Il Superuovo

La Patrimoniale come arma dei parlamentari contro la crisi: ecco pro e contro della proposta

La Patrimoniale come arma dei parlamentari contro la crisi: ecco pro e contro della proposta

Il come, il quando, il perché della nuova proposta parlamentare circa una tassa patrimoniale. 

 

C’è crisi. E’ questa la frase più ricorrente che oggi sentiamo e che, molto probabilmente, saremo condannati ad ascoltare per i prossimi anni. Perché, se i Governi di tutto il mondo sono all’opera per superare l’emergenza sanitaria ad oggi assoluta protagonista sul palcoscenico della pandemia, quella economica provocata dal virus lascerà i suoi strascichi per molto tempo ancora, anche quando, ci auguriamo, il Covid19 sarà solo un ricordo. Per questo la proposta di alcuni parlamentari di introdurre una tassa patrimoniale sembra essere una buona idea per combatterla, o forse no. Scopriamo perchè.

La proposta

Ve lo ricordate Robin Hood? Se fosse realmente esistito ci potrebbe essere lui dietro la proposta avanzata in questi giorni nelle aule parlamentari, poichè la ratio della stessa sarebbe quella di togliere ai ricchi, o meglio, ai super ricchi del nostro Paese per dare ai poveri. Sono stati due deputati appartenenti al Partito Democratico e a Liberi e Uguali a proporre, in coda alla manovra di bilancio, un emendamento che però non ha trovato l’accordo di molti parlamentari, creando fratture e distacco anche all’interno degli stessi partiti. Nel testo si legge infatti che solo per l’anno 2021 si prevederebbe un’imposta ordinaria sostitutiva sui patrimoni di alcuni cittadini, che nel caso di coloro che detengano un patrimonio da 500.000 euro a 1 milione  sarebbe dello 0,2%, da 1 a 5 milioni dello 0,5%, fino ai 50 milioni del 2%  e ad aumentare. Questo modo di tassare sarebbe utile a risparmiare la restante parte della popolazione che non rientra in questa categoria, dal pagamento dell’IMU  (imposta patrimoniale riferita alla componente immobiliare), dell’imposta di bollo sui conti bancari e sui conti di deposito titoli, ovviamente solo per il prossimo anno. Sarebbero dunque penalizzati solo  quelli che secondo alcuni rappresentano i super ricchi: essi  non sarebbero coloro che guadagnano 500 000 euro annui, ma le persone fisiche considerate in virtù del loro patrimonio, e, dunque l’insieme dei beni mobili e immobili. Per fare un esempio, un ricco imprenditore a prescindere dal suo guadagno, ma che detiene una casa dal valore catastale di 500.000 euro sarebbe costretto a versare nelle casse dello Stato nel 2021 un’imposta pari allo 0,2%  e cioè 1000 euro.

I pro

Un grande e imponente pro, che per alcuni basterebbe a giustificare l’emendamento, sarebbe la grave situazione di insolvenza e povertà in cui sempre più italiani versano, ancor di più in seguito alla pandemia. Secondo i dati raccolti le famiglie povere in Italia nel 2020 sono 2 milioni e mezzo in più circa del 2019 e gli aiuti dati non sono forse bastati ad appiattire questo gap. La nuova proposta di patrimoniale solleverebbe chi è già in difficoltà dall’onere di pagare alcune imposte che per effetto della Patrimoniale verrebbero, solo per il 2021, sospese. Davanti a chi accusa la riforma di colpire in realtà il ceto medio, i fautori ricordano che i soggetti non verrebbero presi in considerazione per il reddito annuo, ma per il valore del proprio patrimonio e che non ci sarebbe pericolo anche per chi possiede una casa molto grande. Infatti il valore degli immobili non sarebbe quello commerciale, (il valore commerciale di una casa è di 3-4 mila euro al metro quadro, quindi la cifra di mezzo milione sarebbe raggiunta facilmente), ma il valore catastale, che è sempre inferiore rispetto al primo, assicurando così una più profonda selezione dei soggetti finalizzata a colpire solamente i veri super ricchi del Paese. Un’ altra garanzia sarebbe data dal fatto che dal valore del bene sarebbe sottratto quello del mutuo,qualora presente, agevolando dunque davvero la maggior parte degli italiani.

Cosa potrebbe non funzionare

Non tutti però la pensano allo stesso modo, tanto che molti membri interni dei partiti degli stessi promotori hanno scelto di dissociarsi, giudicando la proposta insensata. Secondo alcuni questo atto di solidarietà sarebbe del tutto insensato e non gioverebbe in alcun modo né alle casse dello Stato, né agli italiani stessi e non ci sarebbe alcun motivo di reinventare il meccanismo tributario. L’evasione fiscale è un vero cancro della realtà italiana e pesare sulle spalle di quei pochi che pagano regolarmente le tasse non sarebbe altro se non un incentivo ad evadere. Il patrimonio di ogni soggetto è secondo la normativa vigente già tassato e imporre una tassa patrimoniale violerebbe anche il divieto di doppia imposizione. Inoltre colpire con una tassa ulteriore i cittadini in un momento di crisi,  secondo il patrimonio posseduto non sarebbe del tutto equo, poichè esso potrebbe essere anche frutto di eredità o anni di risparmio. Dunque l’insegnante che ha ereditato l’antica e grande casa di famiglia sarebbe costretto al pagamento dell’imposta, al contrario dell’imprenditore benestante che decide di non procedere all’acquisto di alcuna casa. Ancora più utopistico sarebbe pensare che l’approvazione della patrimoniale e dunque il versamento da parte dei soggetti colpiti di quell’imposta, potrebbe compensare un gettito annuale che accomuna moltissimi cittadini attribuito al pagamento ad esempio dell’IMU, soprattutto perché i super ricchi che soddisfano i requisiti indicati nell’emendamento  non sarebbero effettivamente il 10 % della popolazione, come sostenuto da alcuni.

E tu cosa ne pensi? Potrebbero altre proposte alleggerire l’onere fiscale dei cittadini, non aggravando il debito pubblico?

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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