La teoria dell’attaccamento: una dimostrazione della stessa nel film “Hachiko-Il mio migliore amico”

La teoria dell’attaccamento propria della psicologia rappresenta il legame col caregiver primario ed è una relazione fondamentale che crea un legame profondo. Lo stesso legame è quello che lega Hachi al professore.

Hachiko

Hachiko-Il mio migliore amico

Hachiko- Il tuo migliore amico è un film del 2009 diretto da Lasse Hallström, ispirato a una storia realmente accaduta. Il film racconta di Hachiko e del professore Parker Wilson. Tutto inizia alla stazione ferroviaria, quando al rientro, il professore trova un cucciolo di akita e decide di prendersene cura. Il nome del cane verrà scelto grazie alla medaglietta che porta al collo che contiene un ideogramma, Hachi, che significa 8. Il legame tra il professore e Hachiko diventa sempre più forte e inizia ad accompagnarlo ogni giorno alla stazione, per poi riandarci all arrivio di Parker. Hachiko non era il classico cane che desiderava compiacere il padrone, ma un giorno lo fece, probabilmente per fargli capire che non sarebbe dovuto andare a lavoro. Quel giorno il professore durante la lezione è colto da un malore e muore. Da quel giorno Hachiko continuerà a recarsi ogni giorno alla stessa ora alla stazione ad aspettare il suo padrone.

John Bolwby

La teoria dell’attaccamento

La teoria dell’attaccamento viene teorizzata da John Bolwby nel 1988. Egli pone al centro di tale teoria da diade madre-bambino, andando però a indagare le interazioni direttamente osservabili. La relazione va a basarsi su schemi di richiesta e di risposta innati, aventi le funzioni di regolare le due stanze fondamentali per lo sviluppo: il bisogno di protezione e di cura e il bisogno di esplorazione. Il bambino va così a mettere in atto comportamenti d’attaccamento volti a ridurre la distanza dalla madre quando is trova in situazioni nuove, pericolose o stressanti. Bolwby distingue fra comportamenti espressivi o di segnalazione (sorrisi, volizzi, pianto) tramite i quali il bambino ottiene l’attenzione della madre inducendola ad avvicinarsi, e comportamenti d’approccio (avvicinamento fisico). Secondo Bolwby il bambino a partire dalle risposte ottenute, riesce ad individuare le costanti delle interazioni giungendo a simularle mentalmente riuscendo anche a prevederle. Tali rappresentazioni sono definite modelli operativi interni. Si deve a un suo collega con la Stange Situation la possibilità di osservare le diverse tipologie di attaccamento. Sulla base del comportamento del bambino al momento del distacco, in sua assenza e al momento del ricongiungimento, ha individuato diversi pattern di attaccamento: attaccamento insicuro-evitante, insicuro-ambivalente, insicuro-disorganizzato.

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: