‘La guerra dei mondi’: l’opera che ha visto crescere i media, dalla stampa alla tv

‘La Guerra dei Mondi’, l’opera che è stata adattata prima in radio e poi sul grande schermo, sbarca anche in tv.

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Un tripode de ‘La Guerra dei Mondi’

Chiunque vive a contatto con i media. In pochi però si chiedono come questi abbiano visto la luce, o come siano legati tra loro. Un buon testimone di questo collegamento è l’opera ‘La Guerra dei Mondi’, di H.G. Wells.

 

Innanzitutto, cos’è ‘La Guerra dei Mondi’?

‘La Guerra dei Mondi’ è un romanzo a puntate del 1898 di H.G. Wells, pseudonimo di Herbert George Wells, uno dei padri della fantascienza. La trama racconta della tentata invasione della Terra da parte di alieni provenienti da Marte. Enormi figure simili a piovre sbarcano in Inghilterra, cercando di rendere il nostro pianeta simile al loro, tramutandone la flora e il clima e sfruttando gli umani.

Il primo media che la storia tocca è dunque, per sua natura, quello della stampa. Come era comune fare all’epoca, infatti, l’opera di Wells viene proposta su giornali inglesi e americani ‘un pezzo per volta’. Questa pratica è stata utilizzata anche per pubblicare romanzi come ‘I Tre Moschettieri’ o ‘Le Avventure di Sandokan’, per creare pubblicità al giornale e spingere i consumatori ad una sempre maggiore fidelizzazione.

Già dalla sua nascita quindi, ‘La Guerra dei Mondi’ si vede protagonista di una storia, quella dei media, a cui sarà legato per tutti gli anni a venire. Per rendersi conto di come il mondo mediale è cambiato basta semplicemente analizzare l’evoluzione di quest’opera e il come è stata trattata in ogni mezzo appartenente a questo universo.

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Un’illustrazione della versione francese del romanzo

 

Il romanzo diventa una serie radiofonica, testimoniandone l’evoluzione

Quarant’anni dopo la sua uscita su carta, ‘La Guerra dei Mondi’ incontra anche un altro media di cui costituirà un pezzo importante: la radio. Nel 1938, un giovane conduttore radio chiamato Orson Welles ha un’idea: adattare il romanzo padre della fantascienza al suo mezzo di comunicazione, facendone un radio dramma adattato al luogo e tempo in cui Welles viveva.

L’idea era quella di fare una vera e propria telecronaca dello sbarco degli alieni negli Stati Uniti, più precisamente nella zona del New Jersey. La particolarità di questo evento sta nel fatto che, nonostante Welles avesse annunciato prima dell’inizio del programma che ciò che si sarebbe sentito non sarebbe stato altro che un dramma radiofonico, la popolazione diede di matto grazie alla spettacolare abilità del conduttore, credendo che forze ostili fossero realmente sbarcate negli States.

Perché questo è importante in un’ottica di storia della radio? Bisogna sapere che la radio, nonostante fosse inizialmente nata come medium punto a punto (cioè che permetteva una comunicazione tra due singoli individui), è stata il primo tra i media ad essere realmente di massa. La radio era un oggetto domestico, che accompagnava la vita delle persone, dando loro delle informazioni in tempo reale (non come i giornali, che potevano essere più lenti). Questo dettaglio era molto importante negli anni della Seconda Guerra Mondiale, dove l’attenzione del mondo era puntata su ciò che accadeva in luoghi che non si potevano vedere.

Allo stesso tempo, però, sempre più donne si ritrovavano in casa, sole, alla ricerca di un modo per passare il tempo. La televisione non c’era ancora, soprattutto in Europa… stava dunque alla radio risolvere il problema. Per questo motivo si inizia a trasmettere in radio dei programmi a puntate stile feuilletons (i romanzi d’appendice che uscivano a pezzi sui giornali, proprio come ‘La Guerra dei Mondi’), per intrattenere chi era costretto a casa. Anche da qui viene l’idea di Welles.

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Dalla radio al cinema e alla tv

L’adattamento radiofonico è un pezzo importante di storia mediale, perché caratterizza anche la radio come un mezzo di intrattenimento. E, guarda caso, l’opera di Wells in quel preciso momento c’era. Non solo testimone della crescita della stampa, ma anche di quella della radio. Ma l’avventura del romanzo non si ferma qui.

Molti anni dopo sono stati fatti adattamenti della storia anche per il grande schermo, testimoniando l’interesse del mondo nel vedere, oltre che leggere e sentire, quel racconto di tanti anni prima. Il cinema è da sempre stato il medium più ‘magico’, dove si spera sempre di finire. Ed ecco che ‘La Guerra dei Mondi’ si ritaglia il suo posto di rilievo anche in questo universo.

Oggi, ottobre 2019, la guerra tra oppressi e oppressori segna un altro traguardo, quello di finire anche in tv, colonizzando così anche l’ultimo medium di massa. È andata infatti in onda venerdì 11 su Sky la prima puntata della miniserie inglese ispirata al romanzo di fine ottocento. Tre puntate da 60 minuti l’una che riportano la storia nella sua ambientazione originale e tramutano in immagini le parole di Wells. In un’epoca di adattamenti come quella in cui siamo immersi, diventare uno dei soggetti della BBC non è da poco. Inoltre, il riportare un grande classico sul piccolo schermo ricorda tanto la missione primaria dell’emittente della regina: informare, insegnare e dilettare.

La tv, seguendo le orme della radio, nasce in Europa per trasmettere buoni esempi alla popolazione. Non come negli Stati Uniti, dove i canali erano in mano a privati che avevano come unico scopo quello di accaparrarsi investimenti pubblicitari; in Europa le emittenti erano proprietà statali, a cui non serviva pubblicità per andare avanti, vivendo sui contributi della popolazione. Di conseguenza, se in America il divertire era primario per avere attenzione e dunque pubblicità, nel Vecchio Continente ciò che importava era dare alla popolazione una base educativa. E cosa c’è di più educativo di un classico della letteratura?

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I protagonisti della miniserie televisiva basata sul romanzo

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