La silenziosa luna di Leopardi si trema? Possibili attività geologiche del satellite

“Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi, che fai, silenziosa luna?” – chiedeva Leopardi. Attività tettoniche, potremmo forse rispondere oggi.

Silenziosa la luna, eppure forse non è del tutto inerte. Alcune parti di roccia esposta sulla superficie lunare fanno pensare a una certa attività geologica cominciata con uno schianto avvenuto circa 4,3 miliardi di anni fa e non ancora conclusa.

Attività tettoniche sulla luna?

Sulla superficie lunare si trova un materiale polveroso, chiamato regolite, che ricopre interamente il manto roccioso. Recenti studi della Brown University (USA) basati su alcuni dati della NASA hanno però individuato alcune increspature che lasciano esposte alcune parti della roccia: questo fa supporre una recente attività geologica. La regolite si raccoglie continuamente, a causa dello scontro di micrometeoriti e della frantumazione delle rocce che stanno in superficie. Se in alcune parti è possibile vedere i blocchi di roccia esposti, vuol dire che forse in quelle zone si registra una certa spinta che consente lo scivolamento della regolite. Le origini di queste piccole scosse? Forse sarebbero da ricercare in uno scontro avvenuto più di quattro miliardi di anni fa, nell’impatto della luna con un corpo celeste. Tale scontro ha scosso l’interno del nostro satellite e creato diverse fratture, poi colmate dal magma. Le spinte ancora in corso potrebbero essere di assestamento.

Fasi lunari.

Canto notturno di un pastore errante dell’Asia

Intatta luna, tale
è lo stato mortale.”

Nel “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia“, scritto a Recanati da Giacomo Leopardi tra il 1829 e il 1830, il poeta si rivolge alla Luna e confronta il suo ciclo alla vita del pastore, che diventa il simbolo della condizione primitiva dell’uomo. Speculare è il cammino di luna e pastore, entrambi solitari: lui al mattino inizia il suo percorso quando quello di lei termina, e quando la sera finisce si riposa osservando il cammino della luna e si chiede come faccia a non annoiarsi nel ripetere continuamente quel tragitto. Gli interrogativi del poeta, che sembra dare voce allo sguardo del pastore, nascono dai movimenti della luna, che sembra silenziosa e indifferente, e diventano dubbi che riguardano l’universo e l’intera esistenza dell’uomo. “Se la vita è sventura perchè da noi si dura?” L’Asia, terra dove si muove il personaggio centrale del componimento, è stata per molto tempo considerata come il luogo in cui l’umanità ha avuto origine. Le riflessioni del pastore mentre osserva la luna si configurano dunque emblematiche: sono pensieri universali validi per ogni tempo e per ogni luogo, fin dalle origini dell’umanità.

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
la vita del pastore.
Sorge in sul primo albore
move la greggia oltre pel campo, e vede
greggi, fontane ed erbe;
poi stanco si riposa in su la sera:
altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
al pastor la sua vita,
la vostra vita a voi? dimmi: ove tende
questo vagar mio breve,
il tuo corso immortale?

[…]”

I movimenti della silenziosa luna

Constatare un’attività tettonica in corso comporterebbe la realizzazione che il nostro satellite non è proprio quella inerte “silenziosa luna” a cui si rivolge Giacomo Leopardi. Al contempo, però, sapere che quell’affascinante palla luminosa nel cielo subisce delle scosse la renderebbe sempre di più oggetto di interesse e di curiosità. E poi, piuttosto che ai pastori, paragoniamola ai più “permalosi“. Che sarà mai un certo risentimento nei confronti di un torto che non si riesce proprio a dimenticare, quando la luna forse si agita ancora a seguito di un impatto avvenuto 4,3 miliardi di anni fa?

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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