La vita di Caterina D’Aragona raccontata attraverso The Spanish Princess, Hope e Vives

La vera storia di Caterina D’Aragona attraverso The Spanish Princess

Alessandra De Tommasi su vogue.it ci annuncia la seconda stagione di The Spanish Princess, la serie tv che racconta la storia della leggendaria Caterina D’Aragona, concentrandosi sull’universo femminile.

The Spanish Princess

Vogue.it il 11 ottobre 2020 pubblica un articolo in cui annuncia i nuovi episodi della seconda stagione di The Spanish Princess, la serie su Caterina D’Aragona. La scrittrice dell’articolo, Alessandra De Tommasi, scrive che il programma sarà tutto concentrato su questa figura e sull’universo femminile. Sono gli uomini infatti a scrivere la storia, per questo questa serie tv è così potente. È un atto di ribellione, ci mostra una Caterina capace di combattere con il pancione come un esponente del “sesso dominante”.

Emma Frost e Matthew Graham, nella ideazione di The Spanish Princess, si sono ispirati ai romanzi di Philippa Gregory: Caterina, la prima moglie e La maledizione del re, romanzi che fanno parte della serie The Plantagenet and Tudor Novels.

La miniserie britannica-statunitense di genere storico inizia ad essere trasmessa dal 5 maggio 2019 e la seconda stagione nel 2020. La vita di Caterina viene qui rappresentata dal suo arrivo nella corte inglese e alle difficoltà che incontrerà: dal suo breve matrimonio con Arturo Tudor, alla vedovanza e all’inizio quindi della successiva unione con Enrico VIII che i sudditi faranno fatica ad accettare.

Caterina D’Aragona agli occhi di Charlotte Hope

Charlotte Hope, la 28enne britannica che interpreta Caterina, parlando del suo personaggio, disse:

Lei si rialza rifiutando di considerarsi una vittima. Continua a vivere aborti strazianti, eppure non molla mai, per non parlare del fatto che dimostra di valere tanto quanto un uomo sul campo, in guerra. È costretta a sottostimare la sua vittoria agli occhi del marito per far risaltare la sua e ad ingoiare l’umiliazione di essere considerata indegna solo perchè non dà ad Enrico un erede. So cosa prova, anch’io ho vissuto relazioni che mi hanno fatto dubitare di me stessa, lasciandomi credere di non essere abbastanza. Corona o no, le dinamiche di potere nella coppia restano le stesse.

La vita di Caterina, come di tante altre donne del suo tempo, non fu mai facile. Dopo la morte del primo marito, aveva paura di non potersi più sposare, per fortuna riuscì ad ottenere l’annullamento del matrimonio e a diventare la regina al fianco di Enrico VIII, il quale era terrorizzato dall’idea di non avere un erede. Per soddisfare il marito di cui era innamorata, iniziò a procreare ma fu sfortunata: ebbe molti aborti e gravidanze difficili. Riuscì ad avere numerosi figli, di entrambi i sessi, ma morirono tutti durante l’infanzia eccetto Maria I di Inghilterra.

Il re a quel punto cercò di fare annullare il matrimonio, ma essendo stato consumato, l’impresa fu ardua, tanto da portare allo scontento del re nei confronti del papa che causò lo scisma dell’Inghilterra. Dal 1525 Enrico iniziò ad avere una relazione con la dama di compagnia di Caterina: la famosa Anna Bolena. E cinque anni dopo la regina venne bandita da corte. Nel 1533 Anna Bolena sposò Enrico che aveva assunto tutte le responsabilità religiose della Chiesa di Roma in Inghilterra.

Il De institutione feminae Christianae

Nonostante il suo allontanamento dalla corte, Caterina ebbe un ampio seguito. In particolare è interessante il commento che Thomas Cromwell fece di lei:

Se non fosse stato per il suo sesso, avrebbe potuto tener testa a tutti gli eroi della Storia

Questa breve frase ci spiega quanto potente fosse la risonanza del nome “Caterina D’Aragona” in tutta Europa. Juan Luis Vives le dedicò un controverso manuale sull’educazione femminile che fu commissionato da lei stessa: il De institutione feminae Christianae.

Vives sosteneva fosse essenziale l’educazione di tutte le donne, di ogni classe sociale e reddito, per il bene della società e dello Stato. Nei suoi tre libri, divisi nelle tre fasi principali della vita di una donna (verginità, matrimonio e vedovanza), dava dei consigli pratici alle esponenti dell’universo femminile per affrontare al meglio la vita che aspettava loro. L’educazione della donna era sempre correlata alla vita domestica ma secondo Vives era necessaria.

L’opera venne scritta per l’educazione di Maria I d’Inghilterra nel 1523. Intorno al 1529 venne tradotta in inglese da Richard Hyrde e da quel momento viene ricordato con il titolo: Istruzioni per una Donna Cristiana (Instruction of a Christian Woman). Il manuale divenne in seguito fondamentale per la tradizione protestante.

 

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