La Katana: Dal Giappone feudale a Tarantino grazie alle sue qualità uniche al mondo

Come nasce e da cosa nasce la spada che ha reso Uma Thurman un’icona del genere splatter

L’abbiamo vista su Kill Bill come un’arma letale con un alone di leggenda attorno a se e da usare con una precisa filosofia. E se fosse veramente più di una spada, conciliando perfezione strutturale a influenza culturale  ? 

La vendetta è un pasto che va servito freddo

Il film si apre con la Sposa (Uma Thurman), stupenda e giovane donna prossima a sposarsi, a terra e ricoperta di sangue, inerme, mentre una voce proveniente dal misterioso Bill, fuori dall’inquadratura, si rivolge a lei, per poi spararle in testa.

Quattro anni dopo la Sposa si risveglia in ospedale, debilitata dalla lunga decenza e, cosa che la sconvolge profondamente, senza più il bimbo che teneva in grembo. Da qui inizia la sua personale crociata per vendicarsi di coloro che le hanno rovinato la vita, affiancata da una katana, la spada giapponese per eccellenza , preparata dal leggendario fabbro nipponico Hattori Hanzo, e Bill non può certo dirsi al sicuro.

La scrittura de film, su cui Tarantino e la Thurman iniziarono a lavorare durante le riprese di Pulp Fiction, venne temporaneamente accantonata dal regista per dedicarsi al scrittura del film Bastardi senza gloria, uscito nel 2009, per poi essere ripreso all’inizio del nuovo millennio, in quanto Tarantino pensava di dedicarlo alla Thurman per i suoi 30 anni, iniziando le riprese nonostante la gravidanza dell’attrice. L’intero arco narrativo si divide in due distinti film, rispettivamente Kill Bill: Volume 1 e Kill Bill: Volume 2 ognuno con delle caratteristiche proprie, e ben diversi fra loro. Il primo ad esempio ricalca uno stile “orientale”, molto amato dal regista, con diversi riferimenti ai film di Bruce Lee, mentre il secondo si ispira ai spaghetti-western di Sergio Leone.

La Via della Spada

Nel film in più occasioni le scene hanno come protagonista la spada, dedicandogli non solo un ruolo basilare nel lungometraggio, ma in qualche modo facendo immergere lo spettatore in quello che era ed è ancora oggi il culto della spada. Dalla sua introduzione in Giappone durante il IV secolo fino ad oggi, l’arte del forgiare spade ha sempre occupato un posto estremamente importante nel Paese del Sol Levante. Inizialmente simili alla dao cinese, ovvero una specie di scimitarra, la katana si evolse fino ad assumere la classica forma ricurva durante il periodo Kamakura, XII secolo, in cui comparvero le famose “cinque scuole” di maestri spadai, Yamashiro, Yamato, Bizen, Soshu, Mino. Ciascuna di esse aveva i propri canoni estetici e i propri segreti di forgiatura, ed ognuna di esse era collocata nei pressi di un sito di estrazione mineraria. Con il passare dei secoli la katana si guadagnò sempre più importanza nella classe guerriera dei Samurai, fino a raggiungere l’apice nel Sengoku Jidai, il periodo degli stati belligeranti. Contemporaneamente assunse un ruolo fondamentale non solo nel mondo bellico, ma anche in quello spirituale, accostando l’aspetto marziale a quello culturale. Il Kendo, ovvero la via della spada, accosta le abilità marziali del guerriero a movimenti estremamente fluidi, coordinati e precisi, trasformando il combattimento in un’arte che si basa su precisione e agilità. Con l’ascesa dello Shogunato Tokugawa e il tramonto dei samurai, che dedicavano la loro intera vita alla meditazione e all’addestramento, in favore di truppe di leva armate dei mortali archibugi, così anche la katana affrontò un periodo di declino. Inizialmente concepita come arma da battaglia, venne reinterpretata, diminuendone la lunghezza, precedentemente superiore ai 60 cm, e rendendola più consona alla vita di corte o ai duelli. Nei secoli successivi si andò incontro ad un netto calo di qualità, e molte conoscenze riguardo la sua fabbricazione andarono perdute. Solamente dopo la fine della Seconda guerra mondiale la sua produzione venne regolamentata, portando nuovo impeto fra i maestri spadai nel riscoprire le antiche tecniche di forgiatura.

Come nasce una Katana

Le spade giapponesi non sono costituite da comune acciaio, ovvero un’ unica lega metallica composta da ferro e carbonio, ma da ben due diversi tipi, L’acciaio dolce e l’acciaio duro.

Il segreto dell’acciaio della katana sta proprio nella sua origine, la sabbia ferrifera giapponese, nota come satetsu.

Il processo di forgiatura inizia nella tatara, il forno tradizionale giapponese, dove al suo interno vengono inserite 8 tonnellate di sabbia satetsu e 13 di carbone, le quali bruceranno per 3 giorni continuativi. Finito il processo di fusione, dove tutto il prodotto si deposita sul fondo, la tatara viene smantellata completamente, e dei materiali iniziali solo 2 tonnellate saranno diventate acciaio, di cui la metà acciaio tamahagane, un tipo di acciaio ricco di carbonio, con proprietà elastiche e resistenza uniche.

Si passa dunque alla selezione dei pezzi migliori di acciaio, di solito collocati ai lati del forno e al loro trasporto nelle fucine dei mastri spadai. Qui il tamahagane, difficile da fondere, viene arroventato, allungato e ripiegato su se stesso tramite l’ausilio di un martello. Il processo viene ripetuto 15 volte, raddoppiando di volta in volta il numero di strati che lo compongono, espellendo impurità quali lo zolfo e distribuendo omogeneamente il carbonio su tutta la lama . Alla fine del processo gli strati saranno 32.768. Ora l’anima della spada è estremamente flessibile, resistente, ma inadatta per costituire il filo dell’arma, ovvero la parte affilata. Si passa dunque ad inserire la lama grezza in mezzo ad un nuovo strato di acciaio, più puro e duro, modellandolo e temprandolo. Dopodiché si decora la lama con una speciale argilla, per poi ritemprarla ancora. Dopo un periodo di lavorazione che può superare i 30 giorni, il risultato sarà una lama talmente resistente da non intaccarsi pur colpendo una corazza, ma estremamente leggera e flessibile. Al microscopio apparirà come una struttura inizialmente omogenea, con elementi quali ferrite e frammenti di ferro puro sempre più numerosi mano a mano che si avvicina alla punta, mentre la lama è formata una struttura nota come martensite, ovvero un retico di ferro alpha sovrassaturo di carbonio, estremamente resistente e perfetto per la lama di una spada. La katana è un’arma elegante, leggera, letale e strutturalmente unica, con una lunga storia alle spalle e delle caratteristiche strutturali tanto uniche quanto complesse, che si fondono alla perfezione con l’alone di mistero e spiritualità che la circondano, e che la rendono un’arma perfetta per uccidere Bill.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: