La seconda guerra mondiale, come ogni guerra, porta con sé infinita sofferenza e ingiustizie. Qui la storia della cosiddetta “liquidazione finale”.

La seconda guerra mondiale è forse una delle più ricordate per le atrocità inflitte e per i risvolti che ci sono stati. Il 13 marzo si celebra l’inizio della cosiddetta “liquidazione finale” degli ebrei, che portò al rastrellamento. Ecco il contesto e gli antecedenti.
Che cos’è un rastrellamento?
Per rastrellamento s’intende, in gergo militare, un’azione mirata che viene condotta da un gruppo di soldati ai fini di perquisire un determinato luogo e trovare persone e/o oggetti interessati. In generale queste azioni dovrebbero avere un esito pulito, ma purtroppo in Italia, sono note le azioni condotte dai nazi-fascisti, soprattutto ai danni dei partigiani che, però, riuscirono nel contesto a rispondere molto bene. I rastrellamenti divennero molto famosi proprio in questo periodo, quello della seconda guerra mondiale, colpendo principalmente gli ebrei e tutti colori i quali rientravano nelle categorie limite dei nazisti.

Gli ebrei durante la seconda guerra
I fatti che colpiscono gli ebrei, hanno inizio con lo scoppio della guerra, nel 1939. Già da quel momento e per i successivi sei anni, sarebbero stati costretti a fuggire, scappare e sottomettersi. Nel 1939 si registrarono ondate di spostamenti da parte degli ebrei tedeschi, che cercarono vita altrove. Negli anni centrali la situazione divenne sempre meno facile da gestire, poiché non era permesso loro di avere un impiego e di vivere serenamente. Basta pensare che durante quegli anni solo il 16% dei capi famiglia aveva un lavoro fisso e che nel contempo avevano già preso piede le leggi razziali. Tutto questo contesto portò gli ebrei ad essere visivamente etichettati: costretti cucirsi la stella di Davide sugli indumenti, individuarli era più che facile. La legislazione nazista, attiva per sei anni, sottomise gli ebrei privandoli anche dei più semplici diritti e costringendoli a scappare in prima battuta e quando possibile e condurli poi a morte quasi certa.
13 Marzo 1943: 8.000 persone vengono rastrellate
Il panorama ebreo durante la seconda guerra è in sé molto chiaro e non occorrono spiegazioni. In linea generale c’è una certa coscienza verso ciò che successe nei campi e ciò che questa gente dovette subire, ma alcuni eventi meritano di essere ricordati sempre. Il 13 marzo del 1943, come viene scritto in un articolo di RaiCultura in merito all’argomento, 8.000 persone vengono rastrellate e selezionate secondo il criterio della loro ipotetica abilità lavorativa. Tutto questo si traduce nell’uccisione di chi non era considerato in grado, oppure venivano mandati a morire ad Auschwitz. Le 8.000 verranno inviate al campo verranno inviate al Campo di Kraków-Plaszów.