Storicamente, molti fra pittori, musicisti, cantanti, sportivi o comunque genericamente personaggi influenti hanno condotto una vita discutibile, intaccando positivamente o negativamente il giudizio riguardo il loro operato. Due fra questi casi sono sicuramente XXXTentacion (Jahseh Dwayne Ricardo Onfroy), importante esponente della cultura hip hop statunitense ed Edvard Munch, colonna dell’arte pittorica.

XXXTentacion: odiato o amato

XXXTentacion è stato un rapper e cantante statunitense, dalla personalità controversa e talvolta spinta oltre i limiti. È stato (e lo è tutt’ora) odiato o idolatrato dagli ascoltatori, proprio per la peculiarità delle sue scelte personali e artistiche. XXX è stato al centro di molti episodi che in negativo (o in positivo, considerando le peculiarità dell’ambiente hip hop) hanno caratterizzato i primi anni della sua carriera. Nel 2016 è stato arrestato due volte in pochi mesi per rapina a mano armata e aggressione alla sua fidanzata dell’epoca (Geneva Ayala), con l’aggravante che la ragazza fosse incinta. Sul finire del 2017 venne accusato di aver provato a corrompere Geneva Ayala con minacce reiterate, per far sì che non testimoniasse contro di lui in tribunale, salvo venire ugualmente condannato agli arresti domiciliari ad inizio 2018. In rete vi sono parecchi video del rapper protagonista di atti violenti, talvolta subendone (iconico l’episodio ai suoi danni a San Diego).

Fan e detrattori di XXX

XXXTentacion nella prima parte della sua carriera ha scelto di estremizzare le sue composizioni musicali, presentando testi violenti, scabrosi, carichi di rabbia, che hanno di certo provocato emozioni e giudizi contrastanti sulla sua persona, prima che sul personaggio. Alcuni si opponevano ai suoi testi di quel periodo, in quanto pensavano potessero avere influenze negative su adolescenti che ascoltavano hip hop. Altri invece sostenevano quel tipo di artisticità, apprezzandone la verve adrenalinica. Nella seconda parte della sua carriera vi è stato un cambio di registro, con testi maggiormente introspettivi e riflessivi, così come differenti sono stati gli atteggiamenti del rapper in quel periodo, sviluppando una vena filantropica. Di certo, la sua vita sregolata, ha influenzato il pubblico, selezionando solo alcune tipologie di persone dedite all’ascolto e alla comprensione totale della sua arte. I suoi atteggiamenti sono stati uno spartiacque per ciò che è stato ed è adesso XXXTentacion.

L’angoscia di Edvard Munch

Edvard Munch è stato un pittore di origine norvegese, fra i più rappresentativi e rivoluzionari della storia dell’arte. Sin da piccolo dovette convivere con una situazione parecchio spiacevole, accumulando gravi lutti familiari, che intaccheranno non solo le sue composizioni artistiche, bensì anche la sua stabilità emotiva/mentale. Munch presentava nelle sue tele uno stile molto particolare, dipingeva emozioni più che pragmatismi e il suo stile divise la critica del tempo. Di certo fu problematica la scelta dei temi delle sue opere, sempre malinconici (tranne nell’ultimo periodo della sua carriera) e spesso enigmatici. Nel corso della sua vita, fu protagonista di diversi episodi controversi, fra i quali un litigio in un bar dopo aver assunto molto alcool, che destò disappunto all’epoca.

Differenze interpretative su Munch

Edvard Munch fu subito riconosciuto come estrosa personalità artistica da Christian Krohg (suo ex maestro), ma gran parte della critica dell’epoca non apprezzò il suo stile. Al centro delle critiche finì una delle prime opere dell’artista:”Bambina malata”. Tale opera fu considerata uno “schizzo non terminato”, ignorandone un significato intenso (l’opera raffigurava la sorella quindicenne dell’artista morta di tubercolosi) o comunque giudicando la rappresentazione come triviale. Il fatto che l’autore rappresentasse la sua interiorità ed il suo modo di essere nelle sue opere, è significativo nel considerare come mai non piacesse ad una buona fetta della critica dei suoi tempi. Come consideravano sgradevoli i suoi abusi di bevande alcoliche (tant’è che il suo medico gli intimò di non consumarne in pubblico), alla stessa maniera non apprezzavano l’impulsività dei suoi dipinti.

Conclusioni

Evidentemente la personalità degli artisti influenza molto quello che è il giudizio (o il pregiudizio) su un’opera. Sarebbe una soluzione migliore qualora si dedicasse più tempo alla contemplazione dell’artisticità intrinseca nell’opera stessa più che sul contorno. Qualsiasi composizione artistica dovrebbe godere di oggettività di giudizio, senza far caso alla vita privata degli artisti o al loro modo di essere. In un mondo, il nostro, sempre più superficiale, abbiamo la necessità che artisti creino e divulghino, è importante rendersene conto.

 

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