La nuova conquista dello spazio tra progetti privati e organizzazioni Transnazionali

Quando pensiamo all’esplorazione spaziale da sempre pensiamo anche alla NASA l’agenzia statunitense che da sempre ha agito da avanguardia e leader nel suo campo, ma oggi potrebbe non essere più così

Il sogno comune che forse ci contraddistingue meglio come specie, l’esplorazione dello spazio, la voglia di scoprire gli infiniti misteri che l’universo tiene sospesi sopra la nostra testa, è una sensazione che a diversi livelli tutti riusciamo a comprendere. E per  gran parte della nostra storia non è rimasto che questo, un sogno impossibile da raggiungere, o perlomeno di portata esclusiva delle grandi superpotenze del nostro pianeta. Ma questo monopolio stellare sembra essere arrivato alla fine, considerando il numero di nazioni con avanzati Progetti Spaziali, Organizzazioni transnazionali, e anche progetti privati per reclamare lo spazio in nome dell’umanità.

NASA

Prima di parlare dei nuovi concorrenti alla gara verso le stelle, è doveroso parlare dell’agenzia americana che di più ha fatto nel lanciare la nostra specie nello spazio e delle sue prossime missioni per spingere questo obiettivo.

LA NASA e il governo degli Stati Uniti, hanno di recente espresso il desiderio di tornare sulla Luna. Non con qualche lander o rover, vogliono riportare l’uomo, o ancora meglio una donna, sul nostro satellite naturale. La missione in questione si chiamerà Artemis e in realtà sta già per iniziare. La NASA collaborerà con una società privata la Rocket Lab, che si occupa di offrire un servizio di lancio in orbita per carichi relativamente leggeri. il suo compito appunto sara quello di lanciare in orbita attorno alla Luna un Cubesat. Un piccolo satellite a forma di cubo di solito grande 10 cm per lato e con un peso di poco più di 1 chilo.Il suo nome è CAPSTONE, un acronimo che sta per Cislunar Autonomous Positioning System Technology Operations and Navigation Experiment. Il primo obiettivo di CAPSTONE sarà di affiancare il volo orbitale del Lunar Reconnaissance Orbiter. Dopo di che, dovrà aiutare il veicolo spaziale Gateway della missione Artemis ad avvicinarsi alla Luna in sicurezza e nel modo più efficiente possibile. Il lancio da parte di Rocket Lab avverrà più tardi quest’anno. Si tratta dell’ennesima compagnia privata su cui la NASA fa affidamento, un ottimo modo per risparmiare soldi che possono essere usati per altri programmi. Il costo del lancio dovrebbe essere di poco meno di 10 milioni di dollari. A sviluppare un razzo nuovo, l’agenzia statunitense avrebbe spesso infinitamente di più. E a proposito di compagnie spaziali private…

SpaceX

La compagnia si è già resa nota per le promesse del suo proprietario, il noto miliardario Elon Musk che prevede una colonia umana autonoma e funzionante per addirittura il 2050, in meno di 30 anni da adesso. Per adesso però la compagnia statunitense si occupa di obiettivi un pò meno ambiziosi ma comunque storici. SpaceX, infatti, sarà la prima compagnia privata a mandare qualcuno nello spazio. A confermarlo è sostanzialmente la NASA che gli ha dato il via libera negli ultimi giorni. La rivale in questa corsa al primato era Boeing la quale però era molto indietro rispetto alla società fondata da Elon Musk. Le capsule Dragon hanno più volte effettuato lanci nello spazio per portare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale. Tutte le ultime missioni del genere sono andate a buone fine. La capsula di Boeing invece è vittima recente di un fiasco totale nel volo di prova dopo che ha registrato un problema software che si è presentato in più punti. Il lancio in questione dovrebbe avvenire tra poco più di due mesi. Il via libera della NASA è d’obbligo considerando che i due passeggeri speciali sono i due nuovi astronauti dell’agenzia spaziale statunitense che andranno a sostituire quelli già tornati sulla Terra. Si tratta di Dough Hurley e Bob Behnken.

 

ESA

L’European Space Agency è di formazione abbastanza recente ma grazie, alla collaborazione stretta con partner quali la NASA e un sempre costante afflusso di fondi si sta imponendo con nuovi progetti ad alto miglioramento tecnologico. I progetti dell’ESA si dividono in 3 categorie: di classe piccola(class S), media (class M), e grande, (class L) e sono appena state lanciate due missioni di classe M che sono sostanzialmente di tipo ricerca stand-alone (indipendenti e non necessitano di supporto integrativo) con un finanziamento di circa 500 milioni di euro. Il Solar Orbiter è la prima, ed ha come obiettivo principale lo studio del Sole e di come questo determini le condizioni fisiche dello spazio interplanetario.

E lo sviluppo di una sonda interamente costruita progettata e lanciata su suolo europeo, su Marte entro il 2027. Una sonda di elevato livello tecnologico in grado di fornire nuovi dati prima d’ora irragiungibili. Sarà il Vega, il lanciatore italiano sviluppato in ambito Esa, a portare il veicolo sul pianeta rosso.

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