La Toscana di “Pinocchio”: vediamo i luoghi che hanno ispirato e celebrato la fiaba

Il 7 luglio 1881 uscì il primo episodio della fiaba collodiana, da mera “bambinata” a seconda opera più tradotta al mondo.

“Pinocchio”, 2019, Matteo Garrone. Fonte: https://www.spettacoloitaliano.it/2021/12/22/pinocchio-rai-1/

La trama del burattino più famoso di sempre ha dietro di sé una storia fatta di ispirazione a partire da luoghi vissuti, molto vicini all’autore. Luoghi che da circa ottanta anni hanno reso il favore mettendo in piedi un parco a tema.

“Pinocchio”

Farebbe strano pensare che la fiaba di “Pinocchio”, la seconda opera più tradotta al mondo dopo il “Piccolo principe”, sia stata denigrata dal suo stesso autore. Collodi la definì una “bambinata”, di caratura talmente bassa che per essere invogliato a scrivere avrebbe chiesto di essere pagato profumatamente. Ebbene, il 7 luglio 1881 il “Giornale per i bambini”, periodico del più noto “Il Fanfulla”, iniziò a pubblicarlo per episodi. Era una tecnica allora innovativa, che garantiva l’acquisto del giornale se si voleva sapere come fosse continuata la storia, un po come il nostro “Nel prossimo episodio…”.

L’intenzione iniziale di Collodi era di terminare l’opera con l’ottavo e ultimo episodio, la famosa impiccagione del burattino alla grande quercia (Teniamo a mente questo particolare). Tuttavia, un finale così cruento e senza morale non soddisfò i suoi lettori, il giornale non poteva di certo lasciarsi scappare quest’occasione. L’autore si convinse, forse anche dietro un pagamento cospicuo dati i precedenti, e nei successivi due anni portò a termine la storia così come la conosciamo.

Le avventure di Pinocchio visto da Enrico Mazzanti, Firenze, 1883. Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Le_avventure_di_Pinocchio._Storia_di_un_burattino

I luoghi della fiaba

Ma dove e quando si svolge la fiaba? Arriviamoci con ordine. Carlo Lorenzini, in arte Collodi, di sangue e cittadinanza fieramente toscana. Il padre, chianino di nascita, ma fiorentino d’adozione, era cuoco presso i nobili Ginori; la madre originaria di Collodi, era cameriera e sarta anch’essa al servizio della stessa famiglia. Proprio a Firenze nel 1826 nacque Carlo, la cui infanzia si svolse principalmente alla tenuta di Collodi del nonno materno. In giovinezza fu fortemente influenzato dal sentimento risorgimentale partecipando alle prime due guerre di indipendenza, rimanendo però legato alla sua Firenze, città che lo vide nascere come autore. 

Bastano poche righe per intendere quali fossero i luoghi e i temi a lui cari, e “Pinocchio” sarà proprio lo specchio di tutto ciò. Se volessimo datare la fiaba, converrà incrociare due dati per riuscire ad avere un periodo verosimile di svolgimento della trama. Intanto le monete utilizzate dai personaggi sono i quattrini, i soldi e gli zecchini d’oro. Si tratta del sistema utilizzato nel Granducato di Toscana prima che la monetazione pre-unitaria fosse messa fuori corso il 24 agosto 1862. La presenza invece dei Reali Carabinieri, corpo armato sabaudo istituito già nei primi decenni dell’800, è la prova che tutto ciò si svolge dopo l’annessione della Toscana al Regno di Sardegna, avvenuta con il plebiscito del 12 marzo 1860. Dunque abbiamo i termini cronologici 1860-1862, cosa manca adesso? Ah si, la localizzazione della trama.

Collodi, ospite del fratello, soggiornò a lungo a Villa Il Bel Riposo, situata panoramicamente sulla piana fiorentina. Da qui era ben visibile la palude che si estendeva fino a Sesto Fiorentino, base ideale per immaginarsi il “Grande mare”, lo stesso da cui emerse la Balena che inghiottì il burattino. Altro elemento un po’ più inquietante, riguarda un albero, non uno qualsiasi, ricordate la grande quercia a cui fu impiccato Pinocchio? Si tratta della quercia della streghe, situata a Capannori, in provincia di Lucca, non molto distante da Collodi.  Durante i suoi 600 anni di vita, i suoi rami sono arrivati ad un diametro di 40 metri per 15 di altezza, classificandosi seconda tra gli alberi più grandi della regione. Tra leggende legate ai sabba e alle streghe, oltre poi all’impiccagione del povero burattino, certo non è un albero sotto cui ripararsi dal caldo del sole di questi giorni.

Fonte:https://www.google.com/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Fwww.capannori-terraditoscana.org%2Fscopri%2Fi-luoghi-di-pinocchio%2Fquercia-delle-streghe%2F&psig=AOvVaw0bWDDfsb2rVR3rmmHTEkJF&ust=1657288754750000&source=images&cd=vfe&ved=0CAwQjRxqFwoTCJia1u735vgCFQAAAAAdAAAAABAD

Il parco di Collodi

La cittadina che da il nome all’autore, non poteva esimersi da ricambiare il favore alla visibilità datagli, per questo mise in piedi un progetto unico. Il parco di Collodi è un misto tra museo di arte contemporanea a cielo aperto e parco divertimenti per bambini, un connubio particolare che merita una visita anche se si ha una certa età. Concepito come parco tematico per l’infanzia, ripercorre passo per passo la fiaba, rendendola concreta grazie all’uso di statue, mosaici, e vere e proprie installazioni. Da citare è sicuramente la grande balena, un’opera dentro cui è possibile entrare. Sì ma attraverso un ingresso? Magari una porta sul lato, no? Eh no, Pinocchio non ha avuto la fortuna di scegliere, per entrare all’interno della balena c’è solo un modo, bisogna farsi mangiare.

Il parco è situato in un bosco dando al complesso un’aria del tutto particolare, l’accoppiata arte e natura rende le statue ancora più suggestive, riuscendo a estrarre tutta la loro espressività. Il gioco di colori di fiori, alberi e siepi è magistralmente concepito per rimandare simbolicamente all’episodio rappresentato dalle opere artistiche. C’è la possibilità che alcuni avvenimenti non ritornino subito alla memoria, dobbiamo pensare che il parco si basi sulla storia originale, non necessariamente identica al cult Disney a noi tutti noto. La ricchezza delle edizioni d’epoca meriterebbe un museo-biblioteca, progetto pensato ma mai realizzato all’interno del parco. Sarebbe un’occasione per legare ancora di più Pinocchio a Collodi, alla Toscana e a tutta l’Italia.

Fonte: https://www.pinocchio.it/it/parco-di-pinocchio-dettaglio

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