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La storia di Nellie Bly: la giornalista investigativa che girò il mondo in settantadue giorni

La storia di Nellie Bly: la giornalista investigativa che girò il mondo in settantadue giorni

Jules Verne tracciò il percorso a Nellie Bly, la giornalista senza paure

Il romanzo “Il giro del mondo in ottanta giorni” di Jules Verne ha ispirato decine di viaggi ed avventure, tra queste vi è l’incredibile storia della giornalista investigativa Nellie Bly.

Elizabeth Jane Cochran detta Nellie Bly

Elizabeth Jane Cochran (1864-1922) è stata una giornalista statunitense che si è dedicata al giornalismo investigativo, creando il giornalismo sotto copertura. Lavorò con lo pseudonimo di Nellie Bly e viene ricordata principalmente per il suo giro del mondo in 72 giorni. Prima di ottenere quell’incarico, scrisse su molti argomenti. In primi luogo fu una delle poche a riuscire ad intervistare la prima candidata donna alle elezioni presidenziali negli USA, ovvero Belva A. Lockwood. In seguito divenne una corrispondente estera in Messico dove documentò le condizioni sociali presenti all’interno di quel territorio sotto il governo di Porfirio Dìaz. Naturalmente, a causa del suo lavoro, venne costretta a fuggire in America, dove si trasferì a New York. Pulitzer, a capo del New York World, la assunse incaricandola di scrivere un articolo sull’ospedale psichiatrico nell’isola Roosevelt: il New York City Mental Health Hospital.

Per essere accolta nella struttura, mise in scena uno spettacolo. Si registrò alla pensione per operaie Matron Irene Stenard’s Temporary Home For Females con la falsa identità di Nellie Brown, proveniente da Cuba. Giunta la notte si finse pazza e venne internata, diventando la testimone della realtà che le pazienti subivano all’interno dell’edificio. I medici la giudicarono in modo affrettato come affetta da demenza e da manie di persecuzione. Descrive nel suo rapporto di essere stata angosciata da quello che vedeva, l’ospedale cadeva a pezzi, il cibo era scarso e pessimo, le infermiere brutali e violente. Dovevano farsi docce gelate più volte al giorno ed Elizabeth venne rinchiusa nelle celle d’isolamento per insubordinazione perché non riusciva a non reagire alle atrocità alle quali assisteva. Assistette alle donne chiuse nel reparto speciale chiamato The Lodge che erano costrette a sfilare in catene davanti alle altre pazienti con il corpo tumefatto, coperto di tagli e lividi per le percosse, per ammonire a non ribellarsi perché quelle sarebbero state le conseguenze.

Venne dimessa il 4 ottobre 1887 grazie all’intervento dell’avvocato Peter A. Hendricks e il disegnatore del World Walt McDougall. Il 9 ottobre uscì l’edizione domenicale dove veniva pubblicata la prima parte dell’inchiesta di Nellie Bly sotto copertura. L’ospedale fu costretto ad aprire un’inchiesta pubblica e venne ispezionato il manicomio. La città decise di stanziare un milione di dollari in più all’anno per la cura dei malati mentali e lo pseudonimo di Elizabeth divenne famoso. Dopo questa inchiesta si concentrò sulla descrizione dello sfruttamento delle operaie, delle condizioni dei bambini non desiderati, delle domestiche e del loro lavoro e dello stile di vita all’interno degli istituti di carità.

Il viaggio di 72 giorni di Nellie

A renderla ancora più conosciuta fu l’impresa ideata nel 1888 da Pulitzer. Basandosi sul libro di Jules Verne, aveva immaginato di poter ricreare quel percorso in meno di 80 giorni. Nellie si candidò immediatamente, dichiarando di essere pronta a partire anche il giorno stesso. La partenza avvenne il 14 novembre 1889 da Hoboken (New Jersey), dopo la realizzazione di un vestito su misura, adatto ad una signora che viaggiava in solitaria. Quell’abito fece la storia e le sarte si superarono, riuscendo a confezionare un set di indumenti non ingombranti, non vistosi per non attirare l’attenzione e al tempo stesso dignitosi.

Riuscì ad incontrare Jules Verne in Francia, nella città di Amiens. Robert Sherard, un corrispondente da Parigi del World, era riuscito a rendere possibile questa occasione. Lei venne ricevuta nello studio dello scrittore dove lo intervistò. La relazione di quel colloquio venne pubblicata nel World quando Nellie era in Asia. Arrivò a New York il 25 gennaio 1890, riuscendo nell’impresa ed instaurando un record assoluto. Il suo diario venne pubblicato con il titolo “Around the World in Seventy-two Days” e divenne un simbolo di emancipazione femminile, dimostrando che le donne potevano viaggiare senza uomini. Lei stessa scrisse di fronte alle critiche che le venivano mosse: “non ho mai scritto un articolo che non provenisse dal mio profondo sentire”.

Un aspetto curioso di questa avventura che non viene sempre citato riguarda The Cosmopolitan. J. B. Walker che ne era a capo, saputo dell’avventura che avrebbe intrapreso dalla Bly, decise di sfidare il World inviando a sua volta un’altra donna: Elizabeth Bisland. In quel periodo veniva considerata come la più bella, elegante, ricca e piena di amici potenti di New York, insomma una grande dama dei salotti. Nellie ed Elizabeth erano una l’opposto dell’altra. La seconda, cresciuta in un ambiente privilegiato, disprezzava i poveri ed era alquanto razzista. Non amava quella missione e la considerava poco consona ad una donna, tanto che tentò di imbrogliare con i suoi soldi ma non riuscì ugualmente a battere la Bly e per questa ragione quasi nessuno la ricorda.

Il giro del mondo di Jules Verne

Le Tour du monde en quatr-vingts jours” viene pubblicato da Jules Verne nel 1873. Il romanzo d’avventura vede come protagonisti il ricco londinese Phileas Foss e il suo cameriere trentenne di origine francese Passepartout. La coppia tenta di circumnavigare il mondo in 80 giorni per vincere una scommessa fatta all’interno del circolo del Reform Club di 20.000 sterline. L’interesse per le nuove innovazioni tecnologiche, per la scoperta dei territori inesplorati e per l’avventura, resero questo libro amatissimo dai contemporanei, portando molte persone a desiderare di immitare i due personaggi, come si nota dalla storia di Nellie. L’opera si basa sulle azioni di George Francis Train, colui che riuscì a realizzare questa impresa nel 1870.

Il Daily Telegraph annuncia il 2 ottobre 1872 che grazie all’apertura di una nuova linea ferroviaria in India è possibile fare questo viaggio in 80 giorni. I compagni del club dubitano che questo sia possibile e a quel punto decidono di fare questa scommessa. Il gentiluomo parte la sera stessa con il suo nuovo maggiordomo francese. Il viaggio viene descritto accuratamente da Verne, indicando le varie tappe fatte e la loro durata. Alla fine delle loro peripezie riescono a vincere la scommessa a causa dell’intervento di Passepartout che riuscì ad accorgersi dell’errore commesso da Fogg a causa del fuso orario, questo si ritiene possibile all’interno della finzione letteraria perchè la linea internazionale del cambio di data in mezzo all’Oceano Pacifico venne istituita solo nel 1884, nella realtà infatti non sarebbe stato possibile.

In ogni caso con questo viaggio Fogg ottenne 1.000 sterline (le altre 19.000 le aveva spese per il viaggio), scoprì in  Passepartout un domestico fedele e premuroso e incontrò sua moglie. Miss Auda era una giovane donna indiana che viene salvata dal suo futuro marito mentre stava per essere sacrificata nel rituale del sati. Decide quindi di accompagnare i due avventurieri in tutte le tappe successive. Quando arrivarono in Inghilterra, confessò a Fogg il suo amore, il quale la ricambiava.

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