La notte dei cristalli segna un punto di svolta per l’antisemitismo: scopriamo insieme cosa accadde

Nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 iniziò una nuova fase nelle politiche antisemite in Germania.

Durante la notte dei cristalli, vennero distrutte sinagoghe e negozi appartenenti ad ebrei su tutto il territorio tedesco. Da questo momento in poi le persecuzioni e i rastrellamenti diventarono sempre più frequenti.

Prima della “Kristallnacht”

Nel 1935 vennero promulgate le Leggi di Norimberga che contenevano tutte le norme in merito alle persecuzioni razziali. Si avviò il processo di arianizzazione delle attività economico sociali tedesche. Le leggi stabilivano chi era ebreo, chi lo era parzialmente e in che modo dovevano comportarsi. La fase più violenta iniziò nel 1938 quando il partito nazionalsocialista decise di trovare una “soluzione” alla questione ebraica. La vita per gli ebrei diventò sempre più dura, soprattutto nelle piccole comunità dove venivano cacciati via per permettere alla città di dichiararsi “Judenrein” (libera dagli ebrei).

Il pretesto per la notte dei cristalli avvenne a Parigi. Il 6 novembre 1938 Ernst Eduard vom Rath si recò all’ambasciata tedesca per vendicare la sorella e tutti gli ebrei che erano stati espulsi dal territorio tedesco. Il giovane riuscì ad arrivare nell’ufficio dell’ambasciatore e lo ammazzò.

Quando Hitler venne a sapere dell’omicidio inviò due ambasciatori a Parigi e intanto impose nuove restrizioni nel territorio tedesco. La stampa tedesca si inasprì ulteriormente nei confronti degli ebrei, i loro giornali vennero soppressi, ai bambini fu vietato andare a scuola. Inoltre tutti i centri culturali e le attività sociali diventarono illegali.

La notte fra il 9 e il 10 novembre

La sera del 9 novembre in Germania erano già scoppiate sommosse violente nei confronti di sinagoghe o negozi. Hitler diede l’ordine di non reprimere le insurrezioni, ma di limitarle ai beni appartenenti agli ebrei. Diede inoltre comunicazioni alla Gestapo e ai vari comandi di polizia di arrestare almeno 20 mila ebrei in tutto il territorio del Reich.

Gli ordini che arrivarono nelle varie sedi locali del partito erano di non fermare le sommosse nel caso fossero contro beni o ebrei, a patto che fossero tedeschi. Di non appiccare incendi per evitare danni alle abitazioni tedesche adiacenti e di arrestare più ebrei possibile.

In tutte le città i danni furono tantissimi. A Berlino venne incendiata la sinagoga principale, a Salisburgo tutti i negozi ebraici vennero saccheggiati e distrutti. A Vienna per la disperazione almeno 22 ebrei si suicidarono durante la notte. In altre città prima prima che calasse la notte contrassegnarono con una stella di David tutti i negozi per poterli assaltare successivamente.

Le conseguenze del progrom

I dirigenti del partito non erano soddisfatti dal progrom perché creò grossi danni economici alla nazione e per l’opinione della stampa estera. Molte testate giornalistiche scrissero in merito agli eventi, soprattutto in termini negativi visto che da poco si era conclusa la conferenza di Monaco.

Il 12 novembre 1938 si tenne una conferenza con i membri del partito, i rappresentanti delle assicurazioni, il ministero delle Finanze e il luogotenente capo della polizia. L’obbiettivo della conferenza era quello di trovare una soluzione economica per i danni creati in tutta la nazione. Le decisioni prese andarono a discapito degli ebrei che persero i loro beni e i rimborsi vennero dati allo Stato e non alla parte lesa.

Con gli eventi della notte dei cristalli s’inasprirono ulteriormente le violenze nei confronti della comunità ebraica. Iniziarono i rastrellamenti di massa verso i campi di detenzione. Fu un momento di svolta in merito alla questione ebraica portando agli eventi che tutti conosciamo.

Da questo momento in poi la gestione dei provvedimenti passò sempre di più in mano alle SS che impose pene ancora più radicali.

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