Il Superuovo

La lezione sui baci di Matilda De Angelis ci riporta al carme 5 di Catullo

La lezione sui baci di Matilda De Angelis ci riporta al carme 5 di Catullo

Dai baci della poesia di Catullo ai baci che il distanziamento sociale ci ha rubato nell’ultimo anno.

Il termine “bacio” appare per la prima volta, nella forma “basium“, nel carme 5 del celebre autore latino Catullo. Assente nelle opere precedenti, si pensa possa essere stato assunto come un prestito dalla lingua celtica, vicina al poeta. Forme derivate saranno usate anche in altre opere dello stesso Catullo, e saranno tanto usate dagli autori successivi dal rientrare oggi nel lessico delle lingue romanze.

Il Carme 5 di Catullo

Nelle antologie di letteratura latina si trova spesso con il titolo “Il Carme dei Baci“, il Carme 5 di Catullo, che è uno dei più noti componimenti d’amore del poeta. L’amore che il poeta descrive è un’esperienza di tipo totalizzante. La vita è breve e forse presto finirà, dammi mille baci, adesso, dammene ancora!

Vivamus mea Lesbia, atque amemus,
rumoresque senum severiorum
omnes unius aestimemus assis.
Soles occidere et redire possunt:
nobis cum semel occidit brevis lux,
nox est perpetua una dormienda.
Da mi basia mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum,
deinde usque altera mille, deinde centum;
Dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut ne quis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum.”

Catullo, Carme 5

Viviamo, Lesbia mia, e amiamoci, e valutiamo un solo soldo tutte le dicerie dei vecchi severi.
I soli possono tramontare e risorgere: noi, quando una volta finirà questa luce breve, avremo da dormire per una notte eterna.
Dammi mille baci, poi cento,
poi altri mille, poi cento di nuovo, poi senza interruzione mille altri, e poi cento; poi, quando ce ne saremo dati molte migliaia, li mescoleremo così da non sapere, o perché nessun malvagio possa invidiarci, quando saprà che ci sono stati tanti baci.

La lezione sui baci di Matilda De Angelis

Una vera e propria lezione sul bacio ha tenuto Matilda De Angelis, durante la prima serata del Festival di Sanremo, a un Amadeus un po’ impreparato che con piacere si prestava alle spiegazioni della giovane attrice. Tipi di bacio, muscoli coinvolti, il loro suono. La tendenza di inclinare la testa a destra, i 1.209.600 secondi che mediamente trascorriamo a baciarci nella nostra vita, la celebre e bellissima citazione di Edmond Rostand: “Che cos’è un bacio? Un giuramento fatto un poco più da presso, un più preciso patto, una confessione che sigillar si vuole, un apostrofo roseo messo tra le parole t’amo; un segreto detto sulla bocca, un istante d’infinito che ha il fruscio di un’ape tra le piante, una comunione che ha gusto di fiore, un mezzo per potersi respirare un po’ il cuore e assaporarsi l’anima a fior di labbra.

Importa solo che torniamo a baciarci presto.

L’intervento di Matilda De Angelis sui baci ha avuto inizio con la celebre foto del bacio tra un marinaio e un’infermiera per le strade di New York alla fine della Seconda Guerra Mondiale, e si è concluso con un messaggio di speranza. Quanti baci ci sono stati rubati da un distanziamento sociale che va avanti ormai da un anno? Non è assurdo che sia diventato strano, impensabile e pericoloso immaginare di baciare uno sconosciuto per le strade? Torneremo a baciarci senza necessitare l’esito del tampone negativo. Dobbiamo sperarlo, esorta la De Angelis.

Non importa quanti muscoli ci mettete, non importa da che parte vi inclinate, non importa chi bacia chi, non importa come, non importa dove. Importa solo che torniamo a baciarci presto. Questa è la mia speranza.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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