Il Superuovo

La rivoluzione comunista in Russia del 1917 spiegata in cinque passaggi

La rivoluzione comunista in Russia del 1917 spiegata in cinque passaggi

I cinque passaggi che hanno segnato il corso della rivoluzione russa

Nel corso del XX secolo, la Russia affronta, soprattutto nella prima metà del secolo, momenti di insurrezioni e rivoluzioni. Una prima insurrezione, poi rientrata, si ha nel 1905, quando il potere dello zar è messo in discussione, e gli operai chiedono più diritti. La rivoluzione, quella decisamente più significativa, si ha nel 1917 (febbraio e ottobre) e segna definitivamente la fine dello zarismo e l’inizio del  regime comunista.

1. La rivoluzione di febbraio

Nel febbraio 1917 scoppia la prima rivoluzione in Russia, la quale porta all’instaurazione di un governo provvisorio guidato da un principe: L’vov, che costringe lo zar Nicola II ad abdicare. Contemporaneamente Lenin, il quale si trova in esilio in Svizzera, fa ritorno in Russia aiutato dai tedeschi (che trarrebbero vantaggio da un colpo di stato in Russia perché è in corso la prima guerra mondiale). Ritornato in patria, Lenin scrive le famose “tesi di aprile”, nelle quali afferma che la rivoluzione comunista può avere come protagonisti anche i contadini, e non solo gli operai (come profetizzato da Marx). Ricordiamo che la Russia è un paese molto rurale, è che quindi i contadini superano in numero gli operai.

2. La rivoluzione di ottobre

Il governo del principe L’vov è però rovesciato dal socialrivoluzionario Kerenkij. In questo clima di scontro, ne approfitta Lenin che nell’ottobre del 1917 attua un colpo di stato e si impadronisce del Palazzo d’Inverno, sede del governo, con 25.000 uomini. Il giorno successivo vengono approvati i primi decreti dal nuovo governo: il “decreto sulla pace”, che determina l’uscita dalla prima guerra mondiale della Russia e il “decreto sulla terra”, che attua una nazionalizzazione dei beni fondiari.

3. Le elezioni del novembre 1917 e la guerra civile

Nel novembre 1917 si svolgono le elezioni in Russia a suffragio universale; da esse però il partito di Lenin ne esce sconfitto. E’ così che Lenin attua un altro colpo di Stato per riprendere il controllo del paese, sciogliendo l’assemblea costituente. Scoppia una guerra civile fra Rossi, sostenitori di Lenin, e i Bianchi, sia avversari interni di Lenin che nemici esterni. Lo viene giustiziato, e Lenin affida a Trockij il compito di allestire un esercito in grado di sconfiggere i Bianchi: anche se allestito in poco tempo, l’esercito dei Rossi riesce nell’impresa.

4. La Terza Internazionale: il Comintern

Dopo la vittoria dei Rossi, nel marzo 1919 viene fondata a Mosca la Terza Internazionale (congresso socialista) che prende il nome di Comintern. Il Comintern però avanza una serie di pretese nei confronti di tutti i partiti socialisti, come quello di cambiare tutti i nomi dei partiti socialisti in “comunisti” e sostenere la Russia comunista in quasiasi scenario internazionale. Inizia un periodo denominato “biennio rosso” (1919-1920), la comparsa del Comintern infatti crea profonde spaccatura nelle sinistre europee e si verificano molti moti comunisti in vari paesi europei, quasi tutti fallimentari

5. La nascita dell’URSS e la successione di Lenin

Il problema di Lenin, una volta pacificato il paese, è quello di riorganizzarlo politicamente. Nel 1922 nasce l’URSS, ovvero l’unione delle repubbliche socialiste sovietiche. Ma nello stesso anno, il 1922, Lenin viene colpito da un ictus, che lo porta alla morte nel 1924. I due principali candidati alla sua successione sono due membri del partito comunista: Stalin e Trockij. Mentre quest’ultimo auspica a una “rivoluzione permanente” e una guerra continua per portare il comunismo in tutto il mondo, Stalin persegue la via dell’attuare un comunismo autentico solo in Russia. Trionfa Stalin e Trockij è prima espulso dalla Russia poi fatto assassinare su ordine di Stalin stesso.

 

 

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