La realtà dei Peaky Blinders: il proibizionismo raccontato dai contrabbandieri

Spesso alcune serie tv vengono accusate di essere troppo distanti dalla realtà storica in cui sono ambientate, ma non è questo il caso di Peaky Blinders.

La serie tv Peaky Blinders racconta le vicende della famiglia Shelby nel primo dopoguerra: tra i vari temi trattati come le scommesse clandestine e i disturbi post traumatici da stress troviamo anche quello dell’esportazione illegale di alcolici negli Stati Uniti durante il periodo del proibizionismo.

Il proibizionismo

“The noble experiment” così veniva definito il proibizionismo, termine che indica il divieto di produzione, vendita e consumo di alcolici in America tra il 1922 e il 1933. Fautori di questo divieto erano stati gruppi fondamentalisti e moralisti di tipo sia politico che religioso e il provvedimento fu sancito tramite il Vostead Act del 1929, entrato in vigore l’16 Gennaio 1920. Questo provvedimento che aveva come obiettivo quello di far diminuire il tasso di criminalità e illegalità ebbe esattamente l’effetto opposto: la sera del 15 Gennaio 1920 le folle si recarono a far rifornimento delle ultime bottiglie vendute legalmente e assaltarono anche i mezzi che trasportavano alcolici. Questo divieto aumentò il prestigio e la ricchezza della società malavitose, le quali si adoperavano per vendere l’alcool al mercato nero e a prezzi anche molto alti. Martedì 5 dicembre del 1933 fu sancita, dopo tredici anni dalla sua entrata in vigore, la fine della validità del Vostead Act e milioni di Americani poterono ricominciare a comprare alcolici legalmente.

Le esportazioni dei Peaky Blinders

Tra i numerosissimi temi trattati nella serie tv Peaky Blinders, nella quarta stagione quello che emerge maggiormente è quello delle esportazioni di alcolici in Irlanda e in America. Se inizialmente gli affari della famiglia Shelby erano concentrati sulle scommesse illegali sulle corse di cavalli, nel corso del tempo, ossia quando grazie alle pericolose strategie di Thomas la famiglia riesce ad arricchirsi, l’attenzioni si sposta sulla produzione e sulla vendita di contrabbando di alcolici. Ma come era possibile far giungere grandi quantità di alcool in America? Di sostanziale importanza erano sicuramente gli alleati sul territorio, ma questo non bastava, dunque cosa aggiungere? Un’attività di copertura, ovviamente! Thomas si accorda per trasportare gli alcolici all’interno delle casse contenenti oggetti della sua attività legale, ossia la fabbricazione di pezzi d’auto. All’interno delle casse con all’interno i ricambi venivano inserite anche le casse dia alcolici che, in questo modo, giungevano a destinazione senza essere scoperte. La combinazione tra più famiglie rendeva possibile il tutto, ma non bisogna sottovalutare neanche l’importanza della collaborazione delle forse dell’ordine che spesso chiudevano entrambi gli occhi facendo passare le merci di contrabbando.

Proibizionismo: ieri e oggi

Se in passato il problema del proibizionismo riguardava gli alcolici, oggi se ne pone un altro che spacca la popolazione in due fronti: l’utilizzo di marjuana. L’utilizzo di questa sostanza è, ad oggi, vietato nel nostro Paese, ma ciò non impedisce a molti di farne utilizzo, dunque alcuni sono a favore della legalizzazione. Uno degli argomenti maggiormente utilizzati da coloro che ritengono che l’utilizzo di questa sostanza debba restare vietato è che quest’ultima causa problemi alla salute. Tuttavia il fronte opposto risponde che anche il tabacco e dunque le sigarette arrecano molti danni alla salute, ma non per questo è ritenuto illegale. La controversia, ovviamente, non investe soltanto il nostro Paese, ma anche molti altri, ma la questione rimane la medesima. Si giungerà ad un comune accordo?

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