il glifosato è una sostanza impiegata in agricoltura per l’eliminazione di piante infestanti prima della semina. Questo perché la sostanza non è selettiva, in quanto distrugge ogni genere di pianta, anche quella che si vuole coltivare. Si può usare dopo la semina solo nel caso si coltivino piante geneticamente modificate resistenti a questa sostanza, cosa che non avviene nella Comunità Europea.

Come ogni pesticida è sempre stato sotto osservazione, ma fino al 2015 era considerato innocuo. In quell’anno lo IARC (International Agency for Research on Cancer) ha inserito nella categoria delle sostanze probabilmente cancerogene. Il glifosato sembra essere correlato ad un particolare tumore: il linfoma non-Hogdin. Alcuni studi di tossicità su cellule e animali mostrano un effetto mutageno (ovvero che porta a delle mutazioni genetiche) che può potenzialmente portare allo sviluppo del tumore. Nel 2015 e 2016 il gruppo FAO/OMS sui pesticidi e l’ECHA (European Chemicals Agency) hanno classificato il glifosato come non cancerogeno. Recentemente ha fatto molto scalpore la sentenza che ha costretto la Monsanto (ex titolare del brevetto scaduto nel 2001) a risarcire un contadino con 289 milioni di dollari (per maggiori informazioni sulla vicenda leggere qui).

Tossicità di una sostanza: come viene determinata

Quando di parla della tossicità di un composto chimico si deve partire da un presupposto: qualunque cosa può essere tossica. Questo concetto è riassunto bene in una frase attribuita a Paracelso: “ogni cosa è veleno, non esiste cosa che non lo sia. Solo la dose fa sì che (una sostanza) non divenga veleno“. Infatti, ciò che determina la pericolosità di qualcosa è la quantità di questa con cui si entra in contatto. Una sostanza può entrare a contatto con l’organismo in diversi modi: contatto con la pelle, inalazione o ingestione. Ci sono diversi parametri che descrivono la tossicità di una sostanza e vengono determinati tramite sperimentazione animale. I più usati sono:

  1. LD50 = Dose Letale Media attraverso una via di contatto (orale o cutanea). Rappresenta la dose che risulta letale per il 50% delle cavie di laboratorio.
  2. LC50 = Concentrazione Letale Media. Determina la concentrazione di sostanza inalata in un periodo di 4 ore e provoca la morte del 50% delle cavie.
  3. TLV = Valore Limite di Soglia, ovvero la concentrazione limite nell’aria al di sotto della quale quasi tutti gli individui esposti non corrono alcun rischio.

    Tabella di tossicità
    Tabella che riporta i valori limite di ciascun livello di tossicità

La dose è quindi la quantità di una sostanza oltre la quale si ha un effetto avverso. Questa può essere raggiunta in due diversi modi:

  • Esposizione singola: la sostanza ha un effetto acuto sull’organismo (ad esempio un veleno mortale in piccole quantità).
  • Esposizione prolungata: si entra in contatto, per un periodo prolungato, con piccole quantità di sostanza che si accumulano nell’organismo e provocano effetti avversi dopo tempo.

Il ruolo dell’ECHA

L’ECHA è l’Agenzia Europea che si occupa della legislazione nel campo delle sostanze chimiche, tutelando la salute dell’uomo. Lo scopo principale è quello di fornire una classificazione della tossicità di ciascuna sostanza chimica in commercio. Ogni sostanza deve essere etichettata in modo da fornire tutte le informazioni possibili per limitare i rischi. Ogni etichetta riporta dei pittogrammi che rimandano ad un determinato rischio.

tossicità
I pittogrammi che descrivono i vari pericoli di una sostanza

Questi vengono accompagnati da frasi di pericolo, o Frasi H (Hazard) e Frasi P (Precautionary Statement). Entrambe sono costituite da un codice alfanumerico ciascuno dei quali indica un pericolo o consiglio specifico.

Il codice delle frasi H consiste nella lettera H seguita da tre cifre. La prima indica il tipo di pericolo (2 – Fisico, 3 – Salute umana, 4 – Ambiente), gli altri due numeri invece rappresentano la numerazione sequenziale dei vari pericoli.

  • H200 indica un esplosivo instabile.
  • H300 identifica una sostanza letale se ingerita.
  • H401 Tossico per organismi acquatici.
Anche su wikipedia è possibile trovare tutti i simboli, Frasi P e Frasi H relativi ad ciascuna sostanza

Il codice delle frasi P consiste nella lettera P seguita da tre numeri. Il primo indica il tipo di precauzione (1 – Generale, 2 – Prevenzione, 3 – Risposta, 4 – Immagazzinamento, 5 – Eliminazione), gli altri due sono sempre in ordine sequenziale. Ad esempio:

  • P101 – In caso di consultazione di un medico, tenere a disposizione il contenitore o l’etichetta del prodotto.
  • P211 – Non vaporizzare su una fiamma libera o altra fonte di accensione.
  • P332 – In caso di irritazione della pelle.
  • P403 – Conservare in luogo ben ventilato.

Spesso queste frasi sono scritte per intero sulla confezione, altrimenti ci sono solo i codici che sono facilmente rintracciabili online. Inoltre, per maggiori informazioni sulla tossicità di una sostanza l’ECHA ha messo a disposizione di tutti un sito web in cui trovare tutte le informazioni desiderate (QUI).

Michele Sciamanna

 

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