La Pixar ci ha avvertito: il problema dell’inquinamento potrebbe trasformarsi in tragedia… greca

Oggi parliamo di “Walle-e”, il 9° lungometraggio animato di Disney-Pixar, e di come il ruolo di uno dei suoi personaggi sia paragonabile a quello di un eroe tragico greco.

Il Capitano della Axiom e AUTO (Google Immagini)

Il cartone su cui ho voluto puntare i riflettori in queste righe non è il protagonista, il tenero robottino cingolato tutto cuore e dedizione, bensì il Capitano. Se non avete mai visto il film, correte ai ripari e poi tornate qui! Se, invece, avete avuto un’infanzia felice ma, arrivati a questo punto della lettura, vi state ancora chiedendo quale legame possa mai unire quella che a mio parere è l’idea migliore di Andrew Stanton alla tragedia greca, la risposta vi attende.

Edipo (Google Immagini)

Paragrafo Pilota

Anno 2815. La Terra, o ciò che ne resta, è desolata. La naturale armonia della sua antica bellezza è compromessa. Il cielo, che ha perso il suo dominio sul mondo, si è arreso a nuvoloni carichi di pioggia sporca. Unici superstiti grattacieli di spazzatura. Gli uomini? In crociera! La BNL (Buy ‘N ‘Large) corporation, società che ha il controllo delle galassie da secoli, e il suo CEO, Shelby Forthright (Fed Willard), li hanno convinti che per il loro vecchio pianetucolo malato non c’era molto da fare, se non abbandonarlo per una comoda alternativa temporanea: la Axiom! Questa parolaccia non è altro che una navicella ultra-moderna, eremita nello spazio, che ospiterà i nostri terrestri cervelloni finchè casa loro non sarà riportata ad uno stato vivibile. Ad obiettivo raggiunto, il Capitano dell’Axiom, il nostro eroe, sarà pronto ad invertire la rotta per ripopolare nuovamente la Terra. Quand’è dunque che quest’obiettivo potrà essere considerato raggiunto? Quando EVE (Extra-terrestrial Vegetation Evaluator), una sonda inviata periodicamente dalla stessa astronave, avrà rilevato presenze organiche sul pianeta. Chi si occupa dell’‘operazione pulizia’ è Waste Allocation Load Lifter Earth Class. In una sola parola, Walle-e, l’ultimo abitante rimasto. Un amorevole ammasso di ferraglie alimentato ad energia solare che instancabilmente, da settecento anni, si occupa di accatastare in cubi perfetti tutti i rifiuti presenti sul suolo terrestre.

Gli uomini della Axiom (Google Immagini)

Che succede sulla Axiom?

Gli uomini che abitano la Axiom sono lo spettacolo più decadente del film. Obesi, apatici, non riescono più a muoversi. Si spostano comodamente spoltronati su sedie fluttuanti che li scarrozzano da un angolo all’altro della nave. Si parlano a malapena, credono di essere serviti e riveriti dall’esercito di robot al loro servizio, ma in realtà ne sono inconsapevolmente schiavi. Sono succubi del sistema a cui si sono ciecamente affidati. La BNL. Anche il Capitano McCrea, totalmente esautorato dalle macchine, corrisponde a questo spiacevole profilo. Infatti, a fare le veci del Comandante, c’è AUTO, l’antagonista principale del film, un timone iper-tecnologico che fa di tutto per tenere il suo superiore allo scuro della Direttiva. Sto parlando della ‘Direttiva A-113′, un piano riservato impostato inizialmente dalla BNL, secondo il quale la nave non avrebbe mai più fatto ritorno sulla Terra, ormai considerata invivibile.

Tutti i nodi vengono al pettine

In realtà, le cose non stanno proprio così. Walle-e e EVE raggiungono la cabina di comando della Axiom e informano il Comandante di una scoperta che cambierà le fila del destino di tutti là dentro. C’è vita sulla Terra. È nata una piantina. Questa notizia rivoluziona completamente la posizione di McCrea. Assistiamo ad una profonda crescita morale nel personaggio che, da squallido rappresentante della crisi dei valori, diventa modello di riscatto per tutti i passeggeri! Scoperto il piano di AUTO, riesce a sabotarlo tornando ad assumere il totale controllo della nave e, finalmente, ad invertire la rotta. Ha scoperto tanto sul pianeta che ha abbandonato e, grazie alla sensibilità di Walle-e ed EVE, gli ultimi da cui se l’aspettava, apprende l’empatia. Sulla Axiom lei sopravviverà, cerca di convincerlo l’automa nemico. Io non voglio sopravvivere, io voglio vivere. Io sono il comandante della Axiom e noi oggi andremo a casa! Addirittura, sotto gli occhi stupiti di tutto l’equipaggio, è il primo uomo che, dopo secoli, tornerà a muoversi con le proprie gambe riacquistando pieno possesso delle sue facoltà motorie e, soprattutto, etiche. Quello che si dice un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l’umanità. Una volta atterrati, sarà sempre lui a fare da guida ai suoi compagni di bordo, ora cittadini consapevoli di un mondo diverso.

Oh Capitano, mio Capitano!

A differenza del cavaliere medievale senza macchia e senza paura, l’eroe greco è dotato di una sottile ambivalenza morale, ecco perché è facilmente paragonabile al Capitano. La sua figura è tanto ambigua quanto, alla resa dei conti, importante. Egli commette degli sbagli, ma la presa di coscienza circa la situazione in cui si trova è il suo salto di qualità. L’Edipo di Sofocle comprende che le sue sciagure non sono altro che l’avverarsi di un destino unilaterale a cui il padre lo ha costretto con i propri errori passati, che come fantasmi tormentano il suo presente. E’ una legge tragica: la colpa si tramanda come un morbo di generazione in generazione. Il Comandante McCrea, invece,  matura l’idea che è arrivato il momento di spezzare questa catena, lui che può farlo. Basta pagare per i nostri antenati! La vita sulla Terra sarà difficile, ma che nessuno si azzardi ad impostare alcuna direttiva! Niente è destinato. Siamo noi che costuiamo il nostro divenire.

Grattacieli di spazzatura (Google Immagini)

Aspettate, gentili spettatori. Non è finita qui. Mi sento costretta a lasciarvi con un po’ di cosiddetto amaro in bocca. Il film si conclude con un felice ed alquanto irrealistico epilogo, probabilmente suggerito dal buon senso dei creatori, di certo intenzionati a lanciare, prima d’ogni cosa e di ogni navicella, un messaggio di speranza per il giovane pubblico a cui “Walle-e” è destinato. Ci tengo però a ricordare, con triste rammarico, che nella tragedia ambientale che viviamo quotidianamente, siamo noi i padri che rischiano di lasciare in eredità ai propri figli il peso di un futuro troppo difficile da sostenere. In questa galassia, purtroppo o per fortuna, non esiste un Piano B(NL).

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