C’è una citazione iniziale di Einstein: ‘la divisione tra passato, presente e futuro ha solo il valore di un’ostinata illusione‘. C’è la scomparsa di un bambino. Ci sono quattro famiglie e le corrispettive inquietudini. Dark è una serie televisiva targata Netflix e ambientata in Germania nel 2019. Dark non racconta solo un evento, non è solo trama. Da subito traspare la profondità di una serie potente e dai toni oscuri e tragici. Lo spettatore si trova alle prese con qualcosa di caotico ed enigmatico.  Il tempo è il vero protagonista della serie. ‘La domanda non è dove. Ma quando.’ Ed ecco che con Dark sbucano dubbi e incertezze non solo nei confronti della serie ma anche nei confronti della vita. Dark è uno sfavillio di filosofia e psicologia. Le tenebre calano sui personaggi dando vita ad una psicologia complessa e multiforme. Inoltre, viene nominato più volte l’eterno ritorno del filosofo tedesco Nietzsche.

Nietzsche e l’eterno ritorno in Dark

L’eterno ritorno dell’uguale è una concezione del tempo di derivazione greca e ripresa successivamente dal filosofo Nietzsche. Il passato, il presente e il futuro sono inevitabilmente collegati e si intrecciano in una visione ciclica che si ripete all’infinito. Ed i personaggi della serie, secondo questa filosofia, si ritrovano nelle conseguenze di quella visione inquietante ripresa dal filosofo tedesco. Ed ecco che sorgono domande più che lecite nello spettatore: ‘ se il tempo è circolare, è possibile cambiare il futuro?’. Una domanda onesta ma apparentemente assurda. L’uomo può veramente mettersi nei panni del tempo cambiando gli eventi della vita?. In Dark non esiste più la suddivisione tra passato, presente e futuro. Esiste il presente, il momento attuale. E il resto, come diceva Einstein, è solo un”ostinata illusione‘. ‘Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo’ afferma Nietzsche nella ‘Gaia scienza‘. Non solo il passato influenza il futuro ma a sua volta il futuro influenza il passato in un intreccio tanto complicato quanto ben fatto. Tutto va al di sopra della semplice sequenza temporale, in qualcosa che appare come confusionario e inspiegabile, per dare poi vita ad una serie infinita di domande nei confronti di quello che è realmente il tempo. Una convenzione? Un costrutto psicologico? Qualcosa di fittizio? La serie permette di riflettere profondamente sul nostro ruolo di esseri umani, sulla nostra condizione precaria, sul destino, sulla fede e sul tempo, qualcosa di così presente eppure intangibile.

La visione ciclica del tempo e le origini

Fin dall’antichità il mondo è stato dominato da una visione essenzialmente ciclica del tempo. E le prove di tutto questo erano rappresentate dal ripetersi costanze delle stagioni e dal movimento ciclico e sempre uguale del respiro umano. Ed è grazie alla religione e alle varie credenze che è nata la visione sequenziale e logica del tempo che conosciamo. L’uomo sembra dover perseguire un fine ultimo che lo porta inevitabilmente verso una meta. Tutto questo avviene attraverso il tempo. Invece, Nietzsche riprese la teoria dell’eterno ritorno come prova del fatto che è difficile disfarsi di qualcosa di opprimente come il ripetersi costante di eventi sempre uguali.