La necessità di amare tra rock e letteratura, dai Led Zeppelin a Platone e Dostoevskij

L’amore è la musa delle più grandi opere umane e mantiene gli uomini legati alla realtà così come all’ultraterreno

In “Whole lotta love” i Led Zeppelin con il loro entusiasmante rock hanno composto un testo in cui si esprime appieno la necessità di amare,  ma cosa scaturisce questa esigenza? Platone e Dostoevskij hanno dato risposte contrastanti a questa domanda

Whole lotta love!

Whole lotta love!” esclama Robert Plant davanti ai suoi fan, per 4 volte nel ritornello il cantante dei Led Zeppelin dice “Voglio un sacco d’amore!” proprio per far capire la necessità di una tale richiesta e l’importanza di provare questo sentimento che continua e continuerà sempre a ispirare la nostra cultura. Ma cosa rende così speciale questo sentimento? Perché sentiamo il bisogno di provarlo? Le risposte a queste domande si possono ricercare fin nell’età della Grecia classica quando per tale emozione venne addirittura creata un’apposita divinità.

Amore e ultraterreno

Nel “Simposio”, uno dei testi più famosi di Platone, i protagonisti esprimono la loro opinione sul concetto di eros cercando di comprenderne la sua forza, i suoi caratteri e il suo perché. Il dialogo su tale sentimento trova il suo apice con il discorso del commediografo Aristofane che decide di raccontare il “mito degli androgeni”. Questo mito racconta di come anni e anni prima esistessero non due ma ben tre sessi che erano quello maschile, quello femminile e quello degli androgeni ovvero esseri che erano l’unione di uomini e donne. Questi esseri dotati di una testa, due facce, quattro braccia, quattro gambe e due differenti organi genitali erano molto potenti e superbi e tentarono insieme di impadronirsi dell’Olimpo.

Il potente Zeus, venuto a conoscenza dell’attacco agli dei, decise di dividere con le sue saette gli androgeni in due dando origine alla donna e all’uomo. Per via di questa separazione forzata gli uomini vagano da sempre alla ricerca della propria metà aiutati da Eros (mandato dallo stesso Zeus) nella speranza di riunirsi, tramite il sesso, e ritrovare l’antica potenza ormai perduta. Siccome i sessi erano tre, due erano le tipologie d’amore: il rapporto omosessuale se i due partner facevano parte in principio di un essere umano completamente maschile o completamente femminile e il rapporto eterosessuale se i due facevano parte di un essere androgino. Attraverso questo racconto è possibile considerare quindi l’amore come una continua mancanza che necessita di essere riempita e ci permette di diventare, o tornare a essere, perfetti e in collegamento con l’ultraterreno. Proprio perché l’amore rende perfetti e vicini all’Eden, Robert Plant lo richiede a gran voce: “Whole lotta love!

Le notti bianche

Se per Platone l’amore ci collega in qualche modo con l’oltremondo, per Dostoevskij questo sentimento, per quanto fantastico, è utile a tenerci quanto più possibile vicini alla vita reale. Nel “Le notti bianche” il filosofo e scrittore russo narra la storia di come un uomo perso nel paradiso del suo pensiero vive una vita che si nutre della sua immaginazione ma viene poi riportato alla realtà da una donna. Per anni il protagonista vive di emozioni illusorie, nate dalla sua mente e dai suoi desideri, finché l’amore non lo risveglia facendogli notare la vera essenza della realtà. Attraverso le quattro notti in cui si svolge la vicenda l’autore ci fa comprendere come il mondo reale pende senso solo grazie all’amore e come questo sentimento ci tenga attaccati alla nostra vita. “Whole lotta love!” perché è necessario per vivere.

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