La notte di San Bartolomeo dai libri di storia alle canzoni di Murubutu

Le contraddizioni e le cause ancora poco chiare del massacro degli ugonotti analizzate da Murubutu

Miniatura raffigurante gli sposi

La storia francese tra il XVI e XVII secolo è caratterizzata da una serie di conflitti che celano dietro l’intolleranza religiosa interessi politici, sociali e inerenti alla discendenza dinastica. L’evento emblematico e maggiormante rappresentativo dei contrasti tra protestanti e cattolici è la notte di San Bartolomeo, durante la quale si è consumato il massacro di almeno 2000 Ugonotti. Il cantautore Murubutu la analizza in una canzone animata da un forte pathos.

Stemma della religione ugonotta; fonte:wikipedia.org

Le vicende storiche

La morte di Enrico II fu ben presto seguita da quella del suo primogenito Francesco II e dalla presa di potere di Caterina de’ Medici, moglie di Enrico. Il calvinismo, seppur limitato a costituire il 7 % della popolazione, si stava diffondendo a macchia d’olio tra i nobili francesi, particolarmente preoccupati per l’ascesa del ceto borghese e per la crescente inflazione.Nella Francia di fine Cinquecento spiccavano tre nobili casate: la fammiglia cattolica dei Guisa, i Borboni di inclinazione ugonotta e la famiglia dei Montmorency-Chatillo, aderente al calvinismo e a cui apparteneva la figura dell’emergente ammiraglio Coligny. La famiglia dei Guisa stava incrementando in modo esponenziale il proprio potere, per cui Caterina decise di limitrne il dominio facendo ingenti concessioni agli ugonotti stipulando nel gennaio del 1562 l’editto di SaintGermaine-en-Laye. Tale atto suscitò il malcontento dei Cattolici i quali misero a punto un massacro degli Ugonotti riunitisi a Vassy che costutuì il primo tassello del puzzle di guerre civili di matrice religiosa che ebbero luogo in Francia tra ilXVI e XVII secolo. I frequenti e sanguinosi conflitti portarono ad un secondo editto di san Germano con il quale vennero riconfermate ed ulteriormente ampliate le concessioni ai protestanti. Nel frattempo l’ammiraglio di Coligny  si avvicinò a Carlo IX di Valois, figlio di Caterina e favorì il matrimoio tra Margherita, sorella di Carlo, ed Enrico di Borbone, apertamente calvinista. La preoccupazione di Caterina e Carlo nei confronti del pericolo che costituiva la presenza di ugonotti tra le più alte cariche dello Stato spinse la sovrana a non opporsi all’azione della folla di plebei e dei nobili di Guisa che nella notte di San Bartolomeo, tra il 23 e 24 agosto 1572 ucccise più di duemila protestanti, tra cui lo stesso ammiraglio. Il massacro fu tra i più cruenti della storia: i cattolici passarono di casa in casa trucidando tutti, persino bambini e donne incinte, lasciando scorrere fiumi di sangue per le vie di Parigi per poi estendersi tra le province. La maggior parte dei calvinisti fuggì all’estero, ma molti resistettero costituendo una confederazione di Stati indipendenti al cui capo si pose Enrico di Borbone, scampato al massacro dopo aver abiurato, e a cui ben presto si opposte la cattolica Lega santa, capeggiata dai Guisa nella figura del giovane duca Enrico che durante “la guerra tra i tre Enrichi” assurse il potere del monarca. Il conflitto si concluse con la morte di Enrico di Guisa e del re Enrico III, che, però, ebbe precedentemente la premura di nominare suo successore il Borbone che salì al trono come Enrico IV. Le controversie religiose si conclusero nel 1589  con l’editto di Nantes tra Filippo II e il sovrano francese,re passato alla storia come garante dell’unità e dell’indipendenza della Francia contro le penetrazioni spagnole. La pacificazione concesse la libertà di culto privato agli Ugonotti, di “libertà di coscienza”, tramite cui coloro che la professavano non dovevano essere “processati, vessati e molestati” . Tuttavia era presente una moratoria che impossibilitava i protestanti ad estendere la propria area di influenza ad altri territori e vietava ai parigini e alle più alte cariche di Francia di aderire al calvinismo.

Copertina dell’album; fonte: hano.it

Murubutu e il ruolo della notte

La canzone “La notte di San Bartolomeo” appartiene all’album “Tenebra è la notte/ed altri racconti di buio e crepuscoli” pubblicato lo scorso febbraio dal rapper Alessio Mariani, in arte Murubutu. In essa il cantautore e docente narra tramite immagini dettagliate, evocative, cruente e ricche di pathos gli avvenimenti  che hanno avuto luogo tra il 23 e 24 agosto 1572, indagandone le ipotetiche cause di carattere economico, politico, religioso e sociale. La notte è centrale nelle storie cantate nell’album e ricopre un ruolo fondamentale nella canzone dedicata all’uccisione dei protestanti: infatti essa permette di coprire con il suo manto scuro le atrocità compiute dalle “ombre” che si muovevano indisturbate. Viene presentata Caterina de’ Medici con sua “figlia in sposa ad un re degli eretici”, a sottolineare l’accezione negativa con la quale erano considerati gli ugonotti agli occhi delle più rilevanti autorità francesi. L’ unione tra Margherita ed Enrico di Borbone è stato un “matrimonio di pace” che però ha trascinato con sé un massacro e conflitti sanguinosi che nulla hanno a che vedere con il primordiale intento di placare “lotte e saccheggi”, i contrasti politico-religiosi tra cattolici e calvinisti francesi. Murubutu presenta un Carlo “che tentenna tra mille dubbi”, consapevole delle tremende e cruente conseguenze. Innanzi al suo indugiare “la voce degli atri bui” lo esorta a “purgare” Parigi: l’immagine di voci che gridano ad unisono, l’oscurità complice della possibilità di agire  in incognito tra la folla indistinta e la scelta di un verbo che suggerisce la volontà di purificare fino in fondo la città evidenziano la codardia di individui senza volto che traggono forza dalla compattezza del gruppo e dall’assenza di luce. “Parigi attende un’alba che tinga tutta la Francia” quando il sangue degli Ugonotti alle prime luci del giorno colorerà la capitale lasciando un segno indelebile sui libri di storia. La scelta di compiere la strage nel giorno dedicato ad un martire cela dietro di sé probabili richiami religiosi ad un cieco fanatismo combinato ad una spinosa questione dinastica che ha comportato la scelta tra una monarchia assoluta e un potere policentrico caratterizzato da un dualismo religioso.

Angela Orsi

 

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