La storia non è solo degli uomini: tre donne che hanno scritto il nostro passato

La storia di alcune donne che non sono rimaste “un passo indietro”.

L’8 marzo si è celebrata la Giornata internazionale della donna, cogliamo quindi l’occasione per ricordare alcune donne che hanno lasciato un segno indelebile nella storia e nella memoria popolare.

Cleopatra

Cleopatra VII o semplicemente Cleopatra, fu l’ultima sovrana della dinastia tolemaica a regnare in Egitto e anche l’ultima di tutta l’età ellenistica, la cui fine si fa proprio coincidere con la sua morte. Diventò regina d’Egitto giovanissima, ad appena diciassette anni, nel 51 a.C., dopo essersi sposata con suo fratello Tolomeo XIII, in quanto i Faraoni non potevano mischiarsi con i semplici umani, essendo esseri divini. Questo infelice matrimonio non durò a lungo: la forte personalità della regina non poteva sopportare la presenza del suo insignificante marito-fratello e scoppiò dunque una feroce rivalità che vide prevalere Cleopatra; questa riuscì infatti a far uccidere il fratello dai Romani, ai quali aveva chiesto aiuto. In quella occasione Cleopatra fece innamorare di sé Giulio Cesare, che riuscì a sedurre presentandosi a lui d’improvviso, avvolta in un drappo, e da cui ebbe anche un figlio, Cesarione. Dopo l’assassinio di Cesare da parte del Senato, nel 44 a.C., Cleopatra scappò in tutta fretta da Roma e tornò in Egitto, dove elevò al rango di coreggente il suo piccolissimo figlio, Cesarione. Dopo la fine della prima parte delle guerre civili seguite alla morte di Giulio Cesare, Cleopatra conobbe e sedusse il vincitore dell’Oriente, Marco Antonio. Cleopatra ebbe su Marco Antonio un’influenza molto forte, tanto da alimentare i sospetti che la coppia progettasse di creare un impero orientale, con capitale ad Alessandria, scatenando le ire di Ottaviano. Ben presto il conflitto con Roma divenne inevitabile. La battaglia decisiva si svolse al largo di Azio (31 a.C.) dove la vittoria di Ottaviano fu nettissima, grazie anche al contributo offerto dal grande generale Agrippa e all’inspiegabile comportamento di Cleopatra, che abbandonò la battaglia ancora prima dell’inizio degli scontri.  Antonio, disperato, inseguì la sua Cleopatra fino ad Alessandria, dove i due amanti, vista l’impossibilità di trattare col vincitore, si suicidarono (Cleopatra secondo la tradizione si fece mordere da un aspide).

La regina è tra le più famose personalità dell’antico Egitto e della storia universale: la sua figura è stata infatti fin dai tempi antichi al centro di racconti e ricostruzioni storiche più o meno fantasiose, che l’hanno portata a sopravvivere nell’immaginario comune fino all’epoca contemporanea, inoltre anche se non detenne  nominalmente il potere da sola, in quanto donna, in realtà fu sempre lei a comandare sul proprio regno.

Amelia Earhart

Amelia Earhart nasce il 24 luglio del 1897 in Kansas. Nel 1920, all’età di 23 anni, si reca insieme al padre a un raduno aeronautico a Long Beach in California e, pagando un dollaro, per la prima volta sale a bordo di un biplano per un giro turistico di dieci minuti sopra Los Angeles. È in quell’occasione che decide di imparare a pilotare un aereo. Comincia a frequentare le lezioni di volo e, a un anno di distanza, con l’aiuto della madre, acquista il suo primo biplano, con il quale stabilirà il primo dei suoi record femminili, salendo a un’altitudine di 14 000 piedi. Nell’aprile del 1928 il capitano Hilton H. Railey le propone di essere la prima donna ad attraversare l’Atlantico e il 17 giugno, dopo diversi rinvii dovuti alle brutte condizioni del tempo, decollano con Amelia Earhart il pilota Stultz e il co-pilota e meccanico Gordon, a bordo di un trimotore chiamato Friendship (amicizia). Sebbene Amelia sia relegata a poche funzioni, quando il team arriva in Galles ventuno ore dopo, gli onori sono quasi tutti per lei. L’8 aprile 1931 stabilisce il record mondiale di altitudine, raggiungendo i 5 613 metri. All’inizio del 1932 nessun altro pilota, a parte Lindbergh, aveva compiuto la trasvolata in solitaria dell’oceano Atlantico. Ci riesce Lady Lindy, come viene soprannominata, completando l’impresa il 21 maggio, impiegando quattordici ore e cinquantasei minuti per volare da Terranova all’Irlanda del Nord. Il 24 agosto 1932 è la prima donna ad attraversare in volo gli Stati Uniti senza scalo, partendo da Los Angeles e arrivando in New Jersey. Nel 1937 tenterà poi l’impresa di compiere un giro del mondo in aeroplano, ma non vi riuscirà mai; la Earhart infatti, dopo aver lanciato alcuni segnali radio sopra il Pacifico, scomparirà e non verrà mai ritrovata.

La statunitense è stato un esempio di dedizione, caparbietà e coraggio, non facendosi mai scoraggiare dall’ostilità di un ambiente prettamente maschile quale era quello dell’aviazione.

Franca Viola

Franca Viola è figlia di una coppia di coltivatori e, all’età di quindici anni, con il consenso dei genitori si fidanzò con Filippo Melodia, nipote del mafioso Vincenzo Rimi. In quel periodo Melodia venne arrestato per furto e ciò indusse il padre di Franca, Bernardo Viola, a rompere il fidanzamento; per queste ragioni, la famiglia Viola fu soggetta ad una serie di violente minacce ed intimidazioni: il loro vigneto venne distrutto, il casolare annesso bruciato e Bernardo Viola addirittura minacciato con una pistola ma tutto ciò non cambiò la sua decisione. Il 26 dicembre 1965, all’età di 17 anni, Franca fu rapita da Melodia, che agì con l’aiuto di dodici amici, con i quali devastò l’abitazione della giovane e aggredì la madre che tentava di difendere la ragazza. Franca fu violentata, malmenata e lasciata a digiuno, quindi tenuta segregata per otto giorni in un casolare al di fuori del paese e poi in casa della sorella di Melodia; il giorno di Capodanno, il padre della ragazza fu contattato dai parenti di Melodia per la cosiddetta “paciata“, un incontro volto a mettere le famiglie davanti al fatto compiuto e far accettare ai genitori di Franca le nozze dei due giovani. Il padre e la madre di Franca, d’accordo con la polizia, finsero di accettare le nozze riparatrici, ma il giorno successivo, il 2 gennaio 1966, la polizia intervenne all’alba facendo irruzione nell’abitazione, liberando Franca ed arrestando Melodia ed i suoi complici. Secondo la morale del tempo, 60 anni fa, una ragazza uscita da una simile vicenda avrebbe dovuto necessariamente sposare il suo stupratore, salvando il suo onore e quello familiare. All’epoca, la legislazione italiana ammetteva la possibilità di estinguere il reato di violenza carnale, anche ai danni di minorenne, qualora fosse stato seguito dal cosiddetto “matrimonio riparatore“, contratto tra l’accusato e la persona offesa; la violenza sessuale era considerata oltraggio alla morale e non reato contro la persona. Filippo Melodia fu condannato il 17 dicembre 1966 a 11 anni di carcere dopo un processo che sollevò molte polemiche in Italia. La norma invocata a propria discolpa dall’aggressore, l’articolo 544 del codice penale, sarà abrogata con la legge 442, promulgata il 5 agosto 1981 a sedici anni di distanza dal rapimento di Viola, e solamente nel 1996 lo stupro da reato «contro la morale» sarà riconosciuto in Italia come un reato «contro la persona».

Franca fu la prima donna ad opporsi al matrimonio riparatore ed è grazie a lei se oggi viviamo in una società che (fortunatamente) è sempre meno tollerante verso questo tipo di violenze. Di seguito una frase storica di Franca Viola:

«Io non sono proprietà di nessuno, nessuno può costringermi ad amare una persona che non rispetto, l’onore lo perde chi le fa certe cose, non chi le subisce»

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.