La malattia di Lyme colpisce anche Justin Bieber, cerchiamo di capire cos’è

Justin Bieber si scaglia contro i giornalisti che lo accusano di essere sotto qualche droga a giudicare dal suo aspetto fisico ma lui chiarisce tutto, soffre della malattia di Lyme

Justin Bieber chiarisce sui social che le sue condizioni non sono causate da droghe bensì da una battaglia che ha quasi concluso contro la cosiddetta  malattia di Lyme, causata da un batterio veicolato dalle zecche

Le celebrità che ne hanno sofferto

La nota popstar Justin Bieber fa sapere via social che le sue condizioni a riguardo della malattia di Lyme sono migliorate e che tornerà più forte di prima. Nel frattempo ha continuato con la musica tant’è che ha pubblicato pochi giorni fa un nuovo singolo intitolato “Yummy” ma fa sapere che gli ultimi due anni sono stati terribili per lui, periodo che spiegherà per bene in un documentario che uscirà prossimamente su YouTube. Non è l’unico personaggio famoso che negli ultimi anni è stato colpito da questa malattia, anche Avril Lavigne ne ha sofferto, tanto da scriverne una canzone, “Head Above Water” . Alla cantante era stata prima diagnosticata la depressione, successivamente capiremo il perché. Del panorama mondiale tra i bersagli di questo batterio troviamo anche la famosa modella Bella Hadid mentre tra le donne famose italiane troviamo la conduttrice televisiva e attrice Victoria Cabello che nel 2018 raccontò la sua sofferenza nei confronti della malattia. Come si intuisce non è una malattia rara, anzi. New York Times l’ha definita come la seconda malattia infettiva che si diffonde più rapidamente dopo l’AIDS. È diffusa sia in America che in Europa(con circa 85.000 casi l’anno) e negli ultimi anni si sta espandendo in Asia e in Sud America.

Batterio della malattia

La Borelliosi è anche chiamata malattia di Lyme a causa di una epidemia scoppiata nel Connecticut nel 1975 con un misterioso aumento dei casi di artrite soprattutto infantile. La malattia è causata dal batterio Borrelia burgdorferi, che infetta le zecche le quali a sua volta possono ovviamente trasmetterlo agli animali, uomo compreso. Da questo possiamo dedurre anche i luoghi più comuni in cui si può contrarre questa malattia infettiva, ovvero le zone boscose, poiché ricche di zecche. Il batterio di cui parliamo è un gram negativo a forma spirillare, facente parte del genere Borrelia, composta da 37 specie note, di cui 12 sono correlate con la mattina di Lyme. La specie più implicata nella malattia è come abbiamo detto la Borrelia burgdorferi, predominante in Nord America ed Europa, ma anche la Borrelia afzeii e garinii che predominano in Eurasia causano la malattia. La B. burgdorferi è un agente patogeno pericoloso per le strategie che attua per evadere dal sistema immunitario dell’ospite. Molti batteri utilizzano il ferro per produrre i loro enzimi e quindi il nostro sistema immunitario limita la concentrazione di ferro nel sangue, ma questo batterio aggira questo sistema utilizzando manganese invece che ferro per gli enzimi respiratori. Inoltre la saliva della zecca presenta delle sostanze che inattivano le cellule T del sistema immunitario, riesce inoltre a modificare l’espressione di una proteina di membrana identificata dal sistema immunitario in modo da non essere riconosciuto, e ancora, questo batterio può evadere dal flusso sanguigno, scappando quindi dal sistema immunitario diffondendo nelle zone sotto cutanee e nei liquidi sinoviali e cerebrospinale. Anche i trattamenti con antibiotici risultano spesso inefficaci in quanto si divide formando forme latenti intracellulari che si attivano quando le concentrazioni dell’antibiotico scendono. Insomma un batterio che si è evoluto per bene.

Sintomi e terapia

Allora come si può vincere contro questo batterio? La attuale terapia prevede la cura con antibiotici mirati contro l’agente patogeno, come la doxiciclina, cefriaxone o cefuroxima, ma in ogni caso è importante il tempismo nella diagnosi della malattia, un’operazione non facile visto il bacino di sintomi che l’infezione provoca. I sintomi iniziali sono quelli di qualunque influenza di altre infezioni comuni, come dolori muscolari e articolari, mal di testa, spossatezza, febbre, capogiri. L’infezione continua facendo scattare l’allarme nella persona affetta poiché si ritrova ad avere confusione mentale, artrite cronica o intermittente, difficoltà di concentrazione, cambiamenti di umore e delle abitudini del sonno, perdita della memoria e quando infetta anche il sistema nervoso (neuroborelliosi) i sintomi aggiuntivi sono cefalea, confusione mentale, depressione, disturbi dell’attenzione, episodi di paralisi di Bell, mielite e sintomi connessi. I sintomi non sono universali e ogni soggetto reagisce in modo diverso all’infezione. Ad esempio solitamente ai sintomi si aggiunge un eritema migrante che nel 25% dei casi però non si presenta, le alterazioni neurologiche si presentano nel 15% dei casi e prevedono meningite, oltre ai sintomi menzionati prima. Per questo la diagnosi della malattia non è sempre immediata e quando il paziente trascura l’infezione essa può cronicizzarsi causando vasculite del micro circolo cerebrale e sintomi simili a quelli dell’artrite reumatoide oltre che fibromialgia, splenomegalia ed epatomegalia. Inoltre molti pazienti non ricordano nemmeno se sono stati punti da una zecca, per questo i sintomi possono essere trascurati peggiorando la situazione. La prevenzione risulta quindi essere anche in questo caso la migliore delle opzioni. Tenetevi al centro delle zone boscose, in cui sono presenti i sentieri, copritevi con indumenti lunghi e berretti, insomma non lasciate spazio alle zecche per entrare a contatto con la vostra pelle.

 

 

 

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