La sigaretta elettronica che fa sembrare attraente Tony Cotina è più letale di quanto sembri

Qualche anno fa, le sigarette elettroniche spopolarono tra quanti desideravano smettere di fumare. In realtà, è stato scoperto che i loro effetti sulla salute umana non erano comunque dei migliori.

Era il 2013 quando Tony Cotina pubblicava il suo primo singolo “La sigaretta elettronica”. All’epoca questa grande innovazione sembrava essere un fantastico baluardo di speranza per tutti coloro che erano intenzionati a smettere di fumare. Niente catrame, niente tabacco, solo un po’ di nicotina e vapore acqueo misti ad alcuni aromi, era questo lo slogan dei rivenditori forse anche loro ignari di ciò che in realtà stavano vendendo.

Come funziona una sigaretta normale?

Il “funzionamento” di una sigaretta è basato molto semplicemente sulla combustione del tabacco presente al suo interno. Il fumo prodotto è una miscela di circa 4000 composti chimici (tra cui almeno 60 cancerogeni) e provenienti anche dalla carta bruciata che funge da involucro. Il filtro nella parte posteriore, come avrete intuito, è di fatto inutile per l’enorme quantità di sostanze che lascia passare. Tra queste c’è la nicotina, un potente alcaloide che libera dopamina nell’organismo e che è responsabile della dipendenza fisica. Oltre a essa, ad ogni tiro entrano nei nostri polmoni monossido di carbonio, catrame, ammoniaca, arsenico, formaldeide e chi più ne ha più ne metta. Era chiaro dunque che occorreva trovare una soluzione efficace per evitare un incremento delle morti dovute al cancro ai polmoni. Fu così che dopo i crotti alla nicotina la sigaretta elettronica spopolò tra quelli che volevano lasciarsi il tabacco alle spalle.

Siamo sicuri che sia solo vapore innocuo?

Ad oggi è impossibile stabilire se le e-cig siano più o meno salutari di quelle al tabacco. Quel che è certo è che non sono innocue, anzi, è ormai constatato che anche loro provocano gravi danni alla salute. Ad accertarlo è stato un team di scienziai americani autori di un brain storming s tutte le conoscenze riguardanti le sigarette elettroniche. La loro review, pubblicata sul Brittish Medical Journal, dimostra che “Gli effetti delle sigarette elettroniche hanno somiglianze con quelli osservati nelle sigarette tradizionali, ma anche differenze importanti”. Come spiegano i ricercatori, oggi sappiamo che le malattie croniche legate al fumo delle sigarette tradizionali, come il cancro ai polmoni e la broncopneumopatia cronica ostruttiva, richiedono decenni per svilupparsi, e che proprio per questo ci sono voluti altrettanti decenni perché la scienza riuscisse a dimostrarlo.  Le sigarette elettroniche, di contro, sono diventate popolari da circa 10 anni, e la comunità scientifica ne sta studiando gli effetti solamente da circa cinque anni. “Le attuali conoscenze non sono sufficienti per determinare se gli effetti sulla salute respiratoria delle sigarette elettroniche siano inferiori agli effetti ormai evidenti di quelle tradizionali”, commenta Rob Tarran, professore di biologia cellulare e fisiologia della University of North Carolina.

“Abbiamo anche valutato gli effetti dello svapo sulle cellule in laboratorio”, spiega l’esperto. “La maggior parte degli studi ha dimostrato che l’esposizione delle cellule polmonari agli e-liquid causa una condizione di citotossicità e una compromissione dei processi fondamentali per una corretta funzionalità polmonare”. Il problema, tuttavia, sta proprio nella vasta gamma di e-liquid, differenti per composizione e dunque per tossicità.

Secondo uno nuovo studio, appena pubblicato su Pnas, inoltre, l’esposizione al fumo delle sigarette elettroniche causerebbe il cancro ai polmoni nei topi. Per capirlo, i ricercatori dell’Università di New York hanno esposto per un periodo di 45 settimane 40 topi al fumo di e-cig con nicotina. Una volta concluso lo studio, hanno constatato che circa il 22% dei topi hanno sviluppato un adenocarcinoma polmonare. Al contrario, nessuno dei 20 topi esposti allo stesso fumo di e-cig, ma senza nicotina, hanno sviluppato tumori. Tuttavia lo studio presenta diverse limitazioni: oltre ad aver esaminato un campione molto ristretto, precisano i ricercatori, durante la sperimentazione i topi non hanno inalato direttamente il fumo, come potrebbe fare una persona, ma, invece, ne sono stati circondati esponendo dunque tutto il corpo.

I consigli degli esperti

Gli esperti sono dunque concordi nel fatto che la prescrizione delle sigarette elettroniche ai fumatori incalliti debba essere fatta con cautela. Bisognerebbe inoltre spendere molto più tempo nello studio degli effetti che queste hanno sulla salute, soprattutto perché non si sa ancora molto a riguardo. Ad oggi molti giovani utilizzano questi apparecchi semplicemente per vantarsi, come una sorta di rituale per entrare nell’età adulta. L’unica arma contro questo fenomeno che si sta diffondendo anche troppo rapidamente è la prevenzione mediante campagne informative. Invece, l’invito principale, rivolto soprattutto a chi non le ha ancora provate è, naturalmente, quello di non iniziare mai.

(fanpage.it)

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