Il Superuovo

La letteratura per l’infanzia: come nasce e come si è evoluta fino ad oggi

La letteratura per l’infanzia: come nasce e come si è evoluta fino ad oggi

A partire dalla fine del ‘700 ad oggi, la letteratura per l’infanzia e per i giovani non ha mai smesso di appassionare sia i piccoli che i grandi.

La letteratura per l’infanzia ha cambiato il modo di vedere e di trattare i bambini, ma soprattutto i primi racconti di fine ‘700, sono stati il mezzo per sconfiggere l’analfabetismo. Oggi, continua ad evolversi, sotto forme diverse, come ad esempio digitali e tecnologiche. Ma l’obiettivo è rimasto lo stesso per secoli: dare lo stimolo per sviluppare la fantasia e la creatività nei bambini.

L’Europa moderna

A Pieve Tesino, in provincia Trento, a Villa Daziaro (non a caso la residenza di venditori ambulanti e poi editori in Russia e Francia) verrà istituita nel periodo che va dal 17 luglio al 1° novembre, una mostra intitolata “Stampe per crescere. Imparare, sognare e giocare con le immagini nell’Europa moderna”.

La mostra sarà interamente dedicata all’editoria della letteratura per ragazzi in Europa, e di come è stata un mezzo per scolarizzare le fasce più povere e per stimolare la creatività e la fantasia dei giovani. L’intera mostra, infatti, sarà curata da Elisa Marazzi, studiosa dell’università inglese di Newcastle upon Tyne.

Attraverso le storie raccontate oralmente in famiglia, i volumi illustrati, piccoli libri con un linguaggio semplice, tra il Sette e il Novecento, anche coloro che facevano parte dei ceti più bassi ed erano analfabeti, cominciavano ad accedere alla scrittura, alla lettura, alle immagini. Ciò permise all’Europa di rinascere culturalmente e di modernizzarsi, attraverso quella che oggi chiameremmo “interattività”. Ma soprattutto in Europa nasce una nuova consapevolezza di famiglia e del ruolo del bambino; concetti trascurati fino ad allora.

Il metodo interattivo, però, continua ad essere utile; ad oggi nelle scuole è indispensabile per mettere le fondamenta scolastiche a partire dai piccolissimi. Guardare, toccare, ritagliare e incollare figure e lettere, era utile e lo è ancora adesso. Grazie alla nascita di nuovi mezzi digitali, di albi illustrati, fumetti, albi da disegnare e colorare, audiolibri; ad oggi è più facile mirare ad una formazione alla lettura e alla scrittura a partire dai primi anni di vita.

“Negli ultimi anni la parola scritta è diventata sempre più immateriale -spiega la curatrice Elisa Marazzi-. Penso ai giornali online, e-book e in ambito scolastico, alle lavagne digitali. Ma, nonostante ciò, il libro per bambini ha ancora successo come oggetto fisico, da toccare, manipolare, pasticciare”.

Le origini della letteratura per l’infanzia

La letteratura per l’infanzia è un sistema letterario e culturale che comprende molti generi: dal libro illustrato alla poesia, dal romanzo di avventura alla narrativa fantasy, dal romanzo realistico al romanzo storico, dalla favola alla fiaba.

Le origini risiedono nella narrativa mitica e popolare, nella letteratura edificante, nella letteratura didascalica e divulgativa. In Europa, la letteratura per l’infanzia nacque con l’illuminismo, con la pedagogia moderna e con le idee di Rousseau che concentrano la loro attenzione sul bambino. Infatti, nell’Ottocento i bambini non erano visti più come futuri adulti ma come entità autonome; ed anche grazie allo sviluppo tecnologico che facilitò la produzione di massa dei libri, sempre più genitori ebbero accesso ai libri; ed iniziando l’istruzione obbligatoria gratuita, aumentò il livello di alfabetizzazione che portò alla nascita di un nuovo tipo di pubblico: quello dell’infanzia.

In Italia, tutto iniziò circa nel 1643, quando dalla narrazione orale di racconti popolari, si passò alla scrittura di questi, con “Lo cunto de li cunti” di Basile G. Nel ‘700 si sviluppò il racconto morale che attraverso un linguaggio chiaro, mirava a educare il bambino. Alla fine dell’800, nacque l’idea di una formazione per i giovani, che prestasse attenzione alla loro libertà, ignorata fino a quel momento: sorse quindi, la letteratura infantil-giovanile. Storie di bambini alla ricerca del sé, con il compito di salvare qualcun altro, o loro stessi. Questa svolta narrativa avvenne con “Le avventure di Pinocchio” di Collodi. Nel ‘900 la letteratura divenne ancora più sofisticata, con l’avvento dei giornalini e dei fumetti.

L’evoluzione della letteratura per i giovani

Oggi le forme di narrazione si sono evolute attraverso i cartoni animati e i film d’animazione, attraverso gli albi illustrati e i fumetti, con l’avvento del cinema e della televisione, con i giochi e i videogiochi.

La lettura è fondamentale in quanto stimola l’immaginazione di chi legge o di chi ascolta (nascita degli audiolibri, podcast), e amplifica la conoscenza delle emozioni e la riflessione. Si pensa appunto, che il libro sia alla base dell’educazione, ed è per questo che negli anni si è consolidata l’idea di far avvicinare a questo mondo dal prima possibile.

Perciò per far avvicinare i piccolissimi al mondo dei libri, sono nati i “picturebook” nonché gli albi illustrati. Questi ultimi sono l’incontro tra le parole e le figure nella stessa pagina, perciò rende specifica la narrazione di una storia. I bambini infatti si divertono ad ascoltare i grandi leggere la storia, mentre loro si sforzano di collegare quello che ascoltano alle immagini che attirano la loro attenzione.

Un altro genere ancora, sono invece i “silent book”: i libri senza parole, che affidano la narrazione alle immagini. Sono universali, per tutte le fasce d’età e stimola molto la capacità di interpretazione delle immagini e delle illustrazioni rappresentate. Diversamente dal genere esposto prima, con questi tipo di libri i piccoli giocano facendo finta di saper leggere, invece si stanno facendo solo trasportare dalla fantasia, inventando storie sulla base delle immagini rappresentate.

Invece un film d’animazione può essere educativo quanto un libro? Il cinema, anche se da forma a ciò che attraverso un libro potremmo solo immaginare, sia le immagini che la narrazione avviene dall’esterno e i bambini (le persone in genere) sembrerebbero dei passivi spettatori. In realtà i film d’animazione possono aprire nuove possibilità, stimolare nuove prospettive e sensibilità (Edgar Morin).

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: