Il Superuovo

La vendetta non porta a nulla di buono: i casi di Oreste e Eren Yeager

La vendetta non porta a nulla di buono: i casi di Oreste e Eren Yeager

L’anime “L’attacco dei Giganti” è una delle serie più acclamate e seguite degli ultimi anni e il suo protagonista ha alcuni tratti in comune con una figura della mitologia greca.

Oreste, figlio di Agamennone, intraprende un percorso di vendetta che lo porterà alla follia. Una sorte simile appartiene a Eren Yeager, protagonista dell’anime “L’attacco dei giganti”, ormai giunto alla sua quarta stagione.

Vendicare il padre: Oreste

La vicenda di questo personaggio è raccontata, o meglio messa in scena, magistralmente da Eschilo in tre tragedie: Agamennone, le Coefore e le Eumenidi. Oreste è una delle figuri vindici per eccellenza del mito greco. Quando suo padre Agamennone tornò a Micene dopo la fine della guerra di Troia, venne assassinato da Egisto, amante di sua moglie Clitemnestra. Fu la stessa Clitemnestra a ordire l’omicidio, ancora in collera con il marito per aver sacrificato la figlia Ifigenia al fine di poter partire per Troia. Oreste si salvò grazie all’aiuto della sorella Elettra, che lo fece fuggire in segreto. Rimasto sette anni in esilio in Focide, Oreste decide di tornare a Micene per vendicare il padre. Era stato l’oracolo stesso di Delfi a prescrivere al giovane questo compito per non lasciare impunita la morte di Agamennone. Tornato in patria Oreste si infiltra a palazzo e, con la complicità della sorella Elettra, riesce a uccidere prima Egisto, fattosi re della città, e poi la stessa madre Clitemnestra. A nulla valgono le sue suppliche o il suo mostrare il seno a ricordo dell’infanzia del protagonista, la vendetta di Oreste va compiuta ad ogni costo. Appena compie il matricidio appaiono però le Erinni, divinità della vendetta, che iniziano a inseguirlo e a minacciarlo di morte, facendolo quasi impazzire. Sarà solo l’intervento di Apollo in un primo momento e poi di Atena a salvare il giovane, riconoscendo come la sua sia stata una vendetta legittima. Resta lo stesso in Oreste un forte rimorso e l’incertezza riguardo al delitto compiuto.

Assassinio di Agamennone

Vendicare la madre e la razza umana: Eren Yeager

L’anime “L’attacco dei giganti” tratto dall’omonimo manga, racconta le vicende di un’umanità umiliata dalla comparsa di una razza di giganti, inarrestabili e incredibilmente forti, che ha quasi fatto estinguere gli uomini, costringendoli a vivere protetti da tre grandi cerchie di mura alte cinquanta metri. Il protagonista della serie, Eren Yeager, è un bambino curioso e desideroso di vedere il mondo fuori dalle mura. La sua vita cambia quando i giganti riescono a distruggere le mura della sua città, facendo strage di persone, tra cui la sua stessa madre. Da questo momento Eren avrà un unico obiettivo: sterminare tutti i giganti per vendicare sua madre e le condizioni in cui vive tutta la razza umana, come animali in cattività. Questo percorso, fatto di rabbia e odio, lo porterà a unirsi al Corpo di Ricerca, una delle tre grandi divisioni dell’esercito, deputata a compiere spedizioni fuori dalle mura alla ricerca della vera natura dei giganti e di un’arma per sconfiggerli definitivamente. Il desiderio bruciante del ragazzo di ergersi a figura vindice lo porterà a commettere numerosi errori, primo fra tutti portare la sua squadra allo sterminio durante il loro primo combattimento contro dei giganti. L’anime, giunto alla sua quarta stagione, ora mostra Eren come impazzito, così immerso nel suo desiderio di vendetta da vagheggiare e cercare di attuare un vero e proprio genocidio, al fine di chiudere il cerchio idealmente apertosi con la comparsa dei giganti.

Dove hanno portato queste vendette?

Oreste, vendicatore giusto, almeno secondo gli dei, è scampato per un pelo alla sorte peggiore, ossia la morte tormentata dalle Erinni. Nonostante questo, è stato inseguito dalle dee vendicatrici e quasi reso pazzo da loro e dalla consapevolezza del terribile atto che aveva commesso, pur spinto dal dio Apollo. Eren, invece, ha oltrepassato ogni limite: l’amicizia, la lealtà e lo stesso amore per l’umanità che lo aveva spinto a tante e grandi imprese. Non sappiamo ancora quale sarà la sua sorte, ma al momento è una figura isolata e sola, giunto alla follia, vagheggiando un genocidio che non farebbe altro che trasformarlo in quello che ha sempre odiato, un mostro che pone fine alla vita di intere generazioni.

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